<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-101120682203898409</id><updated>2012-01-23T16:12:52.515+01:00</updated><category term='Archeologia'/><category term='Speciale Olimpiadi'/><category term='Scienza'/><title type='text'>Pergamon Journal</title><subtitle type='html'>Saggio è chi sa di non sapere.</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/101120682203898409/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><link rel='next' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/101120682203898409/posts/default?start-index=101&amp;max-results=100'/><author><name>Wellington</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>172</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-101120682203898409.post-4512610542509648349</id><published>2010-04-21T15:57:00.002+02:00</published><updated>2012-01-23T16:12:52.537+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Scienza'/><title type='text'>Stampante Cloud per Chrome OS</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Lo scorso autunno Google ha presentato il suo sistema operativo Chrome OS, un SO basato interamente su web apps. Una delle difficoltà subito emerse da questo approccio riguarda la gestione delle stampanti, solitamente dipendenti dal sistema operativo o dagli specifici driver su di esso installati.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Google annunciò una soluzione innovativa, sui cui ha rivelato i primi dettagli pochi giorni fa. Si chiama Google Cloud Print: si tratta di un servizio online, disponibile nella "nuvola" e capace di comunicare direttamente con la stampante senza dover passare attraverso il sistema operativo o il driver. Tutte le web apps comunicheranno direttamente con il Google Cloud Print, che si occuperà di avviare la stampante quando necessario.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Basterà abbinare la stampante con il proprio account Google tramite esso abbinarvi le impostazioni richieste, per poi iniziare il lavoro di stampa. Grazie a questa caratterista "on the cloud", sarà molto semplice condividere una stampante con altre persone o con un intero network, senza dover procedere a macchinose configurazioni. Inoltre, passando per la nuvola, sarà semplice stampare da qualunque dispositivo connesso, senza collegamenti ulteriori.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ma come sarà possibile far comunicare le stampanti con il nuovo servizio? Google distingue a questo punto fra due tipi di stampanti. Il primo tipo comprende le stampanti "cloud-aware", cioè di comunicate direttamente con la nuvola; queste stampanti non avranno alcuna necessità di connettersi al dispositivo e potranno stampare in quanto già compatibili con Google Cloud Print. L'unico particolare è che al momento non esistono stampanti di questo tipo; Google confida però che che possano essere disponibili presto.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Nel caso invece delle stampanti oggi esistenti, non essendo esse "cloud-aware", dovranno utilizzare uno stratagemma diverso, appoggiarsi cioè ad un proxy, un software da installare sul proprio sistema operativo che si preoccuperà di fungere da anello di congiunzione fra il Google Cloud Print e la stampante, per avviare le stampe.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Google ha già diffuso la documentazione e i codici necessari allo sviluppo del servizio, rendendo il materiale il più trasparente e disponibile possibile, allo scopo di spingere lo sviluppo di un servizio cruciale per il prossimo Chrome OS.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Pubblicato su Pergamon Journal, http://pergamonjournal.blogspot.com&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/101120682203898409-4512610542509648349?l=pergamonjournal.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.macitynet.it/macity/articolo/Google-Cloud-Print-ecco-come-Chrome-OS-gestir-la-stampa/aA43294' title='Stampante Cloud per Chrome OS'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/feeds/4512610542509648349/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/2010/04/stampante-cloud-per-chrome-os.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/101120682203898409/posts/default/4512610542509648349'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/101120682203898409/posts/default/4512610542509648349'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/2010/04/stampante-cloud-per-chrome-os.html' title='Stampante Cloud per Chrome OS'/><author><name>Wellington</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-101120682203898409.post-8273582416251244312</id><published>2010-04-20T19:06:00.000+02:00</published><updated>2012-01-23T16:04:35.908+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Scienza'/><title type='text'>Prossimamente il Bluetooth 4</title><content type='html'>Entro la fine di giugno verranno rilasciate le specifiche definitive del nuovo Bluetooth versione 4.0: secondo il gruppo che promuove e gestisce lo standard il nuovo BT offrirà consumi di energia sensibilmente inferiori a quelli attuali e anche prestazioni superiori. Il BT è pronto per integrarsi in orologi, dispositivi per la salute, lo sport e in una ampia gamma di device fino a oggi impensabili.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Entro il 30 giugno le specifiche per il nuovo Bluetooh a basso consumo entreranno a far parte dello standard Bluetooth 4.0. L'annuncio arriva direttamente dal Bluetooth Special Interest Group siglato SIG, l'organizzazione che ne definisce le specifiche e promuove la diffusione della tecnologia. Il Bluetooth 4.0 integra la tecnologia BT attuale più le specifiche per funzionare a basso consumo e anche quelle per offrire prestazioni elevate nella trasmissione dei dati. A seconda dei dispositivi in cui verrà integrata e delle funzioni richieste i costruttori potranno scegliere quali delle nuove funzioni attivare e rendere disponibili. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Così per esempio sarà possibile far funzionare il BT all'interno di un orologio in modalità basso consumo per fare in modo che raccolta i dati provenienti da altri dispositivi BT per lo sport o la salute. Lo stesso dispositivo può essere configurato per funzionare con il BT tradizionale per il collegamento e il trasferimento dei dati verso il computer. Secondo il SIG le nuove specifiche del BT 4.0 permetteranno alla tecnologia di approdare in una gamma più ampia di dispositivi e accessori fino a oggi preclusi a questa tecnologia soprattutto a causa dei consumi di energia elevati. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il nuovo BT potrà anche essere integrato non solo negli orologi ma anche all'interno di device compatti che funzionano con le batterie piatte, a forma di bottone, anche nei telecomandi e molto altro ancora. Le nuove specifiche lasciano ampio spazio di scelta ai costruttori che possono creare un mix di funzioni e caratteristiche scelte tra le specifiche BT 4.0. Oltre al funzionamento in modalità a basso consumo è possibile sfruttare un trasferimento dei dati ad alta velocità oppure ancora migliorare la portata della trasmissione fino a 200 piedi, circa 60 metri.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Pubblicato su Pergamon Journal, http://pergamonjournal.blogspot.com&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/101120682203898409-8273582416251244312?l=pergamonjournal.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.macitynet.it/macity/articolo/In-arrivo-il-Bluetooth-versione-4.0/aA43291' title='Prossimamente il Bluetooth 4'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/feeds/8273582416251244312/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/2010/04/prossimamente-il-bluetooth-4.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/101120682203898409/posts/default/8273582416251244312'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/101120682203898409/posts/default/8273582416251244312'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/2010/04/prossimamente-il-bluetooth-4.html' title='Prossimamente il Bluetooth 4'/><author><name>Wellington</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-101120682203898409.post-1166413645392769164</id><published>2009-09-22T12:52:00.001+02:00</published><updated>2012-01-23T16:03:01.550+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Scienza'/><title type='text'>Il nostro migliore amico</title><content type='html'>&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Helvetica;"&gt;Ci risiamo: gli adoranti possessori di cani penseranno una volta di più che non c'era bisogno di una ricerca universitaria per provare l'abilità del loro animale di capire i gesti e di osservare. Eppure, dopo anni in cui si è guardato con stupore agli scimpanzé, che imparano parole e numeri, sentire che i primati non sanno interpretare i nostri gesti mentre i cani lo fanno lascia esterrefatti.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Helvetica;"&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Merito della coabitazione, perché mentre gli animali con il Dna più simile al nostro se ne sono stati per i fatti loro, i cani sono diventati, davvero, i nostri migliori amici e hanno imparato a conoscerci, capirci e manipolarci. Nell'ultima settimana, negli Stati Uniti due pubblicazioni hanno gettato nuova luce sul modo in cui i cani capiscono e osservano i nostri comportamenti, ed è interessante che lo abbiano fatto da due punti di partenza diversi. L'esperta in scienze cognitive Alexandra Horowitz, nel suo libro (non ancora tradotto in Italia) "Visto da un cane: quel che un cane vede, fiuta e conosce", parte dalla biologia per arrivare alla conclusione che "i cani sono attenti osservatori delle nostre reazioni" e che "sebbene abbiano ereditato una certa avversione a fissare negli occhi, sembrano predisposti a scrutare i nostri visi per avere indicazioni, rassicurazione, guida".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La ricerca condotta dall'antropologo evoluzionista della Duke University Brian Hare, e pubblicata da Time Magazine, è invece partita dalla prova empirica, eseguendo test su oltre un migliaio di cani. Dopo aver fatto annusare loro un biscotto, Hare lo nasconde sotto un bicchiere di carta capovolto, mettendone due uguali a poca distanza l'uno dall'altro. Il cane non può aver visto dov'è il biscotto, ma quando l'antropologo punta l'indice verso un bicchiere, si dirige senza esitazioni verso il contenitore che gli è stato suggerito. Sono pochissimi i cani che non seguono l'indicazione e questo, per Hare, è ancora più sorprendente se si considera che né i lupi, dai quali i cani discendono, né gli scimpanzé, sono in grado di fare altrettanto. Per l'antropologo si tratta di un'abilità acquisita quando cominciò l'addomesticamento: i cani in grado di capire i gesti degli umani conquistavano più cibo come ricompensa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel corso del tempo, argomenta l'antropologo, "l'intelligenza sociale dei cani divenne simile alla nostra in modo inquietante e non solo nella loro capacità di seguire un dito puntato, ma anche nel commettere lo stesso tipo di errori di valutazione che facciamo noi".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il libro della Horowitz cerca di capire com'è essere un cane. Prendete la vista: l'occhio del cane è in grado di catturare le variazioni di luce con una velocità di gran lunga maggiore del nostro e ciò fa sì che "la sua visione del mondo sia più rapida, poiché per ogni secondo riesce a catturare più immagini". Il risultato di ciò nel rapporto con noi è che "i cani riescono a prestare attenzione anche ai brevissimi intervalli dei nostri ammiccamenti" e quindi reagiscono meglio alle più lievi variazioni della nostra mimica facciale. E la Horowitz, cosa che conoscono bene i suoi estimatori, non lesina i consigli per chi addestra i cani, sottolineando che non è necessario impartire ordini con voce perentoria o punizioni per ottenere quel che si vuole, perché così come i lupi, anche i discendenti addomesticati sono in grado di imparare dall'esempio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa non è una bella notizia: non significherà mica che per non farli salire sul divano dovremo evitare di starci anche noi?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Helvetica;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Helvetica;"&gt;Da Repubblica.it&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Pubblicato su Pergamon Journal, http://pergamonjournal.blogspot.com&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/101120682203898409-1166413645392769164?l=pergamonjournal.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/feeds/1166413645392769164/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/2009/09/il-nostro-migliore-amico.html#comment-form' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/101120682203898409/posts/default/1166413645392769164'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/101120682203898409/posts/default/1166413645392769164'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/2009/09/il-nostro-migliore-amico.html' title='Il nostro migliore amico'/><author><name>Wellington</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-101120682203898409.post-8415579700676059631</id><published>2009-09-12T15:38:00.001+02:00</published><updated>2012-01-23T16:03:01.721+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Scienza'/><title type='text'>Apple Event: Fotocamera per iPod e il ritorno di Steve Jobs</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Attesissimo, Steve Jobs ha fatto ieri la sua prima comparsa, dopo un periodo di malattia qualche mese fa, che lo ha tenuto fuori dalla scena pubblica per alcuni mesi, e dal palco dell'evento musicale di Apple che si svolge ogni anno a San Francisco ha annunciato le novità sugli iPod e un aggiornamento a iTunes.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.apple.com/it/ipodnano/" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="224" src="http://images.apple.com/euro/ipodnano/images/overview_hero1_20090909.png" width="420" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ė stato Nano, il più piccolo degli iPod della mela morsicata, a ricevere l’upgrade più sostanzioso, con l’aggiunta di una videocamera, che potrebbe costituire una minaccia per le fotocamere Flip.&lt;br /&gt;Oltre alla videocamera dalla definizione standard, 640 x 480-pixel, Nano presenta un sintonizzatore FM integrato con messa in pausa fino a 15 minuti, dopo i quali è possibile riprendere l’ascolto da dove lo si era lasciato. Tra le funzioni radio c’è anche iTunes Tagging, con cui taggare le canzoni preferite che vi verranno segnalate la prossima volta che vi sintonizzate. Ma sfortunatamente, questa opzione non è attualmente disponibile al di fuori degli States, poichè molte stazioni radio non hanno ancora la parte specifica dell’implementazione RDS necessaria.&lt;br /&gt;In più il nuovo Nano presenta un pedometro per misurare i passi con Nike+, un microfono per registrare la voce, un display più grande di 0,2 pollici (arrivando così a 2,2), uno speaker per playback video e musica. Disponibile in nove colore, il nano 8GB costa £115 e il modello 16GB costa £135. Sono entrambi disponibili oggi.&lt;br /&gt;Introducendo il nuovo Nano, Jobs ha mostrato una diapositiva della camcorder Flip Mino, rendendo palese il fatto che l'industria video di fascia bassa è l'obiettivo principale di Apple.&lt;br /&gt;"Flip sta per subire una brutta batosta" ha affermato Michael Gartenberg, un analista e esperto di strategia tecnologica a Interpet. "Penso che nei prossimi mesi sentiremo parlare spesso di video da Apple".&lt;br /&gt;È tradizione dal 2001 che la Apple organizzi eventi musicali ogni settembre, che in genere ruotano attorno ad iTunes e agli iPod. L'evento di quest'anno ha visto molti esperti azzardare ipotesi su cosa avrebbe fatto Apple con la sua famiglia di iPod, dato che il mercato di MP3 si sta restringendo. Durante una teleconferenza sui risultati finanziari, Apple ha dichiarato che l'iPod (ma non l'iPod Touch) incide sul 18% del suo reditto, a paragone del 55.5% del 2006. Di chi è la colpa? Ovviamente dell'esplosiva crescita delle vendite di iPhone e iPod Touch. &lt;br /&gt;Tuttavia, le uscite più recenti dimostrano che Apple non ha intenzione di abbandondare il mercato dei music player. Avendo - secondo quanto dicono - il 78.3% del mercato dei music player mobili, Apple non aveva bisogno di distribuire niente di nuovo per rimanere al top: aveva giusto bisogno di aggiornare e migliorare ciò che c'era già per poter continuare a cavalcare l'onda. E questo è esattamente quello che la compagnia di Cupertino ha fatto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Aggiornamento iPod &lt;br /&gt;Prendendo come obiettivo gli appassionati di musica con biblioteche di iTunes gigantesche, l'iPod classic ha ricevuto 160 GB di memoria (prima ne aveva 120) con lo stesso prezzo di prima. L'iPod Shuffle, che può avere 2GB o 4GB di memoria, è identico a quello della generazione precendete; l'unica differenza è che ha un adattatore per poter funzionare anche con le altre cuffie.&lt;br /&gt;La cosa più misteriosa è stata l'aggiornamento all'iPod Touch. Molti credevano, prima della conferenza stampa, che questo dispositivo sarebbe stato dotato di una foto/videocamera, avvicinandolo sempre di più all'iPhone. Ma l'iPod Touch ha solamente ricevuto un aggiornamento del processore, il supporto per la versione 2.0 di Open GL ES, e la piattaforma grafica API - di cui usufruisce anche l'3GS. Apple non offre più il modello da 16GB ma solo quelli da 8GB, 32GB e 64GB.&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.apple.com/it/ipodtouch/what-is/ipod.html" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="399" src="http://images.apple.com/euro/ipodtouch/what-is/images/best_hero20090909.png" width="420" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Secondo Gartenberg, Apple ha probabilmente lasciato perdere la fotocamera per il Touch per poter incentivare i consumatori a comprare il nuovo Nano.&lt;br /&gt;"Penso che abbiano scelto di lasciarli come dispositivi a parte per creare un bisogno, in modo che l'utente non si senta soddisfatto ad avere un solo prodotto, ma li voglia tutti. E questo è il motivo che lo spinge ad acquistare sia il Touch che il Nano", spiega Gartenberg.&lt;br /&gt;In ogni caso Julie Ask - analista che lavora per Forrester - è convinta che non manca molto all'inclusione di una camcorder nell'iPod Touch.&lt;br /&gt;"Bisogna capire che ci stanno lavorando, e per loro è solo una questione di tempo e di denaro", ha continuato.&amp;nbsp; "Questo è quello che avrebbero potuto fare in tempo per la stagione natalizia, e questo è quello che hanno deciso di fare adesso".&lt;br /&gt;Poco prima dell'evento, girava la voce che i nuovi iPod con fotocamera avessero dei problemi tecnici e che sarebbero usciti in ritardo. Ma forse è l'iPod Touch il dispositivo ad aver avuto questi problemi, dato che l'iPod Nano è già n vendita oggi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il nuovo iTunes&lt;br /&gt;Per quanto riguarda i software, Apple ha rilasciato una nuova versione del suo media player, iTunes 9. Grazie a questo upgrade, ora Apple vende album musicali in un nuovo formato chiamata iTunes LP, che presenta album con vari extra mutimediali, tra cui testi delle canzoni, arte e testi vari. È chiaro che questa mossa è volta ad aumentare le vendite di album digitali su iTunes.&lt;br /&gt;"Lo trovo grandioso, ma dubito che gli iTunes LP riescano ad incentivare le vendite di album" ha osservato Gartenberg. "È la buona musica a vendere album. Ma d'altra parte è bello rivedere quell'oggetto che avevamo perso con la fine dei CD".&lt;br /&gt;Inoltre, l'iTunes Store ha avuto un bel makeover. Ogni pagina ha un design più pulito e moderno che rende la navigazione più facile.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.apple.com/it/itunes/whats-new/" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="352" src="http://images.apple.com/euro/itunes/whats-new/images/geniusmixes20090909.jpg" width="420" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il nuovo iTunes 9 è inoltre dotato di una funzione che permette di gestire le app dell'iPhones e dell'iPod Touch. Andando sotto la tab "Applications", gli utenti di iTunes possono fare una preview di tutte le pagine del loro schermo iPhone spostando le applicazioni con il loro mouse. (In passato, questo poteva esser fatto con lo stesso iPhone, ma ci vuole un po' di tempo a spostare le applicazioni con il dito).&lt;br /&gt;Apple ha inoltre aggiunto un servizio ad iTunes che si chiama Home Sharing e permette di condividere canzoni, film e programmi TV tra almeno cinque computer in uno stesso network. Grazie a questa funzione gli utenti di un network possono fare lo streaming e copiare i propri media l'uno dall'altro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'iPhone OS 3.1&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Apple, durante l’evento di ieri, ha inoltre annunciato un aggiornamento per iPhone OS: iPhone 3.1, che presenta una nuova funzione "Genius", la quale è in grado di analizzare la biblioteca digitale dell’utente iPhone per suggerirgli automaticamente nuove app che potrebbero essere di suo interesse. E questo in parte risolve il problema della ricerca delle applicazioni su App Store, che sta diventando sempre più affollato, con 75,000 applicazioni in continua crescita. L’aggiornamento è gratuito per gli utenti che già usano OS 3.0, mentre per tutti gli altri ha un costo fino a £2.99.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Pubblicato su Pergamon Journal, http://pergamonjournal.blogspot.com&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/101120682203898409-8415579700676059631?l=pergamonjournal.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/feeds/8415579700676059631/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/2009/09/apple-event-fotocamera-per-ipod-e-il.html#comment-form' title='27 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/101120682203898409/posts/default/8415579700676059631'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/101120682203898409/posts/default/8415579700676059631'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/2009/09/apple-event-fotocamera-per-ipod-e-il.html' title='Apple Event: Fotocamera per iPod e il ritorno di Steve Jobs'/><author><name>Wellington</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>27</thr:total><georss:featurename>Cupertino, CA, USA</georss:featurename><georss:point>37.315813 -122.043976</georss:point><georss:box>37.247551 -122.1607055 37.384074999999996 -121.9272465</georss:box></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-101120682203898409.post-6690031983928573616</id><published>2009-03-02T17:20:00.000+01:00</published><updated>2012-01-23T16:03:01.683+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Scienza'/><title type='text'>Il centro di comando delle piante? Le radici</title><content type='html'>&lt;p align="justify"&gt;&lt;img src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/c/c5/Hoh_rain_forest_trees.jpg" width="396" height="301" /&gt; Scoperto negli apici delle radici, il «centro di comando delle piante». La sua identificazione si deve a un gruppo di ricercatori dell'Università di Firenze, dei dipartimenti di Ortoflorofrutticoltura e di Fisica. La ricerca sarà pubblicata online sulla rivista internazionale Pnas (Proceedings of the National Academy of Science).     &lt;br /&gt;Il lavoro dimostra l'esistenza diffusa all'interno dell'apice delle radici di cellule capaci di emettere e recepire segnali elettrici, in modo simile ai neuroni per gli animali. Ma dei neuroni queste cellule vegetali hanno anche un'altra proprietà, la sincronizzazione, cioè la capacità di emettere più segnali contemporaneamente. Questa caratteristica è stata osservata utilizzando per la prima volta sulle piante la tecnologia dei MEA (multi electrode arrays), tipica della neurobiologia, che consiste nell'applicare micro-elettrodi sulle radici per misurare i segnali elettrici. Gli scienziati toscani hanno scoperto che questi segnali elettrici vengono trasmessi da una cellula all'altra con un sistema, la conduzione neuroide, tipico degli animali che non hanno nervi, come alcuni invertebrati.     &lt;br /&gt;Gli autori dello studio «Spazio-temporal dynamics of the electrical network activity in the root apex» lavorano tutti dell'Ateneo fiorentino, tranne uno, che è dell'Università di Bonn ma fa parte del Laboratorio Internazionale di Neurobiologia Vegetale, anch'esso situato presso il Polo Scientifico di Sesto Fiorentino, come gli altri due dipartimenti scientifici.&lt;/p&gt;  &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Pubblicato su Pergamon Journal, http://pergamonjournal.blogspot.com&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/101120682203898409-6690031983928573616?l=pergamonjournal.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/feeds/6690031983928573616/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/2009/03/il-centro-di-comando-delle-piante-le.html#comment-form' title='8 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/101120682203898409/posts/default/6690031983928573616'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/101120682203898409/posts/default/6690031983928573616'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/2009/03/il-centro-di-comando-delle-piante-le.html' title='Il centro di comando delle piante? Le radici'/><author><name>Wellington</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>8</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-101120682203898409.post-2083154976032824996</id><published>2009-02-27T12:35:00.000+01:00</published><updated>2012-01-23T16:03:01.568+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Scienza'/><title type='text'>NASA: Fallisce il lancio del satellite</title><content type='html'>&lt;p align="justify"&gt;&lt;img src="http://www.biolla.eu/images/satellite.jpg" width="402" height="314" /&gt; La Nasa non è riuscita a lanciare il suo primo satellite destinato a compiere il censimento dell'anidride carbonica nell'atmosfera. Per l'ente spaziale non si tratta di un semplice fallimento e potrebbe generare guai inaspettati. Prima di tutto perché il veicolo cosmico aveva un obiettivo da raggiungere che si fa sempre più urgente. Ogni anno trenta miliardi di tonnellate di CO2 derivate da combustibili fossili si scaricano nell'aria. Metà rimangono a galleggiare, l'altra metà sparisce e non si sa bene dove vada.    &lt;br /&gt;Il satellite Orbiting Carbon Observatory «OCO» lanciato martedì, con i suoi tre spettrometri doveva scandagliare la coltre atmosferica riuscendo persino a calcolare quanta CO2 emette una centrale elettrica o quanta ne aleggia sopra un'autostrada. In tal modo avrebbe permesso ai climatologi di disporre di dati più attendibili per migliorare i modelli teorici con i quali spiegano il riscaldamento globale. Tutte le discussioni, infatti, oggi ruotano attorno alla debolezza di questi modelli inadeguati per decifrare la situazione e soprattutto la tendenza futura. Invece bisognerà aspettare ancora e ciò non farà certo piacere alla nuova amministrazione Obama che guarda alla risoluzione dei problemi ambientali con urgenza. Il satellite «OCO» non è riuscito ad arrivare nello spazio e si è con tutta probabilità inabissato davanti alle coste dell'Antartide per un guasto apparentemente banale che di solito si verificava ai primi tempi dell'era spaziale. Le due conchiglie che formano l'ogiva del razzo «Taurus XL» proteggendo il satellite nell'attraversamento degli strati più densi dell'atmosfera non si sono aperte. Quando l'ultimo stadio del razzo, il quarto e tutti a propellenti solidi, si è acceso s'è trovato un peso maggiore del previsto e ciò gli ha impedito di portare il suo prezioso carico di 500 chilogrammi sull'orbita stabilita alta 704 chilometri passante sopra i poli. La missione è costata 273 milioni di dollari. «OCO» doveva svolgere la sua attività per almeno un paio d'anni, invece dopo 17 minuti è finito nell'oceano. La beffa ulteriore sta nel fatto che questa versione del razzo era la prima ad essere certificata dalla Nasa per la «sicurezza del funzionamento». Il Taurus era nato nella prima metà degli anni '90 dopo che il Pentagono aveva espresso l'esigenza di avere alcuni piccoli lanciatori. L'invito, grazie ai finanziamenti della Darpa, l'agenzia di ricerca della Difesa, aveva portato la Orbital Science a costruire il razzo Pegasus con le ali lanciabile da un aeroplano e la Lockheed Martin il razzo Athena. La Orbital, poi, dal Pegasus derivava il Taurus più potente in quattro versioni di diversa capacità che partiva dalla base militare di Vandenberg in California. I primi lanci iniziavano nel 1994 e finora, in sette missioni compiute, c'era stato un solo fallimento nel 2001. Adesso si è aggiunto il secondo con un effetto negativo che la Nasa avrebbe voluto evitare, se non altro per un danno all'immagine (e alla scienza) che non sfugge a nessuno.&lt;/p&gt;  &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Pubblicato su Pergamon Journal, http://pergamonjournal.blogspot.com&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/101120682203898409-2083154976032824996?l=pergamonjournal.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/feeds/2083154976032824996/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/2009/02/nasa-fallisce-il-lancio-del-satellite.html#comment-form' title='14 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/101120682203898409/posts/default/2083154976032824996'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/101120682203898409/posts/default/2083154976032824996'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/2009/02/nasa-fallisce-il-lancio-del-satellite.html' title='NASA: Fallisce il lancio del satellite'/><author><name>Wellington</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>14</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-101120682203898409.post-866035024633471562</id><published>2009-02-24T23:39:00.001+01:00</published><updated>2012-01-23T16:03:01.726+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Scienza'/><title type='text'>La più grande catastrofe del cosmo</title><content type='html'>&lt;p align="justify"&gt;&lt;a href="http://science.pergamonjournal.org/search/label/Astronomia" target="_blank"&gt;&lt;img src="http://www.mytechnology.eu/foto/nocat/galassia_collisione.jpg" width="383" height="246" /&gt;&lt;/a&gt; Una catastrofe cosmica gigantesca, la più grande e violenta che mai strumenti umani siano riusciti a fotografare fino ad oggi. E la prova dell’accaduto è un potente raggio gamma che l’ &amp;quot;occhio” italiano del satellite “Fermi” della Nasa è riuscito a cogliere e fotografare. I dettagli sono raccontati sulla rivista americana Science ed è la cronaca di un fatto accaduto 12 miliardi di anni fa, ma che il satellite ha visto soltanto ora perché il raggio tanto ha impiegato a percorrere lo spazio che ci separa dal luogo d’origine; una galassia distante 12 miliardi di anni luce. Il lampo battezzato “GRB 080916C” era stato raccolto il 16 settembre scorso «e nel giro di due settimane la scoperta era chiara e definita – nota Patrizia Caraveo responsabile dell’esperimento per l’Inaf, l’Istituto italiano di astrofisica – ma per arrivare alla sua pubblicazione sono stati necessari tutti questi mesi perché sono oltre duecento gli astrofisici coinvolti nell’operazione: numerosi erano i particolari su cui essere d’accordo». La cronaca della catastrofe è raccontata soprattutto dal lampo di radiazione gamma . «Per un paio di minuti, il lampo è stato più luminoso non solo di qualsiasi altra sorgente, ma anche dello stesso universo nella banda dei raggi gamma – precisa Ronaldo Bellazzini, altro responsabile dell’esperimento per l’Infn, Istituto nazionale di fisica nucleare – E nasceva da un getto di materia altamente ionizzato che si è propagato nel cosmo a una velocità prossima a quella della luce, paragonabile a quanto si otterrà nel nuovo acceleratore Lhc di Ginevra». La catastrofe è stata registrata da due strumenti: il GMB, Gamma Ray Burst Monitor americano, ha raccolto prima i fotoni di radiazione X; poi il LAT, Large Area Telescope italiano, i fotoni di radiazione gamma. «Ma fra i due – precisa Caraveo – c’è stato un ritardo di cinque secondi, un tempo significativo per descrivere i processi riguardanti la morte di una stella».    &lt;br /&gt;DISTRUTTO UN ASTRO GRANDE CINQUE VOLTE IL SOLE - Il fiume delle radiazioni è scaturito infatti dalla distruzione di un astro la cui massa calcolata era di cinque volte superiore a quella del Sole. Proprio dal violento collasso è zampillata l’energia mentre la stella si trasformava in un buco nero. Ora gli astrofisici dovranno decifrare nei dettagli il significato dei fatidici cinque secondi e quando ci saranno riusciti avranno conquistato un altro tassello nella storia della vita di un astro. Importante in questi casi è intervenire tempestivamente anche con i telescopi a terra per cogliere nella radiazione luminosa ulteriori elementi importanti. «A tal fine sono attive squadre di ricercatori internazionali, 24 ore su 24, per puntare i loro strumenti”, aggiunge Paolo Giommi, responsabile del Science Data Center dell’Asi, l’agenzia spaziale italiana, che ha coordinato la partecipazione al progetto del satellite Fermi della Nasa mentre lo strumento LAT è nato dal coinvolgimento dell’Infn (nei cui laboratori pisani è stato progettato e assemblato) e dell’Inaf. I lampi gamma erano stai scoperti per caso dai satelliti militari americani Vela nella seconda metà degli anni Sessanta mandati in orbita per controllare le eventuali esplosioni atomiche dei sovietici. Tenuti nascosti sino al 1973, da allora è iniziata la corsa a spiegarne l’origine. Il problema non era da poco perché questi Gamma Ray Burst sono i fenomeni più violenti che il cielo offra: nel giro di pochi secondi liberano tanta energia quanta il Sole nell’arco della sua intera vita. Soltanto alla metà degli anni Novanta il satellite italiano BeppoSax dell’Asi, fornisce il primo indizio importante per arrivare alla spiegazione del fenomeno. E le ricerche continuano in una partita USA-Italia che propone grandi sorprese.&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Da &lt;a href="http://www.corriere.it" target="_blank"&gt;Corriere.it&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;  &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Pubblicato su Pergamon Journal, http://pergamonjournal.blogspot.com&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/101120682203898409-866035024633471562?l=pergamonjournal.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/feeds/866035024633471562/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/2009/02/la-piu-grande-catastrofe-del-cosmo.html#comment-form' title='15 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/101120682203898409/posts/default/866035024633471562'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/101120682203898409/posts/default/866035024633471562'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/2009/02/la-piu-grande-catastrofe-del-cosmo.html' title='La più grande catastrofe del cosmo'/><author><name>Wellington</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>15</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-101120682203898409.post-5007586332510737987</id><published>2009-02-24T23:35:00.001+01:00</published><updated>2012-01-23T16:03:01.653+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Scienza'/><title type='text'>Gmail: Server Error</title><content type='html'>&lt;p align="justify"&gt;&lt;img style="display: block; float: none; margin-left: auto; margin-right: auto" src="http://farm3.static.flickr.com/2119/2121409939_996b04556e.jpg" width="396" height="209" /&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Il servizio di posta elettronica Gmail ha ripreso a funzionare intorno alle 13 e 30 ora italiana del 24 febbraio. Un black out di circa 3 ore ha paralizzato il sito che serve 30 milioni di utenti in tutto il mondo (+43% solo nel 2008). Il problema si era verificato attorno all'1.30 del mattino tempo del pacifico (le 10,30 in Italia). «Siamo a conoscenza del problema e ci stiamo lavorando», così Google, alle 11:46 italiane, aveva ammesso il problema sul sito di Gmail.&amp;#160; &lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Proteste e lamentele sono apparse su Twitter e altrove su Internet. Alcuni siti ipotizzano che una delle cause del black out potrebbe essere la nuova funzionalità «Choose your own colors», entrata in funzione il 19 febbraio, che permette di cambiare i colori delle scritte della propria pagina di account. Ma l'azienda di Mountain View non ha ancora comunicato ufficialmente quale potrebbe essere stata l'origine del black out che ha coinvolto aziende e privati in tutto il mondo. È il guasto più lungo della storia recente di Gmail: il 31 gennaio scorso si è verificato un tilt di 40 minuti che ha colpito il motore di ricerca.&lt;/p&gt;  &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Pubblicato su Pergamon Journal, http://pergamonjournal.blogspot.com&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/101120682203898409-5007586332510737987?l=pergamonjournal.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/feeds/5007586332510737987/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/2009/02/gmail-server-error.html#comment-form' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/101120682203898409/posts/default/5007586332510737987'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/101120682203898409/posts/default/5007586332510737987'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/2009/02/gmail-server-error.html' title='Gmail: Server Error'/><author><name>Wellington</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://farm3.static.flickr.com/2119/2121409939_996b04556e_t.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-101120682203898409.post-747902657211871619</id><published>2008-10-26T17:48:00.001+01:00</published><updated>2012-01-23T16:03:01.700+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Scienza'/><title type='text'>In orbita il satellite radar italiano</title><content type='html'>&lt;p&gt;&lt;img height="332" src="http://www.thalesaleniaspace-library.com/data/LR/cosmo02.jpg" width="396" /&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Il terzo satellite ambientale italiano Cosmo-Skymed ruota intorno alla Terra. E&amp;#8217; decollato in perfetto orario alle 19.28 locali di ieri sera (le 4.28 di questa mattina in Italia) dalla base spaziale militare americana sulla costa pacifica. Il primo era stato lanciato nel giugno dell&amp;#8217;anno scorso e l&amp;#8217;ultimo partir&amp;#224; agli inizi del 2010. A quel punto la costellazione dei quattro veicoli spaziali sar&amp;#224; completa e potr&amp;#224; svolgere appieno il lavoro per cui &amp;#232; stata realizzata da Thales Alenia Space su un programma dell&amp;#8217;agenzia spaziale italiana Asi assieme alla Difesa. &lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;La costellazione &amp;#232; nata con uno scopo ambizioso: tenere sotto controllo in continuazione la superficie della Terra facendo ricorso invece che ai normali obiettivi ottici ad un radar. Lo strumento scandaglia con le sue onde la superficie e costruisce delle immagini ricche di informazioni con un grande vantaggio, quello di scrutare in continuazione il territorio nonostante la presenza delle nuvole e durante la notte; due condizioni gravose che limitano e riducono il lavoro dei normali satelliti con obiettivi ottici. Inoltre il programma nasce da un accordo e dalla partecipazione della Difesa e in questo modo &amp;#232; nata la prima costellazione a livello internazionale con una caratteristica &amp;#171;duale&amp;#187;, cio&amp;#232; che serve le necessit&amp;#224; degli impieghi civili e militari legati alla sicurezza. &lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Gi&amp;#224; i primi due satelliti sono stati intensamente adoperati in varie circostanze nei mesi passati aiutando ad esempio il tempestivo censimento dei danni causati dall&amp;#8217;uragano in Birmania e dal terremoto in Cina. &amp;#171;E i nostri militari &amp;#8211; nota il generale Pietro Finocchio alla guida di Teledife che sovrintende la partecipazione della Difesa - lo utilizzando correntemente nei territori in cui agiscono come in Afghanistan e Iraq &amp;#8211; raggiungendo una miglior sicurezza nelle operazioni&amp;#187;. Con i primi due satelliti si raccoglievano 900 immagini al giorno della Terra. Ora con il terzo si arriver&amp;#224; a 1300 per toccare il tetto delle 1800 riprese quotidiane quando sar&amp;#224; disponibile anche il terzo satellite, tutti rotanti su un&amp;#8217;orbita che attraversa anche le aree polari a 630 chilometri d&amp;#8217;altezza. &lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;La costellazione sar&amp;#224; attiva per quindici anni ma gi&amp;#224; l&amp;#8217;Asi sta pensando a come garantirne in futuro la continuit&amp;#224; con una nuova generazione di veicoli ancora pi&amp;#249; avanzati. Ma intanto c&amp;#8217;&amp;#232; lo sfruttamento dei satelliti ora disponibili le cui mappe mostrano oggetti pi&amp;#249; piccoli di un metro. &amp;#171;Ma con tre veicoli in orbita &amp;#8211; precisa Enrico Saggese, commissario dell&amp;#8217;Asi &amp;#8211; potremo iniziare la sperimentazione di una tecnica di rilevazione che realizzer&amp;#224; addirittura immagini tridimensionali che saranno la pratica normale della futura generazione. Ora per stimolare applicazioni praticate stiamo costituendo alla stazione dell&amp;#8217;ASI di Matera dove si ricevono le trasmissioni dei Cosmo-Skymed, un centro di eccellenza nel quale i tecnici di piccole e medie aziende e delle universit&amp;#224; possono sviluppare le tutte le innovazioni possibili&amp;#187;. &lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;&amp;#171;Intanto si sta definendo la nascita della societ&amp;#224; e-geos formata da Telespazio e Asi &amp;#8211; precisa Giuseppe Veredice, amministratore delegato di Telespazio &amp;#8211; per commercializzare a livello internazionale questi prodotti spaziali italiani che oggi non hanno eguali nel mercato. Naturalmente dobbiamo procedere rapidamente perch&amp;#233; arrivare tardi significherebbe perdere una preziosa occasione&amp;#187;. &amp;#171;I futuri satelliti Cosmo-Skymed a cui stiamo lavorando avranno una taglia analoga ma saranno pi&amp;#249; evoluti nelle capacit&amp;#224;&amp;#187; precisa Luigi Pasquale, amministratore delegato di Thales Alenia Space. &amp;#171;E per la concretizzazione di questo futuro vediamo importante un pi&amp;#249; stretto rapporto di collaborazione tra l&amp;#8217;Asi e il Ministero della Difesa&amp;#187; conclude Giorgio Zappa, direttore generale di Finmeccanica.&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;&lt;a href="http://science.pergamonjournal.org" target="_blank"&gt;&lt;strong&gt;Pergamon Journal&lt;/strong&gt; Science&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;  &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Pubblicato su Pergamon Journal, http://pergamonjournal.blogspot.com&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/101120682203898409-747902657211871619?l=pergamonjournal.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/feeds/747902657211871619/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/2008/10/in-orbita-il-satellite-radar-italiano_26.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/101120682203898409/posts/default/747902657211871619'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/101120682203898409/posts/default/747902657211871619'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/2008/10/in-orbita-il-satellite-radar-italiano_26.html' title='In orbita il satellite radar italiano'/><author><name>Wellington</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-101120682203898409.post-7972563387156587933</id><published>2008-10-26T17:46:00.002+01:00</published><updated>2012-01-23T16:03:01.711+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Scienza'/><title type='text'>In orbita il satellite radar italiano</title><content type='html'>&lt;p&gt;&lt;a href="http://science.pergamonjournal.org" target="_blank"&gt;&lt;strong&gt;Pergamon Journal&lt;/strong&gt; Science&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;img height="332" src="http://www.thalesaleniaspace-library.com/data/LR/cosmo02.jpg" width="396" /&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Il terzo satellite ambientale italiano Cosmo-Skymed ruota intorno alla Terra. E&amp;#8217; decollato in perfetto orario alle 19.28 locali di ieri sera (le 4.28 di questa mattina in Italia) dalla base spaziale militare americana sulla costa pacifica. Il primo era stato lanciato nel giugno dell&amp;#8217;anno scorso e l&amp;#8217;ultimo partir&amp;#224; agli inizi del 2010. A quel punto la costellazione dei quattro veicoli spaziali sar&amp;#224; completa e potr&amp;#224; svolgere appieno il lavoro per cui &amp;#232; stata realizzata da Thales Alenia Space su un programma dell&amp;#8217;agenzia spaziale italiana Asi assieme alla Difesa. &lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;La costellazione &amp;#232; nata con uno scopo ambizioso: tenere sotto controllo in continuazione la superficie della Terra facendo ricorso invece che ai normali obiettivi ottici ad un radar. Lo strumento scandaglia con le sue onde la superficie e costruisce delle immagini ricche di informazioni con un grande vantaggio, quello di scrutare in continuazione il territorio nonostante la presenza delle nuvole e durante la notte; due condizioni gravose che limitano e riducono il lavoro dei normali satelliti con obiettivi ottici. Inoltre il programma nasce da un accordo e dalla partecipazione della Difesa e in questo modo &amp;#232; nata la prima costellazione a livello internazionale con una caratteristica &amp;#171;duale&amp;#187;, cio&amp;#232; che serve le necessit&amp;#224; degli impieghi civili e militari legati alla sicurezza. &lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Gi&amp;#224; i primi due satelliti sono stati intensamente adoperati in varie circostanze nei mesi passati aiutando ad esempio il tempestivo censimento dei danni causati dall&amp;#8217;uragano in Birmania e dal terremoto in Cina. &amp;#171;E i nostri militari &amp;#8211; nota il generale Pietro Finocchio alla guida di Teledife che sovrintende la partecipazione della Difesa - lo utilizzando correntemente nei territori in cui agiscono come in Afghanistan e Iraq &amp;#8211; raggiungendo una miglior sicurezza nelle operazioni&amp;#187;. Con i primi due satelliti si raccoglievano 900 immagini al giorno della Terra. Ora con il terzo si arriver&amp;#224; a 1300 per toccare il tetto delle 1800 riprese quotidiane quando sar&amp;#224; disponibile anche il terzo satellite, tutti rotanti su un&amp;#8217;orbita che attraversa anche le aree polari a 630 chilometri d&amp;#8217;altezza. &lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;La costellazione sar&amp;#224; attiva per quindici anni ma gi&amp;#224; l&amp;#8217;Asi sta pensando a come garantirne in futuro la continuit&amp;#224; con una nuova generazione di veicoli ancora pi&amp;#249; avanzati. Ma intanto c&amp;#8217;&amp;#232; lo sfruttamento dei satelliti ora disponibili le cui mappe mostrano oggetti pi&amp;#249; piccoli di un metro. &amp;#171;Ma con tre veicoli in orbita &amp;#8211; precisa Enrico Saggese, commissario dell&amp;#8217;Asi &amp;#8211; potremo iniziare la sperimentazione di una tecnica di rilevazione che realizzer&amp;#224; addirittura immagini tridimensionali che saranno la pratica normale della futura generazione. Ora per stimolare applicazioni praticate stiamo costituendo alla stazione dell&amp;#8217;ASI di Matera dove si ricevono le trasmissioni dei Cosmo-Skymed, un centro di eccellenza nel quale i tecnici di piccole e medie aziende e delle universit&amp;#224; possono sviluppare le tutte le innovazioni possibili&amp;#187;. &lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;&amp;#171;Intanto si sta definendo la nascita della societ&amp;#224; e-geos formata da Telespazio e Asi &amp;#8211; precisa Giuseppe Veredice, amministratore delegato di Telespazio &amp;#8211; per commercializzare a livello internazionale questi prodotti spaziali italiani che oggi non hanno eguali nel mercato. Naturalmente dobbiamo procedere rapidamente perch&amp;#233; arrivare tardi significherebbe perdere una preziosa occasione&amp;#187;. &amp;#171;I futuri satelliti Cosmo-Skymed a cui stiamo lavorando avranno una taglia analoga ma saranno pi&amp;#249; evoluti nelle capacit&amp;#224;&amp;#187; precisa Luigi Pasquale, amministratore delegato di Thales Alenia Space. &amp;#171;E per la concretizzazione di questo futuro vediamo importante un pi&amp;#249; stretto rapporto di collaborazione tra l&amp;#8217;Asi e il Ministero della Difesa&amp;#187; conclude Giorgio Zappa, direttore generale di Finmeccanica.&lt;/p&gt;  &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Pubblicato su Pergamon Journal, http://pergamonjournal.blogspot.com&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/101120682203898409-7972563387156587933?l=pergamonjournal.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/feeds/7972563387156587933/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/2008/10/in-orbita-il-satellite-radar-italiano_6168.html#comment-form' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/101120682203898409/posts/default/7972563387156587933'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/101120682203898409/posts/default/7972563387156587933'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/2008/10/in-orbita-il-satellite-radar-italiano_6168.html' title='In orbita il satellite radar italiano'/><author><name>Wellington</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-101120682203898409.post-4831929243378583174</id><published>2008-10-25T17:31:00.000+02:00</published><updated>2012-01-23T16:03:01.641+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Scienza'/><title type='text'>Il sole si è riacceso</title><content type='html'>&lt;p align="justify"&gt;&lt;img height="210" src="http://www.corriere.it/Fotogallery/Tagliate/2008/10_Ottobre/14/sol/01.jpg" width="400" /&gt; L&amp;#8217;inquietudine &amp;#232; finita. Il Sole si &amp;#232; &amp;#171;riacceso&amp;#187; secondo le regole e tutto &amp;#232; rientrato nella normalit&amp;#224; di un nuovo ciclo che sta per iniziare. Il Sole torna quindi a dare spettacolo, come in passato hanno documentato gli obiettivi del satelliti Trace americano, Hinode giapponese e Soho dell&amp;#8217;Esa europea. Sabato scorso una macchia (la numero 1005) ha segnato la sua superficie ed era la terza in tre settimane; indicazione inequivocabile di una ripresa dell&amp;#8217;attivit&amp;#224;. Le macchie solari osservate per la prima volta da Galileo Galilei nel 1611 sono aree della fotosfera a temperatura pi&amp;#249; bassa delle zone circostanti e ci&amp;#242; basta per renderle pi&amp;#249; oscure per contrasto. Esse sono sempre associate a forti campi magnetici. Questa attivit&amp;#224; ci interessa da vicino perch&amp;#233; il fenomeno delle macchie &amp;#232; associato all&amp;#8217;emissione di flussi di radiazioni e particelle che poi investono la Terra causando, quando sono particolarmente intensi, delle tempeste geomagnetiche sul nostro pianeta , cio&amp;#232; guai e disturbi ai satelliti in orbita, ai sistemi di comunicazione e alle reti elettriche. E&amp;#8217; gi&amp;#224; accaduto e la causa &amp;#232; documentata. Le nuove macchie segnano la conclusione del periodo di quiete che l&amp;#8217;astro stava attraversando nel suo ciclo periodico di circa undici anni nel quale si ha un momento di massima attivit&amp;#224; ed uno di minima. Ma il 2008 stava gi&amp;#224; facendo notizie perch&amp;#233; sembrava essere l&amp;#8217;annata pi&amp;#249; calma dell&amp;#8217;era spaziale, cio&amp;#232; dell&amp;#8217;ultimo mezzo secolo (il primo satellite veniva infatt&lt;img height="183" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/it/a/ad/Sun_in_X-Ray_ritaglio.png" width="195" align="left" /&gt;i lanciato nell&amp;#8217;ottobre 1957) . Alla fine di settembre un comunicato della Nasa annunciava che se continuava cos&amp;#236; il 2008 stava registrando il record di giorni praticamente senza macchia negli ultimi cinquant&amp;#8217;anni: allora si era arrivati a 200 e l&amp;#8217;ultimo record lo deteneva il 1996 con 170 giorni. Per&amp;#242; con le cose del cielo &amp;#232; sempre meglio essere cauti. Infatti scritto il comunicato il Sole ha ripreso la sua tradizionale agitazione: comunque i 200 giorni restano un dato acquisito. I vari cicli solari che si sono succeduti nei secoli hanno avuto, ovviamente, caratteristiche diverse: alcuni sono stati tranquilli altri pi&amp;#249; intensi.&amp;#160; Il prossimo che sta prendendo corpo &amp;#232; previsto come moderato secondo gli esperti dello Space Weather Prediction della National Oceanic and Atmospheric Administration. Moderato, tuttavia, ha un significato molto relativo perch&amp;#233; macchie ed eruzioni come sono state riprese dai satelliti hanno dimensioni che possono contenere molte volte il nostro pianeta. Da qui la potenza dei fenomeni in gioco e la preoccupazione che talvolta i loro effetti possano creare danni alla vita sulla Terra. Ma anche agli astronauti che ormai soggiornano stabilmente sulla stazione spaziale. Anzi questi sono i primi ad essere esposti e a subire eventuali conseguenze.&lt;/p&gt;  &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Pubblicato su Pergamon Journal, http://pergamonjournal.blogspot.com&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/101120682203898409-4831929243378583174?l=pergamonjournal.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/feeds/4831929243378583174/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/2008/10/il-sole-si-e-riacceso.html#comment-form' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/101120682203898409/posts/default/4831929243378583174'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/101120682203898409/posts/default/4831929243378583174'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/2008/10/il-sole-si-e-riacceso.html' title='Il sole si è riacceso'/><author><name>Wellington</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-101120682203898409.post-3223175677229231856</id><published>2008-10-25T15:19:00.001+02:00</published><updated>2012-01-23T16:03:01.597+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Scienza'/><title type='text'>Il sole si è riacceso</title><content type='html'>&lt;p align="justify"&gt;&lt;img height="210" src="http://www.corriere.it/Fotogallery/Tagliate/2008/10_Ottobre/14/sol/01.jpg" width="400" /&gt; L&amp;#8217;inquietudine &amp;#232; finita. Il Sole si &amp;#232; &amp;#171;riacceso&amp;#187; secondo le regole e tutto &amp;#232; rientrato nella normalit&amp;#224; di un nuovo ciclo che sta per iniziare. Il Sole torna quindi a dare spettacolo, come in passato hanno documentato gli obiettivi del satelliti Trace americano, Hinode giapponese e Soho dell&amp;#8217;Esa europea. Sabato scorso una macchia (la numero 1005) ha segnato la sua superficie ed era la terza in tre settimane; indicazione inequivocabile di una ripresa dell&amp;#8217;attivit&amp;#224;. Le macchie solari osservate per la prima volta da Galileo Galilei nel 1611 sono aree della fotosfera a temperatura pi&amp;#249; bassa delle zone circostanti e ci&amp;#242; basta per renderle pi&amp;#249; oscure per contrasto. Esse sono sempre associate a forti campi magnetici. Questa attivit&amp;#224; ci interessa da vicino perch&amp;#233; il fenomeno delle macchie &amp;#232; associato all&amp;#8217;emissione di flussi di radiazioni e particelle che poi investono la Terra causando, quando sono particolarmente intensi, delle tempeste geomagnetiche sul nostro pianeta , cio&amp;#232; guai e disturbi ai satelliti in orbita, ai sistemi di comunicazione e alle reti elettriche. E&amp;#8217; gi&amp;#224; accaduto e la causa &amp;#232; documentata. Le nuove macchie segnano la conclusione del periodo di quiete che l&amp;#8217;astro stava attraversando nel suo ciclo periodico di circa undici anni nel quale si ha un momento di massima attivit&amp;#224; ed uno di minima. Ma il 2008 stava gi&amp;#224; facendo notizie perch&amp;#233; sembrava essere l&amp;#8217;annata pi&amp;#249; calma dell&amp;#8217;era spaziale, cio&amp;#232; dell&amp;#8217;ultimo mezzo secolo (il primo satellite veniva infatt&lt;img height="183" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/it/a/ad/Sun_in_X-Ray_ritaglio.png" width="195" align="left" /&gt;i lanciato nell&amp;#8217;ottobre 1957) . Alla fine di settembre un comunicato della Nasa annunciava che se continuava cos&amp;#236; il 2008 stava registrando il record di giorni praticamente senza macchia negli ultimi cinquant&amp;#8217;anni: allora si era arrivati a 200 e l&amp;#8217;ultimo record lo deteneva il 1996 con 170 giorni. Per&amp;#242; con le cose del cielo &amp;#232; sempre meglio essere cauti. Infatti scritto il comunicato il Sole ha ripreso la sua tradizionale agitazione: comunque i 200 giorni restano un dato acquisito. I vari cicli solari che si sono succeduti nei secoli hanno avuto, ovviamente, caratteristiche diverse: alcuni sono stati tranquilli altri pi&amp;#249; intensi.&amp;#160; Il prossimo che sta prendendo corpo &amp;#232; previsto come moderato secondo gli esperti dello Space Weather Prediction della National Oceanic and Atmospheric Administration. Moderato, tuttavia, ha un significato molto relativo perch&amp;#233; macchie ed eruzioni come sono state riprese dai satelliti hanno dimensioni che possono contenere molte volte il nostro pianeta. Da qui la potenza dei fenomeni in gioco e la preoccupazione che talvolta i loro effetti possano creare danni alla vita sulla Terra. Ma anche agli astronauti che ormai soggiornano stabilmente sulla stazione spaziale. Anzi questi sono i primi ad essere esposti e a subire eventuali conseguenze.&lt;/p&gt;  &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Pubblicato su Pergamon Journal, http://pergamonjournal.blogspot.com&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/101120682203898409-3223175677229231856?l=pergamonjournal.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/feeds/3223175677229231856/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/2008/10/il-sole-si-riacceso.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/101120682203898409/posts/default/3223175677229231856'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/101120682203898409/posts/default/3223175677229231856'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/2008/10/il-sole-si-riacceso.html' title='Il sole si è riacceso'/><author><name>Wellington</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-101120682203898409.post-8557981935330820081</id><published>2008-10-24T16:36:00.003+02:00</published><updated>2012-01-23T15:59:16.692+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Scienza'/><title type='text'>La storia vista dagli aborigeni</title><content type='html'>&lt;p align="justify"&gt;&lt;img height="306" src="http://www.corriere.it/Fotogallery/Tagliate/2008/10_Ottobre/24/rup/01.jpg" width="393" /&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Grandi barche a vela, navi a vapore, transatlantici e biplani a motore: sono alcuni degli straordinari soggetti raffigurati nelle illustrazioni rupestri scoperte da una spedizione di studiosi nel Nord dell'Australia. I ricercatori, guidati nei territori settentrionali del Arnhem Land da un aborigeno anziano esperto della zona, hanno scoperto migliaia di incisioni e dipinti su roccia mai visti. L'esistenza del sito era in parte nota dagli anni '70 ma la collocazione esatta era poi stata dimenticata e nessuno si era pi&amp;#249; spinto alla ricerca delle pitture, la cui estensione e importanza era stata sottovalutata.&amp;#160; Finalmente, dopo decine di anni di disinteressamento, il sito &amp;#232; stato nuovamente rintracciato: sono state scoperte e documentate pi&amp;#249; di 100 nuove aree di interesse archeologico, in cui spesso sono presenti diverse stratificazioni di dipinti sovrapposte. Secondo uno dei membri della fortunata spedizione di studio &amp;#171;si tratta della pi&amp;#249; importante antologia di arte rupestre al mondo. Alcune delle figure che si trovano qui sono uniche e non ne esistono di simili in nessun altro posto noto&amp;#187;. &lt;img height="300" src="http://www.corriere.it/Fotogallery/Tagliate/2008/10_Ottobre/24/rup/06.jpg" width="194" align="left" /&gt;Una scoperta straordinaria che raccoglie immagini impresse nella roccia a partire da 15 mila anni fa fino a soli 50 anni or sono. Una vera e propria storia illustrata della vita degli aborigeni australiani, dalla preistoria all'era moderna, che aiuter&amp;#224; gli esperti a ricostruire passo per passo le vicende dei primi abitanti del continente australiano e, in particolare, del loro incontro con i colonizzatori inglesi alla fine del '700. &amp;#171;Tutto quello che &amp;#232; passa to di qui &amp;#232; rappresentato su queste pareti&amp;#187; racconta Paul Tacon, professore di antropologia e archeologia alla Griffith University del Queensland. Compresi cacciatorpedinieri della II Guerra Mondiale, canguri e animali oggi estinti. Le popolazioni aborigene evidentemente non erano cos&amp;#236; chiuse e isolate come si pensava fino a poco tempo fa (probabilmente molti dei libri sulla storia di questa civilt&amp;#224; andranno riscritti). Ancora prima dell'arrivo degli occidentali infatti, gli aborigeni intrattenevano rapporti con le popolazioni indonesiane, come dimostra in particolare l'immagine di una scimmia arboricola, assente in Australia. Altre antiche pitture mostrano missionari e figure umane con le mani sui fianchi, un atteggiamento tipicamente collegato agli europei. Molte anche le immagini violente, di scontri a mani nude e con lance. Innumerevoli rappresentazioni sono di alta qualit&amp;#224;: infatti, secondo quanto riportano gli anziani ancora in vita, la pittura era riservata solo ad artisti esperti della comunit&amp;#224;.&lt;/p&gt;  &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Pubblicato su Pergamon Journal, http://pergamonjournal.blogspot.com&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/101120682203898409-8557981935330820081?l=pergamonjournal.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/feeds/8557981935330820081/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/2008/10/la-storia-vista-dagli-aborigeni.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/101120682203898409/posts/default/8557981935330820081'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/101120682203898409/posts/default/8557981935330820081'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/2008/10/la-storia-vista-dagli-aborigeni.html' title='La storia vista dagli aborigeni'/><author><name>Wellington</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-101120682203898409.post-344167864010490456</id><published>2008-10-23T18:42:00.001+02:00</published><updated>2012-01-23T16:03:01.605+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Scienza'/><title type='text'>Here's to the crazy ones</title><content type='html'>&lt;p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;div class="wlWriterSmartContent" id="scid:5737277B-5D6D-4f48-ABFC-DD9C333F4C5D:230023b2-8745-4191-a608-3117aaab2f16" style="padding-right: 0px; display: inline; padding-left: 0px; float: none; padding-bottom: 0px; margin: 0px; width: 396px; padding-top: 0px"&gt;&lt;div&gt;&lt;object width="396" height="329"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/XUfH-BEBMoY&amp;amp;hl=it&amp;amp;fs=1&amp;amp;rel=0"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="wmode" value="transparent"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/XUfH-BEBMoY&amp;amp;hl=it&amp;amp;fs=1&amp;amp;rel=0" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="396" height="329"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;  &lt;p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Here's to the crazy ones, the misfits, the rebels, the troublemakers, the round pegs in the square hole, the ones who see things differently. They're not fond of rules, and they have no respect for the status quo. You can quote them, disagree with them, glorify or vilify them, 'bout the only thing you can't do is ignore them. Because they change things, they push the human race forward. And while some may see them as the crazy ones, we see genius. Because the people who are crazy enough to think they can change the world, are the ones who do.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Thanks to all those &amp;quot;crazy ones&amp;quot; from the &lt;strong&gt;&lt;a href="http://www.pergamonjournal.org" target="_blank"&gt;Pergamon Journal&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Per la versione italiana, &lt;strong&gt;&lt;a href="http://it.youtube.com/watch?v=v6e12aE_hbw" target="_blank"&gt;fai clic qui&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;  &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Pubblicato su Pergamon Journal, http://pergamonjournal.blogspot.com&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/101120682203898409-344167864010490456?l=pergamonjournal.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/feeds/344167864010490456/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/2008/10/here-to-crazy-ones.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/101120682203898409/posts/default/344167864010490456'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/101120682203898409/posts/default/344167864010490456'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/2008/10/here-to-crazy-ones.html' title='Here&amp;#39;s to the crazy ones'/><author><name>Wellington</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-101120682203898409.post-8341227856916609366</id><published>2008-09-29T08:00:00.002+02:00</published><updated>2012-01-23T16:04:35.911+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Scienza'/><title type='text'>Ecco il Googlefonino</title><content type='html'>&lt;p align="justify"&gt;Si alza il velo sul primo gphone, che sancisce l'ingresso di Google nel ricco mercato della telefonia mobile. Dopo una lunga attesa e vari postici arriva cos&amp;#236; G1, questo il nome del cellulare in grado di supportare la piattaforma A ndroid targata Google, e lancia la sua sfida al Blackberry, all'iPhone e alla Nokia. Sul mercato americano G1, prodotto dalla taiwanese Htc, arriver&amp;#224; il prossimo 22 ottobre a 179 dollari con un abbonamento di due anni con T-Mobile compreso fra i 25 e i 35 dollari al mese. Il G1 sbarcher&amp;#224; a partire da novembre in Gran Bretagna e nel resto del vecchio continente nel 2009. A partire dal prossimo anno la gamma di cellulari in grado di supportare Android si amplier&amp;#224;, visto che societ&amp;#224; quali Lg e Samsung produrranno e lanceranno i propri modelli di gphone.&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;&lt;img height="330" src="http://static.blogo.it/melablog/g1.jpg" width="403" /&gt; &lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;&amp;#171;Android ha il potenziale di divenire l'equivalente di ci&amp;#242; che Linux ha rappresentato per i computer. Ci attendiamo che le vendite arriveranno a rappresentare circa il 10% del mercato dei telefonini intelligenti nel 2011&amp;#187;, spiega Roberta Cozza, analista di Gartner. L'arrivo sul mercato di G1 non avr&amp;#224; lo stesso clamore dell'iPhone, divenuto oggetto cult per il quale a migliaia si sono accodati per metterci le mani sopra sin dalla notte precedente al lancio. &amp;#171;Dubito che si possa verificare qualcosa di analogo a quanto accaduto con Apple&amp;#187;, sottolinea un analista. &amp;#171;Google entra nel mercato della telefonia mobile non per divenire un produttore di telefoni cellulari ma per aprirsi un varco nel grande mercato dei servizi e delle applicazioni per telefonini&amp;#187;, osserva Carolina Milanesi di Gartner.&lt;/p&gt;  &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Pubblicato su Pergamon Journal, http://pergamonjournal.blogspot.com&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/101120682203898409-8341227856916609366?l=pergamonjournal.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/feeds/8341227856916609366/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/2008/09/ecco-il-googlefonino_29.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/101120682203898409/posts/default/8341227856916609366'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/101120682203898409/posts/default/8341227856916609366'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/2008/09/ecco-il-googlefonino_29.html' title='Ecco il Googlefonino'/><author><name>Wellington</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-101120682203898409.post-5972023152972689893</id><published>2008-09-29T08:00:00.001+02:00</published><updated>2012-01-23T16:04:35.869+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Scienza'/><title type='text'>Grossi problemi al Cern</title><content type='html'>&lt;p align="justify"&gt;Il riavvio dell'acceleratore del Cern Lhc &amp;#232; in programma all'inizio della primavera del 2009. Lo ha annunciato il Cern a Ginevra in un comunicato. Le indagini condotte in seguito all'importante fuga di elio all'interno del tunnel del Large Hadron Collider - pochi giorni lo storico avvio dell'acceleratore lo scorso 10 settembre- hanno indicato che la &amp;#171;causa pi&amp;#249; probabile dell'incidente &amp;#232; stata una connessione elettrica difettosa tra due magneti&amp;#187;, afferma il comunicato. Per una piena comprensione dell'incidente, tuttavia, il settore dovr&amp;#224; essere portato a temperatura ambiente ed i magneti coinvolti dovranno essere ispezionati. &amp;#171;Questo richieder&amp;#224; tre o quattro settimane&amp;#187;, aggunge il Cern. Dopo il riuscito avvio dell'Lh&lt;img height="165" src="http://paoladifraia.files.wordpress.com/2008/05/cern_lhc_t2030shigh.jpeg" width="213" align="left" /&gt; c lo scorso 10 settembre, &amp;#171;questo &amp;#232; indubbiamente un colpo psicologico&amp;#187;, ha commentato il direttore generale del Cern Robert Aymar. &amp;#171;Tuttavia, il successo della prima iniezione di fasci di particelle testimonia gli anni di dura preparazione e le capacit&amp;#224; del personale coinvolto. Non ho dubbi che supereremo questa difficolt&amp;#224; con lo stesso livello di rigore e applicazione&amp;#187;, ha aggiunto. Il Cern ha spiegato che il tempo neessario per portare a termine le indagini sul guasto e per le riparazioni precludono la possibilit&amp;#224; di un ripristino dell'attivit&amp;#224; dell'Lhc prima del periodo obbligatorio di manutenzione in inverno. Questo porter&amp;#224; la data per il riavvio del complesso dell'acceleratore all'inizio della primavera 2009. In seguito sono previste le prime collisioni tra i fasci di particelle nei 27 chilometri del tunnel. &lt;/p&gt;  &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Pubblicato su Pergamon Journal, http://pergamonjournal.blogspot.com&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/101120682203898409-5972023152972689893?l=pergamonjournal.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/feeds/5972023152972689893/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/2008/09/grossi-problemi-al-cern.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/101120682203898409/posts/default/5972023152972689893'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/101120682203898409/posts/default/5972023152972689893'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/2008/09/grossi-problemi-al-cern.html' title='Grossi problemi al Cern'/><author><name>Wellington</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-101120682203898409.post-5814274698417417391</id><published>2008-09-29T08:00:00.000+02:00</published><updated>2012-01-23T16:03:01.670+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Scienza'/><title type='text'>Ecco il Googlefonino</title><content type='html'>&lt;p align="justify"&gt;&lt;img height="330" src="http://static.blogo.it/melablog/g1.jpg" width="403" /&gt;Si alza il velo sul primo gphone, che sancisce l'ingresso di Google nel ricco mercato della telefonia mobile. Dopo una lunga attesa e vari postici arriva cos&amp;#236; G1, questo il nome del cellulare in grado di supportare la piattaforma A ndroid targata Google, e lancia la sua sfida al Blackberry, all'iPhone e alla Nokia. Sul mercato americano G1, prodotto dalla taiwanese Htc, arriver&amp;#224; il prossimo 22 ottobre a 179 dollari.&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Per continuare a leggere, &lt;strong&gt;&lt;a href="http://science.pergamonjournal.org/2008/09/ecco-il-googlefonino.html" target="_blank"&gt;fai clic qui&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;  &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Pubblicato su Pergamon Journal, http://pergamonjournal.blogspot.com&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/101120682203898409-5814274698417417391?l=pergamonjournal.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/feeds/5814274698417417391/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/2008/09/ecco-il-googlefonino.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/101120682203898409/posts/default/5814274698417417391'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/101120682203898409/posts/default/5814274698417417391'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/2008/09/ecco-il-googlefonino.html' title='Ecco il Googlefonino'/><author><name>Wellington</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-101120682203898409.post-2510346616254165595</id><published>2008-09-04T13:15:00.000+02:00</published><updated>2012-01-23T16:03:01.578+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Scienza'/><title type='text'>Arriva Google Chrome</title><content type='html'>&lt;p align="justify"&gt;Difficile che oggi non vi siate stati imbattuti in qualche notizia su Google Chrome, ma &amp;#232; possibile che il lancio del nuovo browser web di Big G vi abbia lasciato abbastanza indifferenti. In fondo &amp;#232; l&amp;#8217;ennesimo browser per navigare in Internet, per di pi&amp;#249; in versione preliminare e - al momento del lancio - solo per Windows.   &lt;br /&gt;La questione per&amp;#242; &amp;#232; molto pi&amp;#249; complessa, almeno se le cose andassero come probabilmente si pensa in casa Google: lo si intuisce anche dal blog ufficiale di Big G, dove si spiega con evidenza che Chrome non &amp;#232; solo un browser ma una &amp;quot;piattaforma moderna per pagine e applicazioni Web&amp;quot;. Sembrano le classiche frasi da comunicato stampa, ma non &amp;#232; cos&amp;#236;, ed ecco perch&amp;#233;.    &lt;br /&gt;Chrome nasce dalla considerazione che Internet &amp;#232; cambiata e impone un ripensamento completo dei browser. Il Web non &amp;#232; pi&amp;#249; una collezione di pagine statiche, ma - almeno per quanto riguarda i siti pi&amp;#249; frequentati - un canale attraverso cui accedere ad applicazioni interattive, molte delle quali create da proprio Google, tra l&amp;#8217;altro, come Google Docs o Gmail.    &lt;br /&gt;Chrome &amp;#232; stato volutamente progettato con una interfaccia molto semplice, quasi scarna, perch&amp;#233; non &amp;#232; il browser che conta ma l&amp;#8217;interfaccia dell&amp;#8217;applicazione che usiamo attraverso di esso. Meno la grafica del browser (pulsanti, menu, pannelli, barre...) &amp;#232; intrusiva, meglio &amp;#232;. Tra l&amp;#8217;altro Google, pur avendo usato in Chrome alcuni elementi tratti da altri browser open source (Apple WebKit e Mozilla Firefox), ha apparentemente reinventato la ruota per altri componenti, come ad esempio l&amp;#8217;interprete JavaScript, sviluppandone da zero una propria versione anche se avrebbe potuto usare moduli software gi&amp;#224; liberamente disponibili. Questo perch&amp;#233; lo scopo principale di Chrome &amp;#232; appunto garantire un funzionamento veloce e affidabile delle applicazioni web, non permettere la semplice visualizzazione di pagine Internet generiche.    &lt;br /&gt;Da qui anche l&amp;#8217;attenzione alla sicurezza e alla stabilit&amp;#224; del browser. Ogni suo pannello (tab) ha per esempio un ambiente operativo separato dagli altri: questo dovrebbe evitare il blocco di tutto il browser nel caso in cui il contenuto mostrato in un particolare pannello si rilevi instabile.&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Prendiamo Chrome come ambiente ideale per eseguire applicazioni web e aggiungiamoci - l&amp;#8217;ha fatto anche Big G - un&amp;#8217;altra tecnologia che Google ha gi&amp;#224; in mano, Google Gears: essa permette di mantenere attive e consistenti le applicazioni web anche mentre siamo scollegati da qualsiasi rete, cosa che normalmente non accade se usiamo un normale browser. A questi due ingredienti aggiungiamo le applicazioni di Google che si possono eseguire sul disco di un computer (Earth, Desktop, SketchUp, Talk...) e quelle che si usano online (Docs, Gmail, il motore di ricerca) e il risultato - se ci astraiamo un attimo dal modello classico dell&amp;#8217;uso di un computer - &amp;#232; un insieme di software applicativi e di supporto che pu&amp;#242; operare online oppure offline, abbastanza completo di suo ma comunque estendibile con altre applicazioni e servizi (online). &lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;E' in parole un po&amp;#8217; strane la descrizione di un sistema operativo, e qui sta la grande importanza dell&amp;#8217;accoppiata Chrome-Gears. Possiamo pensare a un computer che non abbia un sistema operativo complesso come Windows o Mac OS X, ma solo un piccolo &amp;quot;cuore&amp;quot; (probabilmente Linux) che faccia partire Gears e Chrome e, attraverso questi, tutti i software Google a cui abbiamo accennato prima, magari in versioni pi&amp;#249; integrate fra loro di quanto non siano oggi. Il tutto, poi, avrebbe il non trascurabile vantaggio di essere completamente gratuito.   &lt;br /&gt;Quanti, a questo punto, continuerebbero a comprare sistemi operativi e applicazioni tradizionali da centinaia di euro, che richiedono computer ben &amp;quot;dotati&amp;quot; per essere eseguiti decentemente? Meno di quanti possiamo pensare.&lt;/p&gt;  &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Pubblicato su Pergamon Journal, http://pergamonjournal.blogspot.com&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/101120682203898409-2510346616254165595?l=pergamonjournal.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/feeds/2510346616254165595/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/2008/09/arriva-google-chrome.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/101120682203898409/posts/default/2510346616254165595'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/101120682203898409/posts/default/2510346616254165595'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/2008/09/arriva-google-chrome.html' title='Arriva Google Chrome'/><author><name>Wellington</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-101120682203898409.post-6572269804230679976</id><published>2008-08-31T19:38:00.000+02:00</published><updated>2012-01-23T16:03:01.679+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Scienza'/><title type='text'>La nuova città piramide di Dubai</title><content type='html'>&lt;p align="justify"&gt;Al prossimo Cityscape Dubai, che si terr&amp;#224; al Dubai International Exhibition Centre dal 6 al 9 ottobre 2008, verr&amp;#224; presentata una sorta di citt&amp;#224; del futuro, eco-sostenibile e autosufficiente in termini energetici, dove ci si potr&amp;#224; spostare sia in orizzontale che in verticale. Si chiamer&amp;#224;, e gi&amp;#224; si chiama, Ziggurat e promette di rivoluzionare l'urbanistica, proponendo un modello decisamente eco-friendly in un delizioso contesto di spazi verdi, pubblici e privati, utilizzabili anche per l'irrigazione agricola. Sembra uno scenario da fantascienza ma la Ziggurat &amp;#232; realt&amp;#224; e, come suggerisce il nome, evoca le tipiche costruzioni templari mesopotamiche. Sarebbe in grado di ospitare pi&amp;#249; di un milione di persone e con la stessa formula si potrebbero riprodurre molti centri gi&amp;#224; esistenti, occupando solo un decimo del territorio. Gli esperti la definiscono una citt&amp;#224; carbon neutral, ovvero a zero emissioni di anidride carbonica, ma l'ambizioso progetto architettonico, realizzato dalla societ&amp;#224; Timelinks, ha il merito soprattutto di bastare a s&amp;#233; stesso, grazie all'impiego di energia eolica e solare, come sottolinea il direttore dell'azienda produttrice, Ridas Matonis. La citt&amp;#224; piramide occuperebbe 2,3 chilometri quadrati, ma non si tratterebbe del primo progetto architettonico a utilizzare questa tipica costruzione egizia, gi&amp;#224; presa in prestito da altri importanti edifici nel mondo, come testimonia il famoso MI6, quartier generale dei servizi segreti britannici. Nell'attesa del suo debutto ufficiale, tutto sta a vedere, come suggerisce Martijn Kramer, dell'International Institute for the Urban Environment, se la gente si adatter&amp;#224; a questo strano modo di vivere e di utilizzare i trasporti. Per il momento Timelinks ha gi&amp;#224; depositato il brevetto della sua citt&amp;#224;-piramide, sia per quanto riguarda il design che per quanto riguarda la tecnologia. Un occhio di riguardo sar&amp;#224; rivolto alla sicurezza degli abitanti di Ziggurat, con l'utilizzo delle pi&amp;#249; avanzate tecniche biometriche di riconoscimento facciale.&lt;/p&gt;  &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Pubblicato su Pergamon Journal, http://pergamonjournal.blogspot.com&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/101120682203898409-6572269804230679976?l=pergamonjournal.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/feeds/6572269804230679976/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/2008/08/la-nuova-citta-piramide-di-dubai.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/101120682203898409/posts/default/6572269804230679976'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/101120682203898409/posts/default/6572269804230679976'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/2008/08/la-nuova-citta-piramide-di-dubai.html' title='La nuova città piramide di Dubai'/><author><name>Wellington</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-101120682203898409.post-7951998965882799999</id><published>2008-08-18T08:37:00.000+02:00</published><updated>2012-01-23T16:04:35.898+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Scienza'/><title type='text'>Il futuro dei sistemi operativi Microsoft</title><content type='html'>&lt;p align="justify"&gt;Il nome in codice &amp;#232; Midori. E dovrebbe diventare il futuro sistema operativo di Microsoft. Quanto futuro non &amp;#232; chiaro. Ma probabilmente ci vorranno almeno 5 anni, se si pensa che per il 2010 &amp;#232; prevista l'entrata in scena del successore di Vista. Questa volta per&amp;#242; il salto dell'azienda di Redmond non verr&amp;#224; valutato solo in termini di prestazioni, ma sar&amp;#224; soprattutto concettuale. Midori dovr&amp;#224; mettere fine a tutti quei problemi che attualmente affligono Wi&lt;img height="61" src="http://regmedia.co.uk/2007/06/27/windows_live_logo.bmp" width="191" align="left" /&gt;ndows, come la sicurezza, la gestione delle applicazioni, i problemi sulle estensioni, i plug-in, i driver. Secondo quanto riferisce la rivista Computerworld infatti Midori sarebbe un sistema che, per la prima volta, abbraccerebbe la virtualizzazione, avrebbe sostanzialmente un core internet centrico, vale a dire basato sull'idea di componenti tra loro interconnessi in grado di eseguire processi software isolati. In pratica si abbraccerebbe l'idea di trasformare il sistema operativo in un hypervisor o virtual machine monitor, il componente centrale e pi&amp;#249; importate di un sistema basato sulle macchine virtuali. La virtualizzazione &amp;#232; la tecnologia emergente che sembra raccogliere interesse soprattutto da &lt;img height="172" src="http://www.videogamesblogger.com/wp-content/uploads/2008/05/windows-7-logo.jpg" width="226" align="right" /&gt; parte delle aziende, che permette ad un server di gestire diversi sistemi operativi andando ad emulare le istanze dei sistemi operativi &amp;#8220;ospiti&amp;#8221;; questo agevola il mantenimento di un insieme di applicazioni su un singolo server e con un maggior livello di affidabilit&amp;#224;. L&amp;#8217;hypervisor &amp;#232; il componente chiave per un sistema basato appunto sulla virtualizzazione. Non pi&amp;#249; quindi un unico grande programma implementato su una sola macchina, ma un insieme di istruzioni che permette ad accedere di volta in volta ai software necessari presenti su server dedicati. &lt;/p&gt;  &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Pubblicato su Pergamon Journal, http://pergamonjournal.blogspot.com&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/101120682203898409-7951998965882799999?l=pergamonjournal.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/feeds/7951998965882799999/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/2008/08/il-futuro-dei-sistemi-operativi.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/101120682203898409/posts/default/7951998965882799999'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/101120682203898409/posts/default/7951998965882799999'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/2008/08/il-futuro-dei-sistemi-operativi.html' title='Il futuro dei sistemi operativi Microsoft'/><author><name>Wellington</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-101120682203898409.post-9123093705630022933</id><published>2008-08-11T08:45:00.000+02:00</published><updated>2012-01-23T16:04:35.918+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Scienza'/><title type='text'>Energia dal deserto</title><content type='html'>&lt;p align="justify"&gt;Il costo &amp;#232; alto (50 miliardi di euro) e il progetto ambizioso ma, con il petrolio alle stelle, sembra l&amp;#8217;unica prospettiva di una via d&amp;#8217;uscita. Un&amp;#8217;immensa distesa di pannelli solari nel deserto del Sahara produrr&amp;#224; un giorno abbastanza energia da illuminare tutta l&amp;#8217;Europa. Ne &amp;#232; convinto Arnulf Jaeger-Walden dell&amp;#8217;Istituto per l&amp;#8217;Energia della Commissione Europea: &amp;#171;Baster&amp;#224; catturare lo 0,3% dell&amp;#8217;energia solare che scalda il deserto del Sahara per sopperire ai nostri bisogni energetici&amp;#187;. Il progetto &amp;#232; stato presentato in questi giorni all&amp;#8217;Euroscience Open Forum a Barc ellona. Una nuova rete di trasmissione a corrente continua permetter&amp;#224; di portare l&amp;#8217;elettricit&amp;#224; in posti lontani senza correre il rischio di perdite d&amp;#8217;energia.&lt;a href="http://lh6.ggpht.com/matteo.letzgus/SJLa-g6dw0I/AAAAAAAAAgY/RLgxTdQUgBA/s1600-h/PICT0003-1%5B6%5D.jpg"&gt;&lt;img style="border-top-width: 0px; border-left-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-right-width: 0px" height="180" alt="PICT0003-1" src="http://lh3.ggpht.com/matteo.letzgus/SJLa_C5EC9I/AAAAAAAAAgc/V1VD0s5U9Lo/PICT0003-1_thumb%5B4%5D.jpg?imgmax=800" width="240" align="left" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; La nuova centrale dovrebbe sorgere in un&amp;#8217;area poco pi&amp;#249; piccola del Galles e mettere a tacere quelli che sostengono che l&amp;#8217;energia solare non sar&amp;#224; mai affidabile perch&amp;#233; il tempo &amp;#232; imprevedibile. Il piano ha gi&amp;#224; ottenuto l&amp;#8217;approvazione convinta del presidente francese Nicolas Sarkozy e del premier britannico Gordon Brown. I ricercatori sostengono che i pannelli solari nel Sahara saranno pi&amp;#249; efficaci perch&amp;#233; in quella zona la luce solare &amp;#232; pi&amp;#249; intensa e, quindi, sar&amp;#224; possibile produrre tre volte pi&amp;#249; energia che in una centrale simile costruita nel nord Europa. Jaeger-Walden &amp;#232; anche convinto che, oltre al vantaggio ecologico, ci sar&amp;#224; un risparmio per i cittadini. &amp;#171;I consumatori pagheranno meno di quanto facciano ora&amp;#187; ha detto al quotidiano britannico Guardian. L&amp;#8217;impegno pi&amp;#249; oneroso sar&amp;#224; costruire una nuova rete di trasmissione con i Paesi del Mediterraneo perch&amp;#233; quella attuale non sarebbe in grado di sostenere la quantit&amp;#224; di energia in arrivo dell&amp;#8217;Africa del nord. I primi risultati si dovrebbero vedere nel 2050 quando la megacentrale dovrebbe gi&amp;#224; essere in grado di rendere autonomo un Paese come la Gran Bretagna.&lt;/p&gt;  &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Pubblicato su Pergamon Journal, http://pergamonjournal.blogspot.com&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/101120682203898409-9123093705630022933?l=pergamonjournal.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/feeds/9123093705630022933/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/2008/08/energia-dal-deserto.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/101120682203898409/posts/default/9123093705630022933'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/101120682203898409/posts/default/9123093705630022933'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/2008/08/energia-dal-deserto.html' title='Energia dal deserto'/><author><name>Wellington</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://lh3.ggpht.com/matteo.letzgus/SJLa_C5EC9I/AAAAAAAAAgc/V1VD0s5U9Lo/s72-c/PICT0003-1_thumb%5B4%5D.jpg?imgmax=800' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-101120682203898409.post-8411807057663583819</id><published>2008-08-03T00:13:00.000+02:00</published><updated>2012-01-23T16:03:01.719+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Scienza'/><title type='text'>Il mondo è più piccolo di quanto pensiamo</title><content type='html'>&lt;p align="justify"&gt;Bastano sei passaggi per riuscire a entrare in contatto con qualsiasi abitante della Terra. La teoria dei &amp;#171;sei gradi di separazione&amp;#187;, resa popolare negli anni sessanta dallo psicologo di Harvard, Stanley Milgram, potrebbe ora aver trovato una conferma scientifica grazie a uno studio della Microsoft. Lo rende noto il Washington Post. I ricercatori della societ&amp;#224; di informatica hanno analizzato i dati relativi a 30 miliardi di conversazioni elettroniche fra 180 milioni di persone sparse nei cinque conti nenti. La conclusione: il mondo &amp;#232; cos&amp;#236; piccolo che bastano sei passaggi per raggiungere chiunque, dalle star di Hollywood al Dalai Lama. Lo studio &amp;#232; partito nel giugno del 2006 analizzando i gradi di separazione che intercorrono tra tutti quelli che utilizzano Messenger, il sistema di messaggi istantanei della Microsoft. I ricercatori sono partiti dal principio secondo cui due persone sono conoscenti se si scambiano messaggi di testo. La ricerca ha monitorato la lunghezza dei legami necessari per connettere 180 miliardi di diverse coppie presenti nel database del sistema. Il risultato &amp;#232; che la media &amp;#232; di poco supe&lt;a href="http://lh3.ggpht.com/matteo.letzgus/SJTcDifAHPI/AAAAAAAAAjI/LSCvzdisPlE/s1600-h/Earth6.jpg"&gt;&lt;img style="border-top-width: 0px; border-left-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-right-width: 0px" height="150" alt="Earth" src="http://lh3.ggpht.com/matteo.letzgus/SJTcEKPi1XI/AAAAAAAAAjM/xukRH1tOKm8/Earth_thumb4.jpg?imgmax=800" width="240" align="left" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;riore ai sei gradi (6,6). Questo vale per il 78% delle &amp;#171;coppie&amp;#187; di utenti, ma la media &amp;#232; alzata da separazioni che in alcuni casi arrivano fino a 29 passaggi. Il ricercatore Eric Horvitz, che ha condotto lo studio con il collega Jure Leskovec, ha commentato: &amp;#171;Per me &amp;#232; stato abbastanza sconvolgente, abbiamo visto che ci potrebbe essere una connessione sociale costante tra i membri dell'umanit&amp;#224;. L'idea che siamo molto vicini l'uno all'altro &amp;#232; sempre stata molto diffusa ma abbiamo dimostrato che questa idea va oltre il folklore&amp;#187;. &amp;#171;Per quanto ne sappiamo, questa &amp;#232; la prima volta che una social network pu&amp;#242; convalidare la teoria dei sei gradi di separazione&amp;#187;, spiegano i ricercatori. La &amp;#171;teoria del mondo piccolo&amp;#187; fu esposta per primo dallo scrittore ungherese Frigyes Karinthy nel 1929, in un racconto breve intitolato &amp;#171;Catene&amp;#187;. Nel 1967 la teoria - ripresa anche in un celebre film del 1993 con Donald Sutherland e Will Smith - aveva trovato parziale conferma in uno studio dello psicologo Stanley Milgram. Un gruppo di volontari nel Nebraska riusc&amp;#236; a far arrivare una lettera a un agente di borsa di Boston sfruttando la rete delle loro conoscenze. Milgram aveva provato che la rete di conoscenze di ogni individuo nella societ&amp;#224; &amp;#232; limitata, gli amici di una persona sono anche gli amici degli amici. Di qui la teoria che negli Usa ispir&amp;#242; lo show a Broadway di John Guare, l'omonimo film di Fred Schepisi e il popolare gioco di societ&amp;#224; &amp;#171;Sei gradi di Kevin Bacon&amp;#187; in cui ai giocatori viene dato il nome di un attore e il compito di collegarlo alla star di &amp;#171;Footloose&amp;#187;, usando i film in cui i due avevano recitato assieme. &lt;/p&gt;  &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Pubblicato su Pergamon Journal, http://pergamonjournal.blogspot.com&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/101120682203898409-8411807057663583819?l=pergamonjournal.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/feeds/8411807057663583819/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/2008/08/il-mondo-e-piu-piccolo-di-quanto.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/101120682203898409/posts/default/8411807057663583819'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/101120682203898409/posts/default/8411807057663583819'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/2008/08/il-mondo-e-piu-piccolo-di-quanto.html' title='Il mondo è più piccolo di quanto pensiamo'/><author><name>Wellington</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://lh3.ggpht.com/matteo.letzgus/SJTcEKPi1XI/AAAAAAAAAjM/xukRH1tOKm8/s72-c/Earth_thumb4.jpg?imgmax=800' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-101120682203898409.post-8019728383005812056</id><published>2008-08-02T10:57:00.001+02:00</published><updated>2012-01-23T15:59:16.675+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Scienza'/><title type='text'>Difendere i diritti della persona</title><content type='html'>&lt;p align="justify"&gt; Si faccia avanti chi sarebbe disposto a far dipendere la propria vita, il proprio diritto di essere lasciato in vita, da un giudizio da lui stesso pronunciato quando aveva 16 anni, in circostanze che non lo riguardavano affatto personalmente, e dunque quando, come &amp;#232; ovvio, non poteva neppure lontanamente immaginare che quel giudizio allora espresso avrebbe potuto decidere un giorno, dopo anni e anni, della sua esistenza. Eppure &amp;#232; proprio questo, in sostanza, quanto ha deciso la giustizia italiana nel caso di Eluana Englaro, immersa da molto tempo nella misteriosa condizione del coma profondo. Bisogna tenerlo bene a mente per capire che chi si oppone a sospendere la somministrazione per via artificiale di acqua e di &amp;#171;cibo&amp;#187; a Eluana &amp;#8212;perch&amp;#233; solo di questo si tratta, di acqua e di &amp;#171;cibo&amp;#187;, non c'&amp;#232; nessuna &amp;#171;macchina che la tiene in vita&amp;#187; come invece dicono in tanti, a dimostrazione della disinvolta superficialit&amp;#224; con cui spesso ci si pronuncia su un caso senza preoccuparsi neppure di conoscerne i termini reali &amp;#8212;chi si oppone a questo, appunto, difende semplicemente il diritto di ognuno di decidere lui, e nessun altro, della propria vita. &lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Difende il primo e pi&amp;#249; elementare diritto di libert&amp;#224;, che nessun giudice, nessun tribunale, nessuna sentenza, pu&amp;#242; usurpare o confiscare. Con il caso di Eluana Englaro l'eutanasia e il testamento biologico non c'entrano propriamente nulla. E semmai a rigor di logica, e se la logica ha un senso, proprio chi sostiene la liceit&amp;#224; dell'eutanasia e del testamento biologico dovrebbe essere oggi a favore del mantenimento in vita di questa nostra sfortunata concittadina. Quella liceit&amp;#224;, infatti, &amp;#232; reclamata dai suoi fautori precisamente in nome della volont&amp;#224; del soggetto: ma della volont&amp;#224; libera di questi, a lui direttamente ed espressamente imputabile, voglio sperare, non gi&amp;#224; della sua volont&amp;#224; presunta, come invece &amp;#232; accaduto nel caso di cui stiamo discutendo. Nessun tribunale di Milano o di Vattelapesca, soprattutto in assenza di una qualunque legge votata dai miei rappresentanti, ha il diritto di dire quale sarebbe stata presumibilmente la mia decisione sulla mia morte, pu&amp;#242; arrogarsi il potere di desumere tale mia volont&amp;#224; su base indiziaria (indiziaria!) e per giunta sulla base di indizi debolissimi se non inconsistenti. &lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;E infine: solo in un Paese sempre pronto a farsi accecare dalla faziosit&amp;#224;, e nel quale una parte dell'opinione pubblica sembra ormai vivere dominata dall'ossessione fobica dell'&amp;#171;ingerenza clericale&amp;#187;, solo in un Paese cos&amp;#236; &amp;#232; possibile interpretare un caso come questo episodio alla luce di uno scontro tra cattolici e laici. Ma stavolta l'opinione dei cattolici o l'&amp;#171;ingerenza clericale&amp;#187; non c'entrano nulla. C'entrano, per usare un'espressione adeguatamente aulica, solamente i &amp;#171;diritti della persona umana&amp;#187;. La cui difesa sarebbe assai singolare che venisse lasciata solo alla Chiesa di Roma e al suo magistero, senza che dal mondo liberale, pure a parole oggi cos&amp;#236; affollato, non si alzasse una voce forte e decisa di protesta.&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Da &lt;a href="http://www.corriere.it" target="_blank"&gt;Corriere.it&lt;/a&gt;, di Ernesto Galli Della Loggia&lt;/p&gt;  &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Pubblicato su Pergamon Journal, http://pergamonjournal.blogspot.com&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/101120682203898409-8019728383005812056?l=pergamonjournal.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/feeds/8019728383005812056/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/2008/08/difendere-i-diritti-della-persona.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/101120682203898409/posts/default/8019728383005812056'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/101120682203898409/posts/default/8019728383005812056'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/2008/08/difendere-i-diritti-della-persona.html' title='Difendere i diritti della persona'/><author><name>Wellington</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-101120682203898409.post-1387477470036682835</id><published>2008-08-02T10:50:00.001+02:00</published><updated>2012-01-23T15:59:16.609+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Scienza'/><title type='text'>La Coscienza di Zeno di Svevo</title><content type='html'>&lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;a href="http://history.pergamonjournal.org/" target="_blank"&gt;Pergamon Journal History&lt;/a&gt;&lt;em&gt;, &lt;a href="http://history.pergamonjournal.org/search/label/Letteratura" target="_blank"&gt;Letteratura&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Protagonista:&lt;/strong&gt; Il protagonista &amp;#232; Zeno Cosini, appartenente alla nuova borghesia imprenditoriale triestina; &amp;#232; un nevrotico e un malato immaginario del quale non sempre ci si pu&amp;#242; fidare. La sua vera forza di inetto &amp;#232; quella di mettersi in continua discussione a causa del disagio. &lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Ragioni:&lt;/strong&gt; Invit&lt;img src="http://www.ilpotereelagloria.it/images/immagini/SvevoI_CoscienzaDiZeno.jpg" align="left" /&gt;ato dal proprio psicanalista, Zeno si cimenta nella stesura di un memoriale, una sorta di confessione autobiografica a scopo terapeutico;con l&amp;#8217;autoanalisi cerca di superare un male interiore; quando decide di interrompere la cura, il protagonista scatena l&amp;#8217;indignazione del dottor S., il quale, in una lettera che costituisce la prefazione al romanzo, dichiara la volont&amp;#224; di pubblicare lo scritto di Zeno per vendicarsi della truffa subita dallo stesso. L&amp;#8217;intero racconto scaturisce dalle parole del protagonista. &lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Succo:&lt;/strong&gt; Nel primo capitolo Zeno parla del suo vizio del fumo e dei tentativi per risolvere questo problema. Ogni volta che prova a smettere di fumare, decide di fumare un'ultima sigaretta e di annotare la data di questa...&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Per continuare a leggere l'articolo, &lt;strong&gt;&lt;a href="http://history.pergamonjournal.org/2008/08/la-coscienza-di-zeno-di-svevo.html" target="_blank"&gt;fai clic qui&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;  &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Pubblicato su Pergamon Journal, http://pergamonjournal.blogspot.com&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/101120682203898409-1387477470036682835?l=pergamonjournal.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/feeds/1387477470036682835/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/2008/08/la-coscienza-di-zeno-di-svevo.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/101120682203898409/posts/default/1387477470036682835'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/101120682203898409/posts/default/1387477470036682835'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/2008/08/la-coscienza-di-zeno-di-svevo.html' title='La Coscienza di Zeno di Svevo'/><author><name>Wellington</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-101120682203898409.post-2034943428522563653</id><published>2008-08-01T19:52:00.000+02:00</published><updated>2010-04-20T21:36:03.450+02:00</updated><title type='text'>L'aurora eterna di Saturno</title><content type='html'>&lt;p align="justify"&gt;Alle aurore solari di Saturno se n'&amp;#232; aggiunta una &amp;quot;nuova&amp;quot; e unica nel suo genere, provocata da Encedalus, una delle sue sessanta lune, che ogni secondo spedisce verso il pianeta madre un carico particolare... Osservate l'immagine di Saturno: ai poli risaltano due cerchi che sembrano i bordi incandescenti di una voragine che attraversa il pianeta da parte a parte. Sono in realt&amp;#224; aurore, ossia fenomeni ottici temporanei provocati dall'interazione tra il vento solare e il campo geomagnetico del pianeta. L'immagine &amp;#232; stata scattata dal telescopio Hubble nel 1998 e, da allora, sono state osservati molti altri fenomeni analoghi su Saturno.    &lt;br /&gt;&lt;img height="216" src="http://media.focus.it/allegati/4797.JPG" width="212" align="left" /&gt;Ora alcuni astronomi dell'universit&amp;#224; di Leicester (Regno Unito) hanno scoperto che, oltre alle aurore solari, Saturno ne presenta un'altra, di minore intensit&amp;#224;, ma che, al contrario di quelle solari, &amp;#232; costantemente presente. L'origine del fenomeno andrebbe ricercata nell'interazione tra il pianeta e uno dei suoi sessanta satelliti, Enceladus, il sesto in ordine di grandezza, distante &amp;quot;appena&amp;quot; 180.000 km dal confine con l'atmosfera del pianeta madre (meno della met&amp;#224; di quella che separa la Terra dalla nostra luna). Ogni secondo la luna di Saturno espellerebbe dalla sua orbita qualcosa come 100 kg di materiale vulcanico che, cadendo sul pianeta, darebbe origine a questo fenomeno. &amp;#171;La recente scoperta su Enceladus di tracce di attivit&amp;#224; vulcanica&amp;#187;, spiega uno dei ricercatori, &amp;#171;giustificherebbe questa ipotesi.&amp;#187; &lt;/p&gt;  &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Pubblicato su Pergamon Journal, http://pergamonjournal.blogspot.com&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/101120682203898409-2034943428522563653?l=pergamonjournal.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/feeds/2034943428522563653/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/2008/08/l-eterna-di-saturno.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/101120682203898409/posts/default/2034943428522563653'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/101120682203898409/posts/default/2034943428522563653'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/2008/08/l-eterna-di-saturno.html' title='L&amp;#39;aurora eterna di Saturno'/><author><name>Wellington</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-101120682203898409.post-5616737918369816969</id><published>2008-08-01T11:09:00.001+02:00</published><updated>2012-01-23T16:05:23.657+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Archeologia'/><title type='text'>Le piramidi e i fossili</title><content type='html'>&lt;p align="justify"&gt;&lt;a href="http://history.pergamonjournal.org/" target="_blank"&gt;&lt;strong&gt;Pergamon Journal History&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;, &lt;a href="http://history.pergamonjournal.org/search/label/Archeologia" target="_blank"&gt;Archeologia&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Le mummie dei faraoni non erano sole, nelle grandi piramidi egizie: le pietre degli imponenti monumenti funebri contengono infatti un'infinit&amp;#224; di fossili marini. Dallo studio della loro disposizione, una chiave in pi&amp;#249; per indagare sul mistero della costr&lt;img alt="Calcare a nummuliti " src="http://media.focus.it/allegati/179749.JPG" align="left" border="0" /&gt;uzione delle piramidi. Una scoperta getta un po' di luce sul mistero dei misteri: come sono state costruite le grandi piramidi egizie? Come riferisce il portale australiano dell'emittente &lt;em&gt;Abc&lt;/em&gt;, un gruppo di studiosi coordinato da Ioannis Liritzis (universit&amp;#224; dell'Egeo e di Atene, Grecia), ha dimostrato che i blocchi di pietra che costituiscono i colossali monumenti funebri non furono lavorati sul posto, nel cantiere della piramide a cui erano destinati, ma scavati ed estratti direttamente dalla roccia.     &lt;br /&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Per continuare a leggere, &lt;strong&gt;&lt;a href="http://history.pergamonjournal.org/2008/08/le-piramidi-e-i-fossili.html" target="_blank"&gt;fai clic qui&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;  &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Pubblicato su Pergamon Journal, http://pergamonjournal.blogspot.com&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/101120682203898409-5616737918369816969?l=pergamonjournal.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/feeds/5616737918369816969/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/2008/08/le-piramidi-e-i-fossili.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/101120682203898409/posts/default/5616737918369816969'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/101120682203898409/posts/default/5616737918369816969'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/2008/08/le-piramidi-e-i-fossili.html' title='Le piramidi e i fossili'/><author><name>Wellington</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-101120682203898409.post-1630916715267467555</id><published>2008-08-01T10:00:00.000+02:00</published><updated>2012-01-23T16:03:01.557+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Scienza'/><title type='text'>Energia solare colorata</title><content type='html'>&lt;p align="justify"&gt; Il MIT ha realizzato un rivoluzionario sistema per per produrre energia solare utilizzando comuni vetri al posto delle costose celle fotovoltaiche al silicio. Un semplice vetro ricoperto con una pellicola colorata permetter&amp;#224; di catturare i raggi solari per produrre energia elettrica con una maggior efficienza rispetto al passato. Questa recente invezione del Massachusetts Institute of Technology &amp;#232; per alcuni aspetti un vero uovo di colombo: su un comune vetro viene installato un sottile film costituito da un mix di molecole colorate, ciascuna delle quali &amp;#232; in grado di assorbire la luce in diverse lunghezze d&amp;#8217;onda cos&amp;#236; da massimizzare lo sfruttamento delle radiazioni. &amp;#8220;Sintonizzando&amp;#8221; i colori ai raggi solari sar&amp;#224; quindi possibile controllare il processo per arrivare a raddoppiare l&amp;#8217;efficienza dei normali pannelli fotovoltaici oggi in commercio. Gi&amp;#224; negli anni Settanta qualcuno aveva tentato di produrre energia in questo modo, tuttavia non si riusc&amp;#236; a giungere a un risultato utile perch&amp;#233; le tecnologie per produrre le pellicole colorate non garantivano la necessaria stabilit&amp;#224; nel tempo. &lt;/p&gt;  &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Pubblicato su Pergamon Journal, http://pergamonjournal.blogspot.com&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/101120682203898409-1630916715267467555?l=pergamonjournal.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/feeds/1630916715267467555/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/2008/08/energia-solare-colorata.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/101120682203898409/posts/default/1630916715267467555'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/101120682203898409/posts/default/1630916715267467555'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/2008/08/energia-solare-colorata.html' title='Energia solare colorata'/><author><name>Wellington</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-101120682203898409.post-287118842770968004</id><published>2008-07-31T23:49:00.001+02:00</published><updated>2012-01-23T16:03:01.591+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Scienza'/><title type='text'>C'è acqua su Marte!</title><content type='html'>&lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;a href="http://science.pergamonjournal.org" target="_blank"&gt;Pergamon Journal Science&lt;/a&gt;&lt;em&gt;, &lt;a href="http://science.pergamonjournal.org/search/label/Astronomia" target="_blank"&gt;Astronomia&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;C'&amp;#232; acqua su Marte. La Nasa lo ha ufficialmente confermato. Le prove &lt;img height="147" src="http://www.corriere.it/Fotogallery/Tagliate/2008/07_Luglio/15/MARTE/02.JPG" width="183" align="left" /&gt; sono state fornite dalla sonda Phoenix. &amp;#171;Abbiamo le prove&amp;#187;, ha detto il ricercatore della University of Arizona, William Boynton, in una dichiarazione ufficiale. &amp;#171;In precedenza avevamo osservato la presenza di&amp;#160; acqua ghiacciata - ha aggiunto riferendosi alle osservazioni fatte con la sonda Mars Odyssey - ma questa &amp;#232; la prima volta che&amp;#160; l'acqua su Marte &amp;#232; stata toccata e testata&amp;#187;. &lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Per continuare a leggere, &lt;strong&gt;&lt;a href="http://science.pergamonjournal.org/2008/07/c-acqua-su-marte.html"&gt;fai clic qui&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;  &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Pubblicato su Pergamon Journal, http://pergamonjournal.blogspot.com&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/101120682203898409-287118842770968004?l=pergamonjournal.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/feeds/287118842770968004/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/2008/07/c-acqua-su-marte.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/101120682203898409/posts/default/287118842770968004'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/101120682203898409/posts/default/287118842770968004'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/2008/07/c-acqua-su-marte.html' title='C&amp;#39;è acqua su Marte!'/><author><name>Wellington</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-101120682203898409.post-3167081289079480965</id><published>2008-07-31T23:47:00.000+02:00</published><updated>2012-01-23T15:58:31.378+01:00</updated><title type='text'>C'è acqua su Marte!</title><content type='html'>&lt;p align="justify"&gt;C'&amp;#232; acqua su Marte. La Nasa lo ha ufficialmente confermato. Le prove sono state fornite dalla sonda Phoenix. &amp;#171;Abbiamo le prove&amp;#187;, ha detto il ricercatore della University of Arizona, William Boynton,&lt;img height="178" src="http://schwehr.org/blog/attachments/2007-07/phoenix_mars_lander.png" width="178" align="left" /&gt; in una dichiarazione ufficiale. &amp;#171;In precedenza avevamo osservato la presenza di&amp;#160; acqua ghiacciata - ha aggiunto riferendosi alle osservazioni fatte con la sonda Mars Odyssey - ma questa &amp;#232; la prima volta che&amp;#160; l'acqua su Marte &amp;#232; stata toccata e testata&amp;#187;. La sonda Phoenix, spiegano gli studiosi, &amp;#232; calata sulla superficie del pianeta rosso, ha scaldato il ghiaccio raccolto nel corso delle sue esplorazioni all'inizio della settimana e, alla luce di quell'operazione, gli scienziati hanno confermato che quel ghiaccio &amp;#232; effettivamente acqua. Gli scienzi&lt;img height="146" src="http://www.corriere.it/Fotogallery/Tagliate/2008/07_Luglio/15/MARTE/01.JPG" width="240" align="right" /&gt;ati possono quindi affermare senza ombra di dubbio che nella zona del Polo Nord di Marte esiste ghiaccio. Fino ad ora la sua presenza era stata accertata solo grazie a un metodo, per cos&amp;#236; dire, di tipo 'indiziario', basato cio&amp;#232; su una serie di osservazioni di fotografie e di immagini inviate a Terra da Phoenix. La sonda Phoenix &amp;#232; atterrata sul Polo Nord di Marte il 25 maggio scorso, per cominciare una missione di prelievi di suolo che avrebbe dovuto durare tre mesi. Dopo l'ultima scoperta, per&amp;#242;, la missione &amp;#232; stata prolungata per altri due mesi.&lt;/p&gt;  &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Pubblicato su Pergamon Journal, http://pergamonjournal.blogspot.com&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/101120682203898409-3167081289079480965?l=pergamonjournal.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/feeds/3167081289079480965/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/2008/07/c-acqua-su-marte_31.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/101120682203898409/posts/default/3167081289079480965'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/101120682203898409/posts/default/3167081289079480965'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/2008/07/c-acqua-su-marte_31.html' title='C&amp;#39;è acqua su Marte!'/><author><name>Wellington</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-101120682203898409.post-329144951071666985</id><published>2008-07-31T12:48:00.001+02:00</published><updated>2008-08-01T14:08:18.350+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Speciale Olimpiadi'/><title type='text'>I giochi olimpici: quasi 3 mila anni di storia</title><content type='html'>&lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;a href="http://history.pergamonjournal.org" target="_blank"&gt;Pergamon Journal History&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;La prima Olimpiade della storia &amp;#232; stata disputata quasi 2.800 anni fa, nel 776 a.C, a Olimpia, in Grecia. Celebrate ogni quattro anni in onore di Zeus, le Olimpiadi erano il pi&amp;#249; grande evento non bellico del mondo ellenico. I campioni dell'epoca dovevano dimostrare forza fis&lt;img height="125" src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/olimpiadi.jpg" width="203" align="left" /&gt;ica, valore e coraggio misurandosi in gare di atletica, equitazione e lotta molto pi&amp;#249; dure di quelle attuali e che spesso si concludevano in modo drammatico. Tecniche di allenamento rudi, attrezzi nati per la guerra e un concetto di correttezza molto diverso da quello odierno rendevano la competizione una sfida molto particolare e un'attivit&amp;#224; &amp;quot;per uomini veri&amp;quot;, al punto da fare quasi sfigurare gli atleti di oggi, coccolati da allenatori e sponsor e assistiti da tecnologie e materiali sempre pi&amp;#249; sofisticati...&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Per continuare a leggere, &lt;a href="http://history.pergamonjournal.org/2008/07/i-giochi-olimpici-quasi-3-mila-anni-di.html" target="_blank"&gt;&lt;strong&gt;fai clic qui&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;  &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Pubblicato su Pergamon Journal, http://pergamonjournal.blogspot.com&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/101120682203898409-329144951071666985?l=pergamonjournal.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/feeds/329144951071666985/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/2008/07/i-giochi-olimpici-quasi-3-mila-anni-di.html#comment-form' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/101120682203898409/posts/default/329144951071666985'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/101120682203898409/posts/default/329144951071666985'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/2008/07/i-giochi-olimpici-quasi-3-mila-anni-di.html' title='I giochi olimpici: quasi 3 mila anni di storia'/><author><name>Wellington</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-101120682203898409.post-3517983569725184480</id><published>2008-07-31T12:19:00.000+02:00</published><updated>2012-01-23T16:03:01.611+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Scienza'/><title type='text'>Arriva il turismo spaziale</title><content type='html'>&lt;p align="justify"&gt;Dopo anni di lavoro coperti dal pi&amp;#249; rigido riserbo Virgin Galactic, l'agenzia spaziale dell'eccentrico miliardario Richard Brenson, ha svelato al mondo il WhiteKnightTwo, un aereoplano a due fusoliere che, secondo quanto reso noto d all'azienda, aprir&amp;#224; le &lt;img height="235" src="http://files.myopera.com/ux50/blog/105spaceship2air.jpg" width="393" align="left" /&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;&amp;#160;&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;porte al turismo spaziale di massa. Prodotto dalla Scaled Composites, questo catamarano dei cieli verr&amp;#224; utilizzato per portare a un'altezza di 15.000 metri una navicella chiamata SpaceShipTwo. Giunta in quota, la navicella si sgancer&amp;#224; dall'aereo e proseguir&amp;#224; la sua corsa, alimentata da un motore a razzo, fino ai 100 km di altitudine sopra la Terra, dove gli otto passeggeri potranno provare per diversi minuti la vera assenza di gravit&amp;#224;. Pi&amp;#249; di 100 voli di prova sono stati gi&amp;#224; programmati per i prossimi mesi, ma Virgin Galactic non ha ancora stabilito la data del primo volo spaziale commerciale n&amp;#233; le tariffe di quella che sembra essere una costosa giostra per super ricchi.&lt;/p&gt;  &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Pubblicato su Pergamon Journal, http://pergamonjournal.blogspot.com&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/101120682203898409-3517983569725184480?l=pergamonjournal.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/feeds/3517983569725184480/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/2008/07/arriva-il-turismo-spaziale.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/101120682203898409/posts/default/3517983569725184480'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/101120682203898409/posts/default/3517983569725184480'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/2008/07/arriva-il-turismo-spaziale.html' title='Arriva il turismo spaziale'/><author><name>Wellington</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-101120682203898409.post-1308465849205641082</id><published>2008-07-31T09:59:00.001+02:00</published><updated>2012-01-23T16:03:01.552+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Scienza'/><title type='text'>La NASA compie 50 anni</title><content type='html'>&lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;a href="http://science.pergamonjournal.org" target="_blank"&gt;Pergamon Journal Science&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Il compleanno della Nasa per il mezzo secolo di vita &amp;#232; vissuto a Washigton in modo inquieto. A cinquecento metri di distanza dal quartier generale c&amp;#8217;&amp;#232; il museo dell&amp;#8217;aeronautica e dello spazio che raccoglie pezzi importanti che hanno segnato la sua giovane storia; pezzi straordinari come la capsula&amp;#160;&amp;#160; Apollo 11 che ha portato i p&lt;a href="http://lh4.ggpht.com/matteo.letzgus/SJFw6Xv1d8I/AAAAAAAAAgQ/nYpbgEBHqjg/s1600-h/0914.jpg"&gt;&lt;img style="border-top-width: 0px; border-left-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-right-width: 0px" height="164" alt="09[1]" src="http://lh6.ggpht.com/matteo.letzgus/SJFw7ljCJZI/AAAAAAAAAgU/lWA5xu5XJgA/091_thumb2.jpg?imgmax=800" width="240" align="left" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;rimi uomini sulla Luna nel 1969. Ma &amp;#232; proprio questo passato che possiamo toccare con mano, che rende le giornate della celebrazione agitate. Perch&amp;#233; la Nasa abituata alle grandi imprese sta cercando di costruire il prossimo mezzo secolo immaginandolo ancora pi&amp;#249; eccitante. Ma tutti sanno che non sar&amp;#224; facile per vari motivi. Infatti dare continuit&amp;#224; alle missioni compiute &amp;#232; una sfida: incoraggia il fatto che alla Nasa amano le sfide. L&amp;#8217;ente spaziale americano nasceva il 29 luglio 1958 per rispondere proprio alla sfida arrivata da Mosca capace di mandare in orbita prima degli americani un satellite artificiale, lo Spunik-1, il 4 ottobre 1957...&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Per continuare a leggere, &lt;strong&gt;&lt;a href="http://science.pergamonjournal.org/2008/07/la-nasa-compie-50-anni.html" target="_blank"&gt;fai clic qui&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;  &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Pubblicato su Pergamon Journal, http://pergamonjournal.blogspot.com&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/101120682203898409-1308465849205641082?l=pergamonjournal.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/feeds/1308465849205641082/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/2008/07/la-nasa-compie-50-anni.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/101120682203898409/posts/default/1308465849205641082'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/101120682203898409/posts/default/1308465849205641082'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/2008/07/la-nasa-compie-50-anni.html' title='La NASA compie 50 anni'/><author><name>Wellington</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://lh6.ggpht.com/matteo.letzgus/SJFw7ljCJZI/AAAAAAAAAgU/lWA5xu5XJgA/s72-c/091_thumb2.jpg?imgmax=800' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-101120682203898409.post-6381616413002837146</id><published>2008-07-31T09:55:00.000+02:00</published><updated>2012-01-23T16:03:01.675+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Scienza'/><title type='text'>La NASA compie 50 anni</title><content type='html'>&lt;p align="justify"&gt;Il compleanno della Nasa per il mezzo secolo di vita &amp;#232; vissuto a Washigton in modo inquieto. A cinquecento metri di distanza dal quartier generale c&amp;#8217;&amp;#232; il museo dell&amp;#8217;aeronautica e dello spazio che raccoglie pezzi importanti che hanno segnato la sua giovane storia; pezzi straordinari come la capsula&amp;#160;&amp;#160; Apollo 11 che ha portato i primi uomini sulla Luna nel 1969. Ma &amp;#232; proprio questo passato che possiamo toccare con mano, che rende le giornate della celebrazione agitate. Perch&amp;#233; la Nasa abituata alle grandi imprese sta cercando di costruire il prossimo mezzo secolo immaginandolo ancora pi&amp;#249; eccitante. Ma tutti sanno che non sar&amp;#224; facile per vari motivi. Infatti dare continuit&amp;#224; alle missioni compiute &amp;#232; una sfida: incoraggia il fatto che alla Nasa amano le sfide. L&amp;#8217;ente spaziale americano nasceva il 29 luglio 1958 per rispondere proprio alla sfida arrivata da Mosca capace di mandare in orbita prima degli americani un satellite artificiale, lo Spunik-1, il 4 ottobre 1957. Grazie a Wernher von Braun, il geniale tedesco che aveva costruito il primo missile balistico della storia, la V-2 durante la seconda guerra mondiale, e poi emigrato negli Usa, Washington rispondeva con il primo Explorer-1 il &lt;a href="http://lh6.ggpht.com/matteo.letzgus/SJDKfcEAXKI/AAAAAAAAAgE/svPCuLGgpmQ/s1600-h/04%5B1%5D%5B10%5D.jpg"&gt;&lt;img style="border-top-width: 0px; border-left-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-right-width: 0px" height="240" alt="04[1]" src="http://lh4.ggpht.com/matteo.letzgus/SJDKgHdfXGI/AAAAAAAAAgI/pIdnVUbtNyw/04%5B1%5D_thumb%5B8%5D.jpg?imgmax=800" width="175" align="left" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;31 gennaio 1958. Ma soprattutto il presidente americano Dwight D.Eisenhower dava ordine di creare un ente spaziale capace di organizzare e realizzare l&amp;#8217;esplorazione del cosmo. Cos&amp;#236; nasceva la Nasa tra i malumori della capitale perch&amp;#233; molti domandavano che fossero i militari a coordinare la nuova frontiera. Ma Eisenhower, che era un generale, rifiut&amp;#242; e anzi alcuni centri come l&amp;#8217;arsenale Redstone dell&amp;#8217;US Army, in Alabama, dove lavorava von Braun veniva ceduto, uomini e mezzi, al nuovo ente spaziale. E sar&amp;#224; appunto in questo centro del sud che nascer&amp;#224; sotto la guida del grande tedesco il super razzo Saturno-V capace di portare gli uomini sulla Luna. Cos&amp;#236; la Nasa e l&amp;#8217;America vincevano la sfida lanciata dai sovietici con lo Sputnik ripristinando la superiorit&amp;#224; tecnologica, militare e politica prima conquistata con la bomba atomica. Da allora, grazie allo sforzo Luna, poi continuamente alimentato, l&amp;#8217;America riusciva a mantenere una indiscussa leadership nel mondo della tecnologia. Sin dai primi anni, comunque, il grande ente spaziale sosteneva programmi ambiziosi in ogni direzione. Cos&amp;#236; si &amp;#232; iniziato a esplorare il sistema solare, si sono costruiti satelliti come il telescopio spaziale Hubble che hanno spinto la visione umana quasi alle origini dell&amp;#8217;universo riscrivendo i libri di astronomia. Ma ha favorito anche la costruzione di satelliti che hanno migliorato la vita quotidiana sulla Terra e con i quali oggi comunichiamo istantaneamente fra i continenti oppure prevediamo il tempo o controlliamo l&amp;#8217;inquinamento dell&amp;#8217;ambiente. Un&amp;#8217;altra sfida &amp;#232; stata lo shuttle, la prima astronave riutilizzabile della storia. Volava per la prima volta nel 1981 ed ora la flotta &amp;#232; prossima al ritiro dal servizio nel 2010&lt;img style="border-top-width: 0px; border-left-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-right-width: 0px" height="164" alt="09[1]" src="http://lh3.ggpht.com/matteo.letzgus/SJDKgoV0YnI/AAAAAAAAAgM/2cDL_p6Mens/09%5B1%5D%5B5%5D.jpg?imgmax=800" width="240" align="right" border="0" /&gt;. E&amp;#8217; stata una grande impresa tecnologica ma un fallimento economico: far volare gli shuttle costa troppo (500 milioni di dollari a volo) ed &amp;#232; eccessivamente complessa come sistema. I due disastri di Challenger nel 1986 e di Columbia nel 2003 lo hanno dimostrato. Ed &amp;#232; per tale motivoo che ora la Nasa impegnata a disegnare il futuro ha rinunciato a fabbricare un veicolo di questo genere, ritornando a capsule pi&amp;#249; tradizionali. Forse, la cosa pi&amp;#249; importante per cui passer&amp;#224; alla storia lo shuttle sar&amp;#224; l&amp;#8217;aver permesso la costruzione della stazione spaziale internazionale che si completer&amp;#224; appunto nel 2010. E questa, invece, &amp;#232; davvero un&amp;#8217;impresa riuscita se si cancellano i ritardi, i rinvii e gli alti costi affrontati. In compenso ha permesso di materializzare un ambizioso piano di cooperazione internazionale unendo insieme, oltre ai paesi europei riuniti nell&amp;#8217;ESA, il Giappone, la Russia, e il Canada. L&amp;#8217;esplorazione comune &amp;#232; sempre stata l&amp;#8217;ambita meta dello spazio e la stazione ha consentito di imparare come realizzare insieme altre imprese del domani. Intanto sulla stazione si potranno sperimentare cose impossibili sulla Terra come la fabbricazione di nuovi farmaci o nuove leghe metalliche sfruttando l&amp;#8217;assenza di gravit&amp;#224;. Adesso la Nasa vuol tornare sulla Luna nel 2018 e a ci&amp;#242; sta lavorando anche per contrastare analoghe iniziative in corso da parte di alcuni Paesi asiatici: Cina, Giappone, India. Ma pur guardando al prossimo obiettivo da raggiungere varato dal presidente Gorge Bush nel 2004 la vera meta a cui guarda la Nasa oggi &amp;#232; lo sbarco umano su Marte gi&amp;#224; indicato dopo il 2020. E, aspetto importante, nel fantascientifico sogno che segner&amp;#224; il prossimo mezzo secolo la Nasa cerca di trascinare anche altre agenzie spaziali consapevole che questo &amp;#232; un sogno dell&amp;#8217;umanit&amp;#224; e non di una sola nazione.&lt;/p&gt;  &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Pubblicato su Pergamon Journal, http://pergamonjournal.blogspot.com&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/101120682203898409-6381616413002837146?l=pergamonjournal.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/feeds/6381616413002837146/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/2008/07/la-nasa-compie-50-anni_31.html#comment-form' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/101120682203898409/posts/default/6381616413002837146'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/101120682203898409/posts/default/6381616413002837146'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/2008/07/la-nasa-compie-50-anni_31.html' title='La NASA compie 50 anni'/><author><name>Wellington</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://lh4.ggpht.com/matteo.letzgus/SJDKgHdfXGI/AAAAAAAAAgI/pIdnVUbtNyw/s72-c/04%5B1%5D_thumb%5B8%5D.jpg?imgmax=800' height='72' width='72'/><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-101120682203898409.post-2915388858897489064</id><published>2008-07-31T08:13:00.000+02:00</published><updated>2012-01-23T16:05:37.646+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Scienza'/><title type='text'>Eclissi parziale il primo agosto</title><content type='html'>&lt;p align="justify"&gt;Avete mai visto una mini-eclisse di Sole? Quanti di voi abitano nell'Italia Settentrionale, la mattina dell'1 agosto, potranno godersi questo curioso fenomeno astronomico. Il Sole sar&amp;#224; intaccato, soltanto per una piccola parte, dalla sovrapposizione del disco lunare: sembrer&amp;#224; come se una sforbiciata avesse fatto saltare un pezzetto della nostra stella. Niente di eccezionale, ma pur sempre un divertente e istruttivo spettacolo del cielo. In Italia l'eclisse di sole sar&amp;#224; soltanto parziale, ma sar&amp;#224; comunque indispensabile proteggere gli occhi se si dceider&amp;#224; di godersi lo spettacolo offerto della Luna che copre il nostro astro. Prima di andare avanti con i particolari del fenomeno, una raccomandazione a lettere cubitali: guai a voi, e ai vostri occhi, se osserverete il Sole direttamente, senza opportune protezioni. I normali occhiali scuri non servono a nulla: sono assolutamente necessari gli appositi occhiali di plastica da eclissi (che si trovano a poco prezzo dagli ottici), oppure i vetrini per saldatori (nei negozi di ferramenta). Pellicole fotografiche o lastre radiografiche possono essere usate solo se molto annerite e per pochi secondi. Insomma, se vi rendete conto che c'&amp;#232; un eccesso di luce, smettete subito di guardare e aspettate con pazienza che qualche immagine dell'eclisse compaia su internet. Chi possiede un telescopio, non pensi di poterlo puntare verso il Sole per un'osservazione diretta, che risulterebbe ancora pi&amp;#249; rischiosa per la vista. In questo caso il telescopio potr&amp;#224; essere usato solo per osservazioni indirette, con il metodo di proiezione dell'immagine solare su uno schermo bianco, posto oltre l'oculare. Genitori, attenti soprattutto all'incoscienza dei ragazzi.&amp;#160; Completate le debite avvertenze, ecco, per alcune localit&amp;#224; del Nord, gli orari in cui l'eclisse parziale di Sole raggiunger&amp;#224; il massimo dell'evidenza e la percentuale di disco solare eclissata dalla Luna. &lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Vetta d'italia (alto adige) - 11,38 - 13%&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Venezia - 11,36 - 8%&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Milano - 11,33 - 7%&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Pi&amp;#249; gi&amp;#249; di Firenze il fenomeno sar&amp;#224; irrilevante o addirittura inesistente. Chi si potr&amp;#224; godere il Sole completamente oscurati (eclisse totale) sar&amp;#224; invece una rilevante porzione della popolazione mondiale che abita in Russia e Cina. Per questo motivo un gruppo formato da una cinquantina di appassionati di astronomia appartenenti all'&lt;a href="http://www.uai.it/web/guest/home"&gt;&lt;u&gt;UAI&lt;/u&gt;&lt;/a&gt;, cio&amp;#232; all'Unione degli Astrofili Italiani (www.uai.it), ha deciso di recarsi in Siberia, da dove si potr&amp;#224; ammirare per almeno due minuti la fase della totalit&amp;#224;. Collegamenti internet permettendo, gli astrofili dell'UAI invieranno a Corriere.it, quasi in diretta, alcune delle pi&amp;#249; belle immagini del fenomeno. &lt;/p&gt;  &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Pubblicato su Pergamon Journal, http://pergamonjournal.blogspot.com&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/101120682203898409-2915388858897489064?l=pergamonjournal.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/feeds/2915388858897489064/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/2008/07/eclissi-parziale-il-primo-agosto.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/101120682203898409/posts/default/2915388858897489064'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/101120682203898409/posts/default/2915388858897489064'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/2008/07/eclissi-parziale-il-primo-agosto.html' title='Eclissi parziale il primo agosto'/><author><name>Wellington</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-101120682203898409.post-2725254579317022767</id><published>2008-06-19T12:01:00.002+02:00</published><updated>2012-01-23T16:03:59.318+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Scienza'/><title type='text'>Scoperti 3 nuovi pianeti simili alla Terra</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Le hanno chia&lt;img src="http://www.corriere.it/Media/Foto/2008/06/17/pianetab1--180x140.jpg" align="left" border="0" height="140" width="180" /&gt;mate super-Terre e sono tre pianeti extrasolari per la prima volta scoperti tutti insieme attorno ad una altra stella, nel caso specifico l’HD 40307 nella costellazione del Pittore e distante dalla Terra 42 anni luce.L’autore della scoperta&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; &lt;/span&gt;è un personaggio notissimo, Michel Mayor dell’Osservatorio di Ginevra, a cui si deve il ritrovamento nel 1995 del primo pianeta extrasolare attorno a Pegasi 51. Per dire come questa ricerca sia cambiata e si sia potenziata, Mayor ha presentato ad una conferenza in corso a Nantes addirittura la scoperta di 42 pianeti extrasolari individuati negli ultimi mesi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per continuare a leggere, &lt;a href="http://science.pergamonjournal.org/2008/06/scoperti-3-nuovi-pianeti-simili-alla.html"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;fai clic qui&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Pubblicato su Pergamon Journal, http://pergamonjournal.blogspot.com&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/101120682203898409-2725254579317022767?l=pergamonjournal.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/feeds/2725254579317022767/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/2008/06/scoperti-3-nuovi-pianeti-simili-alla.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/101120682203898409/posts/default/2725254579317022767'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/101120682203898409/posts/default/2725254579317022767'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/2008/06/scoperti-3-nuovi-pianeti-simili-alla.html' title='Scoperti 3 nuovi pianeti simili alla Terra'/><author><name>Wellington</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-101120682203898409.post-8187043703734249166</id><published>2008-06-19T11:58:00.000+02:00</published><updated>2012-01-23T16:05:37.648+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Scienza'/><title type='text'>Scoperti 3 nuovi pianeti simili alla Terra</title><content type='html'>&lt;p style="text-align: justify;"&gt; Le hanno chiamate super-Terre e sono tre pianeti extrasolari per la prima volta scoperti tutti insieme attorno ad una altra stella, nel caso specifico l’HD 40307 nella costellazione del Pittore e distante dalla Terra 42 anni luce.L’autore della scoperta&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; &lt;/span&gt;è un personaggio notissimo, Michel Mayor dell’Osservatorio di Ginevra , a cui si deve il ritrovamento nel 1995 del primo pianeta extrasolare attorno a Pegasi 51. Per dire come questa ricerca sia cambiata e si sia potenziata, Mayor ha presentato ad una conferenza in corso a Nantes addirittura la scoperta di 42 pianeti extrasolari individuati negli ultimi mesi.&lt;br /&gt;La ragione è che questi pianeti&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; &lt;/span&gt;la cui natura dovrebbe essere rocciosa, hann&lt;img src="http://www.corriere.it/Media/Foto/2008/06/17/pianetab1--180x140.jpg" align="left" border="0" height="140" width="180" /&gt;o una taglia di poco superiore alla Terra avendo una massa, uno 4,2 volte superiore e gli altri due 6,7 e 9,4 volte maggiore. Sono inoltre molto vicini alla stella madre, pressappoco nell’area in cui gira il nostro Mercurio vicino al Sole, e dunque il loro anno dura rispettivamente quattro giorni, 10 e 20 giorni. La scoperta è stata possibile utilizzando uno speciale spettrografo noto come Harps (High Accuracy Radaial Velocity Planet Search) installato su un telescopio dell’European Southern Observatory a La Silla in Cile. La tecnica di rilevamento&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; &lt;/span&gt;è sempre quella legata alle anomalie di comportamento dell’astro che rivelano a seconda della loro entità la presenza e le caratteristiche dei corpi circostanti. «Perfezionando le osservazioni ormai possiamo arrivare a cogliere l’esistenza di pianeti con masse di appena due volte quelle del nostro pianeta» commenta Mayor. Finora gli astronomi sono riusciti a scoprire l’esistenza di quasi trecento corpi planetari intorno ad altri astri della nostra galassia Via Lattea. Per la maggior parte, però, sono di grande taglia, analoghi al nostro Giove e questo dipende dagli strumenti di rilevazione. Ma i risultati di 13 anni di ricerche hanno portato Mayor ad una conclusione importante: «Possiamo dedurre , infatti, che circa un terzo di tutte le stelle simili al nostro Sole abbiano intorno pianeti di taglia contenuta». La sfida in corso è quella di realizzare osservatori in grado di fotografarli e nel giro di qualche anno gli astronomi giurano di riuscirci. &lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Pubblicato su Pergamon Journal, http://pergamonjournal.blogspot.com&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/101120682203898409-8187043703734249166?l=pergamonjournal.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/feeds/8187043703734249166/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/2008/06/scoperti-3-nuovi-pianeti-simili-alla_19.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/101120682203898409/posts/default/8187043703734249166'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/101120682203898409/posts/default/8187043703734249166'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/2008/06/scoperti-3-nuovi-pianeti-simili-alla_19.html' title='Scoperti 3 nuovi pianeti simili alla Terra'/><author><name>Wellington</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-101120682203898409.post-2630760560708279820</id><published>2008-06-04T15:48:00.001+02:00</published><updated>2012-01-23T16:03:59.314+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Scienza'/><title type='text'>I primi passi dell'uomo</title><content type='html'>Se fosse confermata, sarebbe una scoperta in grado di cambiare la storia dell'umanità come la conosciamo noi. L'impronta pietrificata del piede di un uomo che camminò eretto fra cinque e 15 milioni di anni fa lungo quello che oggi è l'altipiano andino in Bolivia è stata presentata a La Paz, fra la sorpresa generale e un certo scetticismo degli addetti ai lavori, come quella che sarebbe di gran lunga l'orma più antica del mondo. Di gran lunga più vecchia, infatti, di quella scoperta nell'agosto del 2007 da archeologi egiziani su una roccia nell'oasi di Siwa e risalente a circa due milioni di anni fa.&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Per continuare a leggere, &lt;a href="http://history.pergamonjournal.org/2008/06/i-primi-passi-delluomo.html"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: bold;"&gt;fai clic qui&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Pubblicato su Pergamon Journal, http://pergamonjournal.blogspot.com&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/101120682203898409-2630760560708279820?l=pergamonjournal.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/feeds/2630760560708279820/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/2008/06/i-primi-passi-delluomo.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/101120682203898409/posts/default/2630760560708279820'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/101120682203898409/posts/default/2630760560708279820'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/2008/06/i-primi-passi-delluomo.html' title='I primi passi dell&apos;uomo'/><author><name>Wellington</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-101120682203898409.post-689531415706214820</id><published>2008-06-04T15:43:00.002+02:00</published><updated>2012-01-23T16:03:59.343+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Scienza'/><title type='text'>La democrazia russa</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Le vecchie abitudini sono dure a morire. In un famoso libro, «Il commissario svanisce», sono state raccolte centinaia di fotografie che durante l’epoca staliniana venivano ritoccate per correggere il passato e adeguarlo all’ortodossia del momento, come nella fantasia faceva con i giornali il protagonista di «1984» di George Orwell. Cancellato Trotskij, caduto in disgrazia e fuggito all’estero; cancellato Ezhov, capo della polizia segreta fucilato a sua volta. O&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;ggi la Russia di Putin si limita il più delle volte a non dare il minimo spazio in televisione ai personaggi sgraditi al Cremlino ma, ogni tanto, va oltre, forse per il solito eccessivo zelo dei «volenterosi esecutori» degli ordini che arrivano dall'alto. Così è successo che un ospite «sgradito», arrivato per sbaglio alla registrazione di un dibattito televisivo, è stato veramente cancellato dalla base elettronica che poi è andata in onda.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Come facevano gli esperti ritoccatori di Stalin con le foto: via la sua voce, via le domande che gli erano state rivolte, via la sua immagine dalla poltrona che rimane vuota. Solo che i tecnici hanno commesso un errore e le gambe del povero ospite svanito hanno continuato a vivere di vita propria, apparendo e sparendo dalle inquadrature, come in un trucco del mago Voland de «Il Maestro e Margherita». L’episodio è di qualche tempo fa e ha coinvolto Mikhail Delyagin, un politologo che da tempo era finito all’indice di tutti i programmi televisivi. &lt;/div&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px;" src="http://www.corriere.it/Media/Foto/2008/06/04/russia.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La storia non avrebbe fatto troppo scalpore se non fosse stato per il grottesco particolare delle gambe dimenticate in scena. Ma che sulle reti televisive controllate dal Cremlino (tutte) non appaiano personaggi dell’opposizione viene visto come cosa normale. E nessuno tenta di nascondere il fatto che dall’alto (se non da Putin o da Medvedev, dai dirigenti delle tv) arrivino disposizioni precise. Kira Proshutinskaya, conduttrice del talk show col fantasma che, ironicamente, si chiama «Il popolo vuole sapere » si è detta imbarazzata e ha confessato che «oggi è difficile lavorare in tv: i capi esagerano sempre perché hanno paura di perdere il posto».&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Così su tutti i canali sono spariti personaggi che prima ogni tanto parlavano. Andrej Illarionov, ex consigliere economico di Putin che iniziò a criticarlo, è apparso 113 volte nel 2005, 11 nel 2007 e zero nel 2008. Di fronte alle critiche su una tv «schierata», il nuovo presidente Dmitrij Medvedev si è tolto d'impaccio affermando recentemente che la televisione russa «è una delle migliori del mondo per quanto riguarda la qualità e la tecnologia usata». Il direttore del canale TVZ che ospita «il popolo vuole sapere», Mikhail Ponomaryov, ha ammesso candidamente che lui esegue semplicemente gli ordini: «Se il proprietario della compagnia dice che non dobbiamo mostrare una persona, io non posso che adeguarmi». Ponomaryov sembra dimenticare che la sua rete sarebbe, formalmente, di proprietà del comune di Mosca (al 99,2 per cento) e quindi pubblica. Ma così vanno le cose, se non si vuole perdere il posto. Nessuna meraviglia dunque che Natalya Melikova della Nezavisimaya Gazeta sia scoppiata a piangere ad aprile in Sardegna quando si accorse che la sua domanda sulla possibile amante ginnasta era sgradita a Putin.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Pubblicato su Pergamon Journal, http://pergamonjournal.blogspot.com&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/101120682203898409-689531415706214820?l=pergamonjournal.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/feeds/689531415706214820/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/2008/06/la-democrazia-russa.html#comment-form' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/101120682203898409/posts/default/689531415706214820'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/101120682203898409/posts/default/689531415706214820'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/2008/06/la-democrazia-russa.html' title='La democrazia russa'/><author><name>Wellington</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-101120682203898409.post-2557938350100654564</id><published>2008-05-31T20:02:00.000+02:00</published><updated>2012-01-23T16:04:35.832+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Scienza'/><title type='text'>Elettricità dalle onde</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Grassi, 38 anni, studi alla Normale e dottorato alla Ucla di Los Angeles, ha costruito un prototipo che ha dato ottimi risultati al largo di Marina di Pisa. A settembre sarà sperimentato il modello finale, con tanto di validazione, e poi si passera al business, ovvero la vendita. Che potrebbe avere anche risultati eccellenti. Le prime prove marine sono state ottime. La «macchina delle onde» riesce a produrre energia a costi tre volti inferiori al fotovoltaico e simili a quelli dell’eolico. Con un vantaggio strategico: «Queste macchine non hanno impatto visivo come le pale eoliche», spiega Grassi, «perché stanno sotto il mare e sono ecologiche». Se ne possono costruire di più dimensioni e potenza. Grandi e costose (milioni di euro) ma capaci di erogare un megawatt di potenza e piccole ed economiche (100 mila euro) da 100 chilowattori capaci di soddisfare il fabbisogno energetico di una trentina di appartamenti.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;«La macchina è diversa da tutti gli altri progetti per ricavare energia dal moto ondoso», continua Grassi. «Potrà essere utilizzata in un mare calmo come il Mediterraneo, anche se la sua efficienza nell’oceano potrebbe essere cinque volte superiore». La tecnologia? «Semplice, si tratta di basilari principi di ingegneria meccanica», risponde Grassi, «e dietro il prodotto non c’è neppure una grande industrializzazione». La macchina delle onde ha già iniziato a stuzzicare gli appetiti internazionali. Una società francese ha contattato il ricercatore pisano e il governo del Galles si è detto disponibile a finanziare per il 50% le spese di realizzazione e a contattare eventuali sponsor. «Una proposta molto lusinghiera, che mi ha sorpreso e onorato», conferma Grassi. Che poi aggiunge: «Ho preso un po’ di tempo prima di rispondere, nonostante la proposta sia straordinaria. Mi piacerebbe che il sostegno arrivasse dal mio Paese. Vedremo».&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Pubblicato su Pergamon Journal, http://pergamonjournal.blogspot.com&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/101120682203898409-2557938350100654564?l=pergamonjournal.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/feeds/2557938350100654564/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/2008/05/elettricita-dalle-onde.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/101120682203898409/posts/default/2557938350100654564'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/101120682203898409/posts/default/2557938350100654564'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/2008/05/elettricita-dalle-onde.html' title='Elettricità dalle onde'/><author><name>Wellington</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-101120682203898409.post-8992363369631244986</id><published>2008-05-31T20:00:00.002+02:00</published><updated>2008-05-31T20:02:38.066+02:00</updated><title type='text'>L'ultima Tribù libera</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Una delle ultime tribù indigene del Sudamerica, ancora isolata dal resto del mondo, è stata fotografata da un aereo in una remota zona della selva amazzonica, al confine tra Brasile e Perù (guarda il video). Le immagini mostrano una quindicina di persone, i volti dipinti con pigmenti rossi e armate di arco, che guardano con terrore verso l'alto e si possono vedere chiaramente i guerrieri che tentano di colpire il velivolo con le frecce.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La spedizione era finanziata dal governo dello Stato brasiliano di Acre e l'agenzia governativa che difende i diritti degli indios in Brasile, il Funai, ha affermato che le foto sono state scattate e divulgate per dimostrare l'esistenza della comunità e impedire che l'industria mineraria illegale distrugga il loro territorio. L'organizzatore della missione e coordinatore del Fronte della Protezione Ambientale del Funai, Josè Carlos dos Reis Meirelles, ha spiegato che le foto dimostrano che «i meccanismi per proteggere queste popolazioni non sono serviti»&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Per continuare a leggere, &lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: bold;"&gt;&lt;a href="http://history.pergamonjournal.org/2008/05/lultima-trib-libera.html"&gt;fai clic qui&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Pubblicato su Pergamon Journal, http://pergamonjournal.blogspot.com&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/101120682203898409-8992363369631244986?l=pergamonjournal.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/feeds/8992363369631244986/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/2008/05/lultima-trib-libera.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/101120682203898409/posts/default/8992363369631244986'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/101120682203898409/posts/default/8992363369631244986'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/2008/05/lultima-trib-libera.html' title='L&apos;ultima Tribù libera'/><author><name>Wellington</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-101120682203898409.post-3863241646573552256</id><published>2008-05-25T20:08:00.000+02:00</published><updated>2012-01-23T16:04:35.854+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Scienza'/><title type='text'>La sonda Phoenix è atterrata su Marte</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Problema risolto per il collegamento con Phoenix nel polo Nord marziano. L’apparato radio Electra ad altissima frequenza (UHF) installato sulla sonda Mars Reconnaissance Orbiter intorno a Marte è tornato a funzionare superando “l’anomalia transiente”, come l’hanno battezzata qui i tecnici del Jet Propulsion Laboratory della Nasa che controllano la missione. L’anomalia impediva alla sonda di svolgere il suo compito di ripetitore con la Terra per cui riceveva gli ordini inviati dal Jpl ma non li girava a Phoenix. La causa diagnosticata è stata un fascio di raggi cosmici intensi capace di alterare temporaneamente il funzionamento di Electra. Questo ha costretto ad un rinvio di un giorno dell’apertura del braccio robotizzato lungo oltre due metri con all’estremità la pala per effettuare gli scavi.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Le operazioni sono quindi iniziate solo mercoledì facendo però ricorso per sicurezza nei collegamenti ad un’altra sonda della Nasa in orbita marziana, Mars Odissey. «Tutto quindi è tornato normale sotto l’aspetto dei collegamenti – nota Barry Goldstein, project manager della missione – Non siamo mai entrati, comunque, in condizioni di emergenza perché avevano ampie alternative. Oltre a Odissey c’è anche la sonda europea MarsExpress in orbita marziana pronta ad intervenire. La stessa sonda dell’Esa è stata molto utile nell’aiutare le operazioni di sbarco di Phoenix determinando la sua posizione e consentendo di calcolare al meglio le traiettorie di arrivo».&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Anche giovedì continueranno i test del braccio ma intanto gli scienziati dell’Università dell’Arizona a Tucson hanno identificato le zone in cui la settimana prossima iniziare gli scavi. «Abbiamo scelto un punto davanti alla sonda proprio in mezzo ad una delle zolle a forma di poligono che caratterizzano questa superficie del polo nord» precisa Mark Lemmon dell’Università del Texas e responsabile della camera impiegata dalla sonda per la ricognizione del territorio circostante. «Un secondo punto che seguirà nell’esplorazione – aggiunge Lemmon – è invece al di fuori del poligono».&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Gli scavi con il braccio robotizzato procederanno scendendo di circa tre centimetri al giorno in profondità. I campioni raccolti e scaricati nel laboratorio automatico di cui è dotato Phoenix, richiederanno almeno dieci giorni per essere esaminati e offrire una risposta. In base a questa si decide come scavare. Lo scopo è trovare ghiaccio d’acqua e determinare se ci sono le condizioni per un’eventuale sviluppo della vita. Intanto l’anomalia nelle trasmissioni ha allungato i tempi di invio a terra del panorama stereoscopico a 360 gradi raccolto dalla camera con due obiettivi. La sonda ha continuato infatti a lavorare secondo i suoi programmi stivati nella memoria dei computer in attesa di ricevere altri ordini da Terra. Gli ultimi fotogrammi del panorama, dunque, arriveranno al Jpl entro giovedì.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Intanto si verificano tutti i movimenti del braccio, «le sette posizioni che può assumere, per essere certi – spiega Robert Bonitz, arm manager - che non crei problemi durante il suo utilizzo nella penetrazione del suolo».&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E’ purtroppo rinviato a un prossimo futuro l’impiego di un microfono installato sulla sonda e preparato dalla Planetary Society. La sua accensione dovrebbe consentire l’ascolto del soffiare del vento nella zona di sbarco di Phoenix. «Intanto sono prioritarie le indagini scientifiche – sottolinea Peter Smith, dell’Università dell’Arizona e responsabile scientifico della missione – Una volta terminati questi compiti allora prenderemo in considerazione anche l’uso del microfono».&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L’emozione di un suono marziano deve insomma aspettare.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Pubblicato su Pergamon Journal, http://pergamonjournal.blogspot.com&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/101120682203898409-3863241646573552256?l=pergamonjournal.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/feeds/3863241646573552256/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/2008/05/la-sonda-phoenix-e-atterrata-su-marte.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/101120682203898409/posts/default/3863241646573552256'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/101120682203898409/posts/default/3863241646573552256'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/2008/05/la-sonda-phoenix-e-atterrata-su-marte.html' title='La sonda Phoenix è atterrata su Marte'/><author><name>Wellington</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-101120682203898409.post-9042734597270414081</id><published>2008-05-25T11:20:00.001+02:00</published><updated>2012-01-23T16:03:59.352+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Scienza'/><title type='text'>30 mila anomalie climatiche ci accusano</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E’ il più ricco e accurato archivio delle anomalie correlabili al cambiamento climatico che sia stato realizzato finora: quasi 30 mila indicatori di natura fisica, chimica o biologica che ci raccontano come siano mutati dal 1970 al 2005 gli ambienti naturali del nostro pianeta. Trent'anni di metamorfosi rapide e sconvolgenti, che interessano tutti i continenti della Terra e che sono riconducibili all’aumento delle temperature medie di un grado causato dall’effetto serra. Ne sono autori Cynthia Rosenzweig, una climatologa del Nasa Goddard Institute for Space Science, e numerosi suoi colleghi appartenenti a una decina di altre istituzioni scientifiche, i quali hanno deciso di raccontare sull’ultimo numero della rivista Nature (15 maggio 2008) la forza e la vastità dell'impatto umano sul clima. Con un messaggio finale rivolto agli scettici: tutto questo non può che riportare alle responsabilità dell’uomo e al suo attuale modello di sviluppo.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;Per continuare a leggere, &lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: bold;"&gt;&lt;a href="http://science.pergamonjournal.org/2008/05/le-anomalie-climatiche-ci-accusano.html"&gt;fai clic qui&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Pubblicato su Pergamon Journal, http://pergamonjournal.blogspot.com&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/101120682203898409-9042734597270414081?l=pergamonjournal.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/feeds/9042734597270414081/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/2008/05/30-mila-anomalie-climatiche-ci-accusano.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/101120682203898409/posts/default/9042734597270414081'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/101120682203898409/posts/default/9042734597270414081'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/2008/05/30-mila-anomalie-climatiche-ci-accusano.html' title='30 mila anomalie climatiche ci accusano'/><author><name>Wellington</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-101120682203898409.post-4604152069055308842</id><published>2008-05-25T11:17:00.001+02:00</published><updated>2008-05-25T11:19:42.342+02:00</updated><title type='text'>L'ode ad Afrodite di Saffo</title><content type='html'>&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt;Afrodite immortale che siede su un trono intarsiato,&lt;br /&gt;figlia di Zeus tessitrice di inganni, ti supplico,&lt;br /&gt;non domare il cuore ne con ansie ne con tormenti,&lt;br /&gt;oh divina,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ma vienimi accanto, anche altre volte&lt;br /&gt;ascoltavi il mio grido da lontano&lt;br /&gt;stando in ascolto, lasciando la casa del padre&lt;br /&gt;d’oro giungesti...&lt;/span&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Per continuare a leggere, &lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: bold;"&gt;&lt;a href="http://history.pergamonjournal.org/2008/05/lode-ad-afrodite-di-saffo.html"&gt;fai clic qui&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Pubblicato su Pergamon Journal, http://pergamonjournal.blogspot.com&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/101120682203898409-4604152069055308842?l=pergamonjournal.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/feeds/4604152069055308842/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/2008/05/lode-ad-afrodite-di-saffo.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/101120682203898409/posts/default/4604152069055308842'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/101120682203898409/posts/default/4604152069055308842'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/2008/05/lode-ad-afrodite-di-saffo.html' title='L&apos;ode ad Afrodite di Saffo'/><author><name>Wellington</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-101120682203898409.post-3674205465822362395</id><published>2008-05-25T11:15:00.000+02:00</published><updated>2012-01-23T16:03:01.627+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Scienza'/><title type='text'>Le anomalie climatiche ci accusano</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E’ il più ricco e accurato archivio delle anomalie correlabili al cambiamento climatico che sia stato realizzato finora: quasi 30 mila indicatori di natura fisica, chimica o biologica che ci raccontano come siano mutati dal 1970 al 2005 gli ambienti naturali del nostro pianeta. Trent'anni di metamorfosi rapide e sconvolgenti, che interessano tutti i continenti della Terra e che sono riconducibili all’aumento delle temperature medie di un grado causato dall’effetto serra. Ne sono autori Cynthia Rosenzweig, una climatologa del Nasa Goddard Institute for Space Science, e numerosi suoi colleghi appartenenti a una decina di altre istituzioni scientifiche, i quali hanno deciso di raccontare sull’ultimo numero della rivista Nature (15 maggio 2008) la forza e la vastità dell'impatto umano sul clima. Con un messaggio finale rivolto agli scettici: tutto questo non può che riportare alle responsabilità dell’uomo e al suo attuale modello di sviluppo.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;«Questo è il primo studio a legare insieme l’andamento delle temperature globali e i cambiamenti osservati in un vasto contesto di sistemi fisici e biologici», spiega la Rosenzweig, enumerando alcuni dei fattori di cambiamento più appariscenti. Fra questi: l’assottigliamento dei ghiacciai; lo scioglimento del permafrost (il terreno perennemente congelato in paesi come la Siberia o il Canada); l’aumento delle temperature medie dell’acqua in laghi, fiumi e bacini chiusi come il Mediterraneo; le fioriture primaverili anticipate di centinaia di specie vegetali; lo spostamento verso le latitudini più alte di piante e di animali che tentano di sfuggire all’eccesso di caldo; l’invasione di specie tropicali nei mari surriscaldati delle medie latitudini; le migrazioni degli uccelli ritardate in autunno, anticipate in primavera o addirittura cancellate quando si verificano inverni molto miti. «Si tratta di un panorama talmente ricco di casi, di portata talmente ampia, e così strettamente correlabile all’aumento delle temperature medie riscontrabile in ogni continente della Terra, che non è possibile invocare le naturali oscillazioni del sistema climatico per giustificarlo», spiegano gli autori dello studio. Mutamenti di questa portata, in tempi così brevi, non hanno precedenti nelle ultime centinaia di migliaia di anni. L’uomo e l’aumento esponenziale dei suoi gas serra, emergono come i fattori che più di ogni altra causa naturale di breve periodo (attività vulcanica, variazioni della radiazione solare, eccetera) possono aver provocato tutto ciò.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Pubblicato su Pergamon Journal, http://pergamonjournal.blogspot.com&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/101120682203898409-3674205465822362395?l=pergamonjournal.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/feeds/3674205465822362395/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/2008/05/le-anomalie-climatiche-ci-accusano.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/101120682203898409/posts/default/3674205465822362395'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/101120682203898409/posts/default/3674205465822362395'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/2008/05/le-anomalie-climatiche-ci-accusano.html' title='Le anomalie climatiche ci accusano'/><author><name>Wellington</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-101120682203898409.post-6907568416969933594</id><published>2008-04-03T21:51:00.000+02:00</published><updated>2012-01-23T16:03:59.348+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Scienza'/><title type='text'>La vita animale ritardata da un metallo?</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La vita animale sulla Terra sarebbe comparsa con un ritardo di due miliardi di anni a causa di una deficienza di ossigeno e di un metallo pesante, il molibdeno, nelle profondità dell'oceano. Lo sostiene, in un articolo pubblicato su Nature, un gruppo di ricerca internazionale coordinato da Clint Scott dell'università della California a Riverside. I ricercatori hanno raccolto dati relativi al mobilideno, un oligonutriente necessario a molte forme di vita, e informazioni sui materiali organici contenuti nei campioni di argillite nera prelevata negli oceani. Una roccia, spiegano gli esperti, che contenendo resti di questi due materiali, è preziosissima per ricostruire la storia dell'ossidazione degli oceani.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per continuare a leggere, &lt;a href="http://scienze-pergamonjournal.blogspot.com/2008/04/la-vita-animale-ritardata-da-un-metallo.html"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;fai clic qui&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Pubblicato su Pergamon Journal, http://pergamonjournal.blogspot.com&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/101120682203898409-6907568416969933594?l=pergamonjournal.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/feeds/6907568416969933594/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/2008/04/la-vita-animale-ritardata-da-un-metallo.html#comment-form' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/101120682203898409/posts/default/6907568416969933594'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/101120682203898409/posts/default/6907568416969933594'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/2008/04/la-vita-animale-ritardata-da-un-metallo.html' title='La vita animale ritardata da un metallo?'/><author><name>Pergamon Journal</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-101120682203898409.post-3478394998367559928</id><published>2008-04-03T21:47:00.000+02:00</published><updated>2012-01-23T16:03:01.609+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Scienza'/><title type='text'>La vita animale ritardata da un metallo?</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La vita animale sulla Terra sarebbe comparsa con un ritardo di due miliardi di anni a causa di una deficienza di ossigeno e di un metallo pesante, il molibdeno, nelle profondità dell'oceano. Lo sostiene, in un articolo pubblicato su Nature, un gruppo di ricerca internazionale coordinato da Clint Scott dell'università della California a Riverside. I ricercatori hanno raccolto dati relativi al mobilideno, un oligonutriente necessario a molte forme di vita, e informazioni sui materiali organici contenuti nei campioni di argillite nera prelevata negli oceani. Una roccia, spiegano gli esperti, che contenendo resti di questi due materiali, è preziosissima per ricostruire la storia dell'ossidazione degli oceani.&lt;br /&gt;È noto, proseguono gli esperti, che dopo la crescita dell'ossigeno nell'atmosfera, 2,4 miliardi di anni fa, cominciò anche l'aumento dell'ossigenazione degli oceani per supportare la domanda di questo gas da parte dei microrganismi. Tuttavia, la varietà di queste singole forme di vita monocellulari restò bassa e i loro discendenti multicellulari non comparvero prima di 600 milioni di anni fa. Monitorando le quantità di molibdeno negli antichi sedimenti marini nel tempo, lo studio ha trovato che l'intervallo fra i primi organismi monocellulari e le forme di vita più complesse è coinciso con una significativa diminuzione del molibdeno negli oceani confrontata agli alti livelli misurati oggi. Inoltre lo studio ha evidenziato che l'ossigenazione sulla Terra è stata media prima di 2.200 milioni di anni fa, ma bisogna aspettare solo la fine dell'eone Proterozoico, circa 551 milioni di anni fa, perché le profondità degli oceani diventino più ossigenate e i cicli bio-geo-chimici si stabilizzino, così da creare i presupposti per la comparsa dei primi grandi organismi multicellulari e dare l'avvio all'evoluzione della vita sulla Terra.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Pubblicato su Pergamon Journal, http://pergamonjournal.blogspot.com&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/101120682203898409-3478394998367559928?l=pergamonjournal.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/feeds/3478394998367559928/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/2008/04/la-vita-animale-ritardata-da-un-metallo_03.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/101120682203898409/posts/default/3478394998367559928'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/101120682203898409/posts/default/3478394998367559928'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/2008/04/la-vita-animale-ritardata-da-un-metallo_03.html' title='La vita animale ritardata da un metallo?'/><author><name>Wellington</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-101120682203898409.post-3587654580695030323</id><published>2008-03-29T14:42:00.000+01:00</published><updated>2012-01-23T16:03:59.333+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Scienza'/><title type='text'>L'Ora della Terra</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;È cominciato a Tel Aviv il conto alla rovescia per l' «Earth Hour», "l'Ora della Terra" voluta dal Wwf in tutti i diversi continenti del pianeta: giovedì sera la città è rimasta un'ora al buio, per la coincidenza del Sabbah ebraico. Dalla base australiana dell'Antartide al Golden Gate, dalle Cascate del Niagara oltre 30 milioni di cittadini scelgono sabato un gesto salva-clima. Sydney già al buio per la terra. Luci spente all’Opera House e al Ponte Harbour, nell’ambito della Earth Hour. L'evento mondiale vedrà oltre 380 città spegnere i monumenti più simbolici ma anche uffici, scuole, edifici privati dalle 20.00 alle 21.00 ora locale, un messaggio planetario da lanciare a tutti i governi sulla necessità di tagliare le emissioni di gas serra. L'evento è anche per il Wwf Italia l'avvio della piattaforma virtuale di GenerAzione Clima che attiverà quest'anno sei Cantieri per il Clima: efficienza energetica, trasporti, normativa, biodiversità, aziende.&lt;br /&gt;«Anche l'Italia, sarà dunque presente a questo simbolico appuntamento con uno dei nostri monumenti più rappresentativi, il Colosseo, insieme alla città "simbolo" dei cambiamenti climatici, Venezia - ha commentato Michele Candotti, Direttore generale del WWF Italia. - Earth Hour dimostra che il contributo di ciascuno di noi può essere fondamentale per raggiungere l' obiettivo della campagna, ovvero, il taglio del 30% delle emissioni al 2020 il cui risultato concorrerebbe alla salvaguardia del 20-30% delle specie animali e vegetali più a rischio e la riduzione degli impatti sull'uomo».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per continuare a leggere, &lt;a href="http://scienze-pergamonjournal.blogspot.com/2008/03/lora-della-terra.html"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;fai clic qui&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Pubblicato su Pergamon Journal, http://pergamonjournal.blogspot.com&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/101120682203898409-3587654580695030323?l=pergamonjournal.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/feeds/3587654580695030323/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/2008/03/lora-della-terra.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/101120682203898409/posts/default/3587654580695030323'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/101120682203898409/posts/default/3587654580695030323'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/2008/03/lora-della-terra.html' title='L&apos;Ora della Terra'/><author><name>Pergamon Journal</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-101120682203898409.post-6410536167902847466</id><published>2008-03-29T14:39:00.000+01:00</published><updated>2012-01-23T16:03:01.677+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Scienza'/><title type='text'>L'Ora della Terra</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;È cominciato a Tel Aviv il conto alla rovescia per l' «Earth Hour», "l'Ora della Terra" voluta dal Wwf in tutti i diversi continenti del pianeta: giovedì sera la città è rimasta un'ora al buio, per la coincidenza del Sabbah ebraico. Dalla base australiana dell'Antartide al Golden Gate, dalle Cascate del Niagara oltre 30 milioni di cittadini scelgono sabato un gesto salva-clima. Sydney già al buio per la terra. Luci spente all’Opera House e al Ponte Harbour, nell’ambito della Earth Hour. L'evento mondiale vedrà oltre 380 città spegnere i monumenti più simbolici ma anche uffici, scuole, edifici privati dalle 20.00 alle 21.00 ora locale, un messaggio planetario da lanciare a tutti i governi sulla necessità di tagliare le emissioni di gas serra. L'evento è anche per il Wwf Italia l'avvio della piattaforma virtuale di GenerAzione Clima che attiverà quest'anno sei Cantieri per il Clima: efficienza energetica, trasporti, normativa, biodiversità, aziende. «Anche l'Italia, sarà dunque presente a questo simbolico appuntamento con uno dei nostri monumenti più rappresentativi, il Colosseo, insieme alla città "simbolo" dei cambiamenti climatici, Venezia - ha commentato Michele Candotti, Direttore generale del WWF Italia. - Earth Hour dimostra che il contributo di ciascuno di noi può essere fondamentale per raggiungere l' obiettivo della campagna, ovvero, il taglio del 30% delle emissioni al 2020 il cui risultato concorrerebbe alla salvaguardia del 20-30% delle specie animali e vegetali più a rischio e la riduzione degli impatti sull'uomo».&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L'Earth Hour, partita da Sydney nel 2007 con il coinvolgimento dei suoi 2,2 milioni di abitanti, quest'anno è arrivata a decine di milioni di persone in tutto il mondo. L'idea è quella di coinvolgere nello stesso giorno dell'anno e per un'ora quante più persone possibili ai capi opposti del mondo, unite in un simbolico ed eloquente messaggio: tagliare le emissioni inquinanti e agire per fermare i cambiamenti climatici.&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.corriere.it/gallery/Cronache/2008/03_Marzo/earth/1/earth.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 320px; height: 236px;" src="http://www.corriere.it/gallery/Cronache/2008/03_Marzo/earth/1/earth.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Il "giro del mondo" dell'Ora della Terra, dopo l'anticipazione a Tel Aviv, è ripreso sabato mattina dalle 9.00 (ore 20.00 locali) in Nuova Zelanda (Christchurch), nelle Isole Fiji (Suva e Lautoka) e nel piccolo arcipelago di Tuvalu, uno dei più minacciati dal pericolo dell'innalzamento dei mari. Seguono nell'evento l'Opera House di Sydney (ore 11.00 in Italia), e sempre in Australia decine di altre città. Alle 12.00 tocca a Seoul , Corea del Sud, alle 13.00 Perth, sempre in Australia, Manila (Filippine) e Kuala Lumpur (Malesia). La maratona per il clima prosegue a Bangkok (Thailandia, ore 14.00), Jakarta (Indonesia) e poi Dhaka (Bangladesh, ore 15.00) Bangalore e Mumbai (India). Poi spegne le luci per un'ora Dubai (Emirati Arabi, ore 17.00), e Kuwait. Alle 19.00 buio a Damasco (Siria), As-Salt (Giordania), Kfar-Saba (Israele). È la volta dell'Europa con Sofia (Bulgaria) e Espoo (Finlandia). Alle 20.00 pronte all'appuntamento ci saranno Budapest (Ungheria), Ginevra (Svizzera) e Varsavia (Polonia), Puerto Rico (Spagna) ma sarà anche la volta dell' Italia: hanno aderito all'invito del Wwf la città di Roma, con il Colosseo spento per un ora, e Venezia, la città «simbolo» della minaccia del fenomeno dei cambiamenti climatici, che spegnerà la sede del Municipio, Cà Farsetti, sul Canal Grande e la torre di Mestre. Poi decine di città anche in Inghilterra dove si spegneranno il Brighton Pier (nel Sussex) e la residenza ufficiale del principe Carlo nel Gloucestershire, l'Highgrove House, ma anche decine edifici a Londra, Birmingham, Brighton. L'Earth Hour attraverserà poi l'oceano Atlantico per iniziare alle 24.00 con Curitiba (Brasile), Montevideo (Uruguay), Buenos Aires (Argentina). La mattina di domenica toccherà a Santa Cruz, Caracas (Venezuela). Forte la partecipazione delle città degli Stati Uniti e del Canada. A Chicago si spegneranno lo stadio Soldier Field, sede dei Chicago Bears e la Sears Tower, tra gli edifici più alt del mondo. Poi sarà la volta del Golden Gate e la prigione di Alcatraz a San Francisco, Miami (ore 2.00), Minneapolis, Mexico City, Denver ma anche Phoenix per salire poi fino alle Cascate del Niagara in Canada. Questo paese sarà uno dei più attivi con oltre 100 città coinvolte tra cui Vancouver, Toronto, Montreal, Ottawa.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Pubblicato su Pergamon Journal, http://pergamonjournal.blogspot.com&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/101120682203898409-6410536167902847466?l=pergamonjournal.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/feeds/6410536167902847466/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/2008/03/l-della-terra.html#comment-form' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/101120682203898409/posts/default/6410536167902847466'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/101120682203898409/posts/default/6410536167902847466'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/2008/03/l-della-terra.html' title='L&amp;#39;Ora della Terra'/><author><name>Wellington</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-101120682203898409.post-5617259868187214020</id><published>2008-03-09T18:30:00.003+01:00</published><updated>2012-01-23T16:03:59.339+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Scienza'/><title type='text'>L'esplorazione spaziale del futuro</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Domenica mattina, poco prima dell'alba in Europa, dalla base spaziale nella Guyana francese ai bordi della foresta amazzonica volerà in orbita la più complicata e più grande astronave automatica mai costruita (Guarda la scheda). Frutto di un piano dell'agenzia europea Esa, il cargo cosmico delle dimensioni di un autobus a due piani, è destinato a garantire i rifornimenti della Stazione Spaziale Internazionale che ruota intorno alla Terra a 400 chilometri d'altezza. Lo hanno battezzato Jules Verne e infatti c'è molta fantascienza nel viaggio e nelle attività del nuovo veicolo robotizzato. Dopo essersi liberato dal lanciatore Ariane-5 che lo trasporta oltre l'atmosfera, con i suoi sensori troverà la giusta posizione tra le stelle e autoguidandosi con il Gps andrà alla ricerca della Stazione.&lt;br /&gt;Una volta individuata lancerà raggi laser per calibrare l'avvicinamento e arrivare all'aggancio con la precisione di un centimetro e mezzo; il tutto mentre Verne ela stazione corrono alla velocità di 27 mila chilometri orari. Poi rimarrà unito alla base orbitale per sei mesi e intanto gli astronauti trasferiranno le quasi otto tonnellate di rifornimenti portate da terra: ci sono propellenti, ossigeno, acqua, cibo e strumentazione scientifica. Ma durante la permanenza Verne dovrà compiere un'operazione importante per la sopravvivenza della stessa Stazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per continuare a leggere l'articolo, &lt;a href="http://scienze-pergamonjournal.blogspot.com/2008/03/lesplorazione-spaziale-del-futuro.html"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;fai clic qui&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Pubblicato su Pergamon Journal, http://pergamonjournal.blogspot.com&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/101120682203898409-5617259868187214020?l=pergamonjournal.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/feeds/5617259868187214020/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/2008/03/lesplorazione-spaziale-del-futuro.html#comment-form' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/101120682203898409/posts/default/5617259868187214020'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/101120682203898409/posts/default/5617259868187214020'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/2008/03/lesplorazione-spaziale-del-futuro.html' title='L&apos;esplorazione spaziale del futuro'/><author><name>Pergamon Journal</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-101120682203898409.post-3192100754538181553</id><published>2008-03-09T18:15:00.000+01:00</published><updated>2012-01-23T15:58:31.379+01:00</updated><title type='text'>L'esplorazione spaziale del futuro</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Domenica mattina, poco prima dell'alba in Europa, dalla base spaziale nella Guyana francese ai bordi della foresta amazzonica volerà in orbita la più complicata e più grande astronave automatica mai costruita (&lt;a href="javascript:pr4('/Corriere%20della%20Sera/Primo_Piano/Scienze_e_Tecnologie/2008/03_Marzo/07/pop_astronave.xml',450,500)" target=""&gt;&lt;u&gt;Guarda la scheda&lt;/u&gt;&lt;/a&gt;). Frutto di un piano dell'agenzia europea Esa, il cargo cosmico delle dimensioni di un autobus a due piani, è destinato a garantire i rifornimenti della Stazione Spaziale Internazionale che ruota intorno alla Terra a 400 chilometri d'altezza. Lo hanno battezzato Jules Verne e infatti c'è molta fantascienza nel viaggio e nelle attività del nuovo veicolo robotizzato. Dopo essersi liberato dal lanciatore Ariane-5 che lo trasporta oltre l'atmosfera, con i suoi sensori troverà la giusta posizione tra le stelle e autoguidandosi con il Gps andrà alla ricerca della Stazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object height="345" width="415"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/yB0HpmuoRA4"&gt;&lt;param name="wmode" value="transparent"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/yB0HpmuoRA4" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" height="345" width="415"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una volta individuata lancerà raggi laser per calibrare l'avvicinamento e arrivare all'aggancio con la precisione di un centimetro e mezzo; il tutto mentre Verne ela stazione corrono alla velocità di 27 mila chilometri orari. Poi rimarrà unito alla base orbitale per sei mesi e intanto gli astronauti trasferiranno le quasi otto tonnellate di rifornimenti portate da terra: ci sono propellenti, ossigeno, acqua, cibo e strumentazione scientifica. Ma durante la permanenza Verne dovrà compiere un'operazione importante per la sopravvivenza della stessa Stazione. Questa, infatti, rallenta progressivamente per l'attrito causato dalle rare molecole presenti anche a quella quota e quindi si abbassa. Se in qualche modo non venisse rialzata finirebbe per cadere nell'atmosfera. Verne, quindi, accenderà i suoi quattro motori e la riporterà nella posizione voluta. Terminato il soggiorno, il cargo spaziale sarà riempito dell'immondizia accumulata sulla Stazione e poi si sgancerà andando a disintegrarsi nell'atmosfera sopra l'Oceano Pacifico per non creare problemi. Costruire Verne è stata un'impresa di altissima ingegneria in vari campi, dai materiali all'elettronica, che in Europa ha coinvolto 1600 tecnici e ingegneri di una trentina di società guidate da Eads-Astrium. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;" id="rectangle right" class="right"&gt;&lt;!-- OAS AD '180x150'begin --&gt; &lt;script type="text/javascript"&gt; OAS_AD('Bottom1'); &lt;/script&gt;  &lt;!-- OAS AD '180x150' end --&gt;    &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt; «In Italia abbiamo realizzato tutta la sua struttura&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; &lt;/span&gt;— precisa Alberto Penazzi, amministratore delegato di Thales Alenia Space —. Oltre il Verne fabbricheremo sei veicoli che garantiranno i collegamenti fino al 2014 impegnando oltre un centinaio di tecnici altamente specializzati ». Altre società italiane (Elsag Datamat, Dataspazio e Selex Galileo) hanno invece contribuito per l'elettronica e i sensori. All'astronave automatica dell'Esa (costata 1,2 miliardi di euro) è legato l'utilizzo della Stazione soprattutto dal 2010 quando lo shuttle della Nasa smetterà di volare. Allora soltanto Verne soddisfarà le necessità dei rifornimenti necessari alla vita e al lavoro sulla base mentre gli astronauti per arrivarci e tornare dovranno far ricorso alle piccole navicelle russe Soyuz. Un ulteriore aiuto arriverà dalla altrettanto piccola navicella — sempre russa— Progress capace però di trasportare carichi tre volte inferiori a Verne. Ma il nuovo veicolo europeo è solo un punto di partenza. Gli ingegneri dell'Esa stanno già studiando delle versioni con capsula recuperabile che in prospettiva potrà accogliere gli astronauti. &lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Pubblicato su Pergamon Journal, http://pergamonjournal.blogspot.com&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/101120682203898409-3192100754538181553?l=pergamonjournal.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/feeds/3192100754538181553/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/2008/03/l-spaziale-del-futuro.html#comment-form' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/101120682203898409/posts/default/3192100754538181553'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/101120682203898409/posts/default/3192100754538181553'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/2008/03/l-spaziale-del-futuro.html' title='L&amp;#39;esplorazione spaziale del futuro'/><author><name>Wellington</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-101120682203898409.post-8535546856343562326</id><published>2008-03-02T17:58:00.000+01:00</published><updated>2010-04-20T21:36:03.322+02:00</updated><title type='text'>I benefici dell'esplorazione dello spazio</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Cosa c’entra la Nasa con la nostra vita di tutti i giorni? Qualcosa c’entra. Alcuni strumenti che usiamo nella quotidianità sono stati sviluppati proprio dall’ente spaziale americano, come per esempio la racchetta da tennis (non più di legno) o il termometro da orecchio a infrarossi.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ognuno di noi sfrutta la sua tecnologia più di quanto crede. Non è strano trovare le invenzioni per lo spazio proprio dentro casa: in cucina, in salotto, in camera da letto e persino nella stanza da bagno. Per mostrare i suoi prodotti di successo la Nasa ha aggiunto sul suo sito web una sezione interattiva dedicata alle migliori invenzioni, chiamandola Nasa Home and City. L’accesso è possibile anche dalla home page del sito attraverso il pulsante multimedia. Per dare maggiore effetto all’esposizione è stata adottata un’animazione grafica in 3D, simile a quella dei moderni cartoon computerizzati o a quella di &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Second Life. Entrando nell’area appaiono in sequenza frasi come «Lo spazio esiste nelle tue scarpe», «Lo spazio esiste nella tua racchetta da tennis». E poi, nel cibo per bambini, nel frigorifero e in ogni cosa che vedi.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Cliccando sulla casa, l’ambiente che appare in primo piano è il bagno. Tra gli oggetti «made in Nasa» ci sono il termometro da orecchio ad infrarossi (dà la temperatura in due secondi), il dentifricio ingeribile (adatto per i bambini e le persone con paralisi facciali), i cosmetici, leghe di metallo con memoria (i rubinetti cambiano colore con la temperatura), i water con &lt;/div&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://4.bp.blogspot.com/_4zPWcsIm4ww/R8rd4E2vwuI/AAAAAAAABT4/JxBOF6mJSVI/s320/GPS_Satellite_NASA_art-iif.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5173191077434213090" /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;trattamento ecologico degli scarichi, le finiture di ottone (inattaccabili da abrasivi e prodotti chimici), i sistemi per depurare acqua con gli ioni, le superfici isolanti che riflettono. Facendo un giro nella cucina invece troviamo: gli alimenti per bambini (arricchiti di nutrienti), i sistemi di depurazione dell’acqua corrente, la miniaspirapolvere portatile elettrica, il frigorifero-forno collegato a internet, i contenitori per conservare il cibo in frigo (un esempio le vaschette delle lasagne pronte che troviamo al supermercato), i pannelli per l’energia solare. Vari gli oggetti che compongono la camera da letto: dalle scarpe da tennis al pc con software avanzati, dalle lampadine per la scrivania agli attrezzi di metallo, come racchette e mazze da golf. E ancora: l’equipaggiamento per lo sport, il cuscino con forma anatomica, l’abbigliamento cucito con tessuti tecnologici. Gli accessori posizionati in salotto sono: una chitarra che rappresenta tutti gli strumenti musicali perfezionati con i nuovi materiali Nasa, il dispositivo ai raggi X portatile, i sistemi di purificazione dell’aria, l’auricolare wireless, gli occhiali da sole anti-graffio e la pittura isolante per le pareti. Ogni elemento dell’ambiente, casalingo o di lavoro, è corredato di dettagli e descrizioni tecniche a cui è possibile accedere attraverso altri collegamenti. Per quanto riguarda la «City» ci sono alcune invenzioni molto utili, come il rivelatore di fumo, i materiali che hanno migliorato la sicurezza di aerei e mezzi di trasporto, le leghe per gli arti artificiali alla Pistorius, pneumatici per auto, i crash-test di sicurezza e molto altro ancora. Si spazia dai prodotti industriali alle apparecchiature mediche, passando per le innovazioni che garantiscono maggiore sicurezza sul lavoro. Ogni oggetto è anche rappresentato da una figura che aiuta a capire di cosa si tratta. La presentazione che mette in mostra la bravura dell’ente spaziale potrebbe servire a raccogliere ulteriori finanziamenti. E magari è stata pensata proprio per questo scopo. Ma ad autopromuoversi non c’è niente di male.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Pubblicato su Pergamon Journal, http://pergamonjournal.blogspot.com&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/101120682203898409-8535546856343562326?l=pergamonjournal.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/feeds/8535546856343562326/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/2008/03/i-benefici-dell-dello-spazio.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/101120682203898409/posts/default/8535546856343562326'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/101120682203898409/posts/default/8535546856343562326'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/2008/03/i-benefici-dell-dello-spazio.html' title='I benefici dell&amp;#39;esplorazione dello spazio'/><author><name>Wellington</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_4zPWcsIm4ww/R8rd4E2vwuI/AAAAAAAABT4/JxBOF6mJSVI/s72-c/GPS_Satellite_NASA_art-iif.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-101120682203898409.post-8654335553873709635</id><published>2008-02-25T17:55:00.000+01:00</published><updated>2010-04-20T21:36:03.672+02:00</updated><title type='text'>Olimpiadi: brutta fineper cani e gatti</title><content type='html'>&lt;p align="justify"&gt;Tempi duri per gatti e cani randagi di Pechino: rischiano tutti di fare una brutta fine a causa delle Olimpiadi in calendario dall'8 agosto nella capitale cinese. In dichiarazioni riportate oggi dal Times, Qin Xiaona - capo di un importante associazione animalista cinese - denuncia il modo piuttosto brutale con cui si sta procedendo al repulisti di cani e gatti &amp;#171;senza tetto&amp;#187; deciso dalle autorit&amp;#224; di Pechino in vista dei Giochi olimpici. &amp;#171;Noi abitanti di Pechino - afferma la signora Qin - siamo pronti a vivere senza elettricit&amp;#224;, senz'acqua, senza automobili pur di assicurare il successo delle Olimpiadi ma siamo contrari a Olimpiadi che costino la vita degli animali. Sarebbe una tragedia&amp;#187;. Nella corrispondenza da Pechino il Times scrive che a detta degli animalisti i gatti randagi (ce ne sarebbero almeno duecentomila) vengono presi e stivati in &amp;#171;gabbie grandi come un forno a microonde&amp;#187;. In teoria dovrebbero essere trasportati in un centro zoologico nella provincia di Changping, ma al novanta per cento si tratta di bestie malate, in particolare i maschi che spesso soffrono di infezioni per effetto della rudimentale castrazione alla quale sono stati sottoposti.&amp;#160; &amp;#171;Sono condizioni da tortura. E la situazione &amp;#232; molto peggiore per i cani&amp;#187;, lamenta Qin Xiaona. La sua &amp;quot;Associazione per il benessere degli animali della capitale&amp;quot; si &amp;#232; offerta di collaborare con le autorit&amp;#224; cittadine per rimuovere i randagi &amp;#171;in modo umano&amp;#187; ma questa disponibilit&amp;#224; &amp;#171;&amp;#232; stata ignorata&amp;#187;. Le autorit&amp;#224; cinesi hanno ordinato la totale &amp;#171;rimozione&amp;#187; degli animali randagi da Pechino entro la fine di giugno: &amp;#171;Vogliono - spiega la signora Qin - che gli atleti olimpici non ne vedano nemmeno uno. E questo perch&amp;#232; i cinesi ci tengono molto a fare bella figura&amp;#187;&lt;/p&gt;  &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Pubblicato su Pergamon Journal, http://pergamonjournal.blogspot.com&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/101120682203898409-8654335553873709635?l=pergamonjournal.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/feeds/8654335553873709635/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/2008/02/olimpiadi-brutta-fineper-cani-e-gatti.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/101120682203898409/posts/default/8654335553873709635'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/101120682203898409/posts/default/8654335553873709635'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/2008/02/olimpiadi-brutta-fineper-cani-e-gatti.html' title='Olimpiadi: brutta fineper cani e gatti'/><author><name>Wellington</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-101120682203898409.post-2285182664364257727</id><published>2008-02-24T18:24:00.001+01:00</published><updated>2008-02-24T18:24:01.260+01:00</updated><title type='text'>Eccole invenzioni che cambieranno il futuro</title><content type='html'>&lt;p align="justify"&gt;Sono dieci e sono le tecnologie che quest&amp;#8217;anno potrebbero fare la differenza: su di loro scommettono gli esperti del MIT Technology Review, la bibbia sulle visioni e intuizioni future in campo tecnologico e scientifico. Nel numero appena pubblicato la rivista anche quest&amp;#8217;anno presenta la sua lista dedicandovi la copertina del numero di marzo/aprile.&amp;#160; Sono dieci nuovi settori della ricerca tecnologica dall&amp;#8217;energia all&amp;#8217;internet, dalle biotecnologie all&amp;#8217;informatica pura passando per il nanotech. Se troveranno il giusto modello economico e magari i capitali per andare avanti, potranno aiutare a migliorare il mondo. Molte devono ancora essere affinate: probabilmente ne sentiremo parlare solo tra qualche anno. Tanti dei nomi presenti nella top ten poi sono pressappoco sconosciuti, mentre di altre frontiere si intuisce soltanto il campo d&amp;#8217;azione. &lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Per continuare a leggere, &lt;strong&gt;&lt;a href="http://scienze-pergamonjournal.blogspot.com/2008/02/eccole-invenzioni-che-cambieranno-il.html" target="_blank"&gt;fai clic qui&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;  &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Pubblicato su Pergamon Journal, http://pergamonjournal.blogspot.com&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/101120682203898409-2285182664364257727?l=pergamonjournal.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/feeds/2285182664364257727/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/2008/02/eccole-invenzioni-che-cambieranno-il.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/101120682203898409/posts/default/2285182664364257727'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/101120682203898409/posts/default/2285182664364257727'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/2008/02/eccole-invenzioni-che-cambieranno-il.html' title='Eccole invenzioni che cambieranno il futuro'/><author><name>Pergamon Journal</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-101120682203898409.post-7176349792379618883</id><published>2008-02-24T18:22:00.000+01:00</published><updated>2010-04-20T21:36:03.681+02:00</updated><title type='text'>Eccole invenzioni che cambieranno il futuro</title><content type='html'>&lt;p align="justify"&gt;Sono dieci e sono le tecnologie che quest&amp;#8217;anno potrebbero fare la differenza: su di loro scommettono gli esperti del MIT Technology Review, la bibbia sulle visioni e intuizioni future in campo tecnologico e scientifico. Nel numero appena pubblicato la rivista anche quest&amp;#8217;anno presenta la sua lista dedicandovi la copertina del numero di marzo/aprile.&amp;#160; Sono dieci nuovi settori della ricerca tecnologica dall&amp;#8217;energia all&amp;#8217;internet, dalle biotecnologie all&amp;#8217;informatica pura passando per il nanotech. Se troveranno il giusto modello economico e magari i capitali per andare avanti, potranno aiutare a migliorare il mondo. Molte devono ancora essere affinate: probabilmente ne sentiremo parlare solo tra qualche anno. Tanti dei nomi presenti nella top ten poi sono pressappoco sconosciuti, mentre di altre frontiere si intuisce soltanto il campo d&amp;#8217;azione. Ecco i dieci settori scelti dalla redazione del Pergamon Journal. Si comincia con i biocarburanti estratti dalla cellulosa, che potenzialmente si prestano a ridurre drasticamente le emissioni nocive grazie all&amp;#8217;uso delle biomasse. Molte aziende stanno lavorando alla loro preparazione, il cui processo &amp;#232; per&amp;#242; ancora molto costoso. Per migliorare invece le risonanze magnetiche, ma anche per localizzare esplosivi pericolosi, o depositi di minerali, sta lavorando la frontiera dei magnetometri atomici miniaturizzati. Della dimensione di un chicco di grano, promettono potenza e affidabilit&amp;#224; pari ai loro colleghi di grande statura. Cinque sono le tecnologie delle meraviglie sviluppate in campo informatico: si va dai modelli predittivi che aiutano a prendere le decisioni giuste in ogni settore (politica, finanza, ma anche gestione del traffico) con modelli matematici trasformati in software, fino a microchip per abbattere i consumi delle batterie dei cellulari. Passando per i &amp;#171;connectomics&amp;#187;, che aiutano a mappare le sinapsi nel cervello umano, creano diagrammi complessi per comprendere meglio la formazione di autismo e schizofrenia; o ancora il data mining applicato alle comunicazioni via telefonino, per analizzare i comportamenti e offrire poi servizi di supporto alle attivit&amp;#224; di tutti i giorni. E, per concludere, applicazioni di ogni genere per lavorare che possano usufruire dei pregi della Rete uniti a quelli del lavorare sul proprio Pc, un ambiente mix tra on e offline che ha, almeno questa volta, gi&amp;#224; un prodotto sul mercato (Adobe Air). Ed ecco le ultime tre meraviglie, tutte accomunate dalla ricerca ingegneristica che sta alla loro base. La prima sono i transistor basati sul grafene, materiale ottenuto in laboratorio dalla grafite, che permette di velocizzare ulteriormente la potenza dei chip. La seconda sono invece le nanoradio, singole molecole che possono ricevere i segnali radio, davvero utili per esempio all&amp;#8217;interno dei telefoni cellulari. E, ultima frontiera delle dieci, resta quella della trasmissione di elettricit&amp;#224; agli apparecchi senza l&amp;#8217;uso dei fili.&lt;/p&gt;  &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Pubblicato su Pergamon Journal, http://pergamonjournal.blogspot.com&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/101120682203898409-7176349792379618883?l=pergamonjournal.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/feeds/7176349792379618883/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/2008/02/eccole-invenzioni-che-cambieranno-il_24.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/101120682203898409/posts/default/7176349792379618883'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/101120682203898409/posts/default/7176349792379618883'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/2008/02/eccole-invenzioni-che-cambieranno-il_24.html' title='Eccole invenzioni che cambieranno il futuro'/><author><name>Wellington</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-101120682203898409.post-3285381987673298507</id><published>2008-02-19T17:52:00.000+01:00</published><updated>2012-01-23T16:03:01.600+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Scienza'/><title type='text'>Paradosso: una pianta che muore per fiorire</title><content type='html'>&lt;p align="justify"&gt;Una pianta che muore per poter fiorire. Sembra molto poetico, ma questo è il triste destino di una palma recentemente scoperta in Madagascar dal proprietario di una piantagione nel nord-ovest della grande isola e successivamente studiata dai ricercatori del Kew Gardens, il famoso giardino botanico di Londra. «La pianta», ha raccontato John Dransfield, co-autore dello studio, al Pergamon Journal Science «ha tutto l'aspetto della palma talipot, diffusa nello Sri Lanka ma mai trovata in Madagascar. Da subito abbiamo capito che si doveva trattare di una scoperta interessante». &lt;strong&gt;    &lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;img height="299" src="http://www.focus.it/media/Notizie/2008/02Febbraio/palmaDisegno_32K.jpg" width="200" align="left" /&gt;La ricerca ha ricostruito il ciclo vitale della pianta: una volta ogni cento anni dalla sua sommità spunta uno stelo simile a un asparago da cui poi sboccia una moltitudine di minuscoli fiori bianchi che con il loro nettare succoso attirano ogni tipo di insetti. È a quel punto che la palma, rigogliosa e coperta di infiorescenze, inizia la sua sofferenza: la fioritura infatti impone all'organismo vegetale un tale dispendio di energie da condurlo, nel giro di qualche mese, alla morte per "consunzione". &lt;strong&gt;    &lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;La scoperta, pur interessante, non racconta però niente di veramente nuovo sul mondo vegetale. Esistono infatti casi analoghi, come spiega il professor Paolo Emilio Tomei, del dipartimento di Agronomia Università di Pisa. «Anche la comune agave, presente nei nostri giardini, muore alla fioritura. E in fondo è quello che succede anche nel mondo animale, per esempio ai salmoni, che dopo aver risalito le correnti dei fiumi del nord Europa vanno a morire in massa». Ma perché un organismo muore per potersi riprodurre? Errore evolutivo? «No di certo», continua Tomei, «per questi organismi il solo scopo dell'esistenza è la continuazione della specie (e la trasmissione dei geni rappresenterebbe la vita dopo la morte...), pertanto una volta raggiunto questo obiettivo la loro vita perde di significato. È un ciclo diverso da quello di molti altri organismi, ma non per questo dannoso ai fini dell'evoluzione». &lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Pubblicato su Pergamon Journal, http://pergamonjournal.blogspot.com&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/101120682203898409-3285381987673298507?l=pergamonjournal.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/feeds/3285381987673298507/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/2008/02/paradosso-una-pianta-che-muore-per_19.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/101120682203898409/posts/default/3285381987673298507'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/101120682203898409/posts/default/3285381987673298507'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/2008/02/paradosso-una-pianta-che-muore-per_19.html' title='Paradosso: una pianta che muore per fiorire'/><author><name>Wellington</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-101120682203898409.post-7524827224266367685</id><published>2008-02-16T23:05:00.001+01:00</published><updated>2008-02-16T23:08:37.827+01:00</updated><title type='text'>La guerra d'indipendenza americana</title><content type='html'>&lt;p align="justify"&gt;La guerra dei sette anni aveva posto fine alla dominazione francese sui territo&lt;img height="160" src="http://www.silab.it/storia/as27/images/as27d.jpg" width="211" align="left" /&gt;ri americani, cosicch&amp;#233; i coloni non avevano pi&amp;#249; quel bisogno di protezione che era stato uno dei principali motivi di attaccamento alla patria di origine. Ci&amp;#242; li rendeva pi&amp;#249; insofferenti dei privilegi che l'Inghilterra si era riservata, che risultavano tanto pi&amp;#249; odiosi in quanto la cultura illuministica diffusasi anche oltreoceano, denunciava l'assurdit&amp;#224; delle restrizioni frapposte alla libert&amp;#224; di commercio.&amp;#160; D'altro canto, la Corona inglese pretendeva un risarcimento per le spese sostenute per la loro protezione. La conclusione della guerra fu per i coloni u&lt;img height="219" src="http://www.lastoria.info/images/rivamericana2.jpg" width="215" align="right" /&gt;n'amara delusione: essi si aspettavano che la Louisiana fosse aperta alla loro libera espansione, mentre una disposizione regia precluse immediatamente questa possibilit&amp;#224; dichiarando che le terre di recente conquista appartenevano all'impero: si ricorda che oltre alle terre lasciate alla libera conquista individuale, molte&amp;#160; (soprattutto nel meridione) furono assegnate a nobili o compagnie commerciali che le sviluppassero per conto del re.&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Per continuare a leggere, &lt;strong&gt;&lt;a href="http://storia-pergamonjournal.blogspot.com/2008/02/la-guerra-d-americana-parte-1.html" target="_blank"&gt;fai clic qui&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;&lt;/p&gt;  &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Pubblicato su Pergamon Journal, http://pergamonjournal.blogspot.com&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/101120682203898409-7524827224266367685?l=pergamonjournal.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/feeds/7524827224266367685/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/2008/02/la-guerra-d-americana-parte-1.html#comment-form' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/101120682203898409/posts/default/7524827224266367685'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/101120682203898409/posts/default/7524827224266367685'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/2008/02/la-guerra-d-americana-parte-1.html' title='La guerra d&amp;#39;indipendenza americana'/><author><name>Pergamon Journal</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-101120682203898409.post-7794542448578011564</id><published>2008-02-16T19:17:00.003+01:00</published><updated>2008-02-16T22:32:28.026+01:00</updated><title type='text'>Paradosso: una pianta che muore per fiorire</title><content type='html'>&lt;p align="justify"&gt;Una pianta che muore per poter fiorire. Sembra molto poetico, ma questo &amp;#232; il triste destino di una palma recentemente scoperta in Madagascar dal proprietario di una piantagione nel nord-ovest della grande isola e s&lt;a href="http://www.focus.it/media/Notizie/2008/02Febbraio/palmaDisegno_32K.jpg"&gt;&lt;img height="216" alt="" src="http://www.focus.it/media/Notizie/2008/02Febbraio/palmaDisegno_32K.jpg" width="168" align="left" /&gt;&lt;/a&gt;uccessivamente studiata dai ricercatori del Kew Gardens, il famoso giardino botanico di Londra. &amp;#171;La pianta&amp;#187;, ha raccontato John Dransfield, co-autore dello studio, al Pergamon Journal Science &amp;#171;ha tutto l'aspetto della palma talipot, diffusa nello Sri Lanka ma mai trovata in Madagascar. Da subito abbiamo capito che si doveva trattare di una scoperta interessante&amp;#187;.    &lt;br /&gt;La ricerca ha ricostruito il ciclo vitale della pianta: una volta ogni cento anni dalla sua sommit&amp;#224; spunta uno stelo simile a un asparago da cui poi sboccia una moltitudine di minuscoli fiori bianchi che con il loro nettare succoso attirano ogni tipo di insetti.    &lt;br /&gt;Per continuare a leggere, &lt;a href="http://scienze-pergamonjournal.blogspot.com/2008/02/paradosso-una-pianta-che-muore-per.html"&gt;&lt;strong&gt;fai clic qui&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;  &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Pubblicato su Pergamon Journal, http://pergamonjournal.blogspot.com&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/101120682203898409-7794542448578011564?l=pergamonjournal.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/feeds/7794542448578011564/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/2008/02/paradosso-una-pianta-che-muore-per.html#comment-form' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/101120682203898409/posts/default/7794542448578011564'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/101120682203898409/posts/default/7794542448578011564'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/2008/02/paradosso-una-pianta-che-muore-per.html' title='Paradosso: una pianta che muore per fiorire'/><author><name>Pergamon Journal</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-101120682203898409.post-7509169776095937424</id><published>2008-02-16T17:37:00.000+01:00</published><updated>2012-01-23T15:58:26.601+01:00</updated><title type='text'>Scoperto un sistema solare simile al nostro</title><content type='html'>&lt;p align="justify"&gt;Un gruppo internazionale di ricercatori appartenenti a undici Paesi hanno scoperto due pianeti extrasolari che sembrano la versione ridotta di Giove e Saturno I due pianeti orbitano intorno ad una stella grande la metà del nostro Sole a 5mila anni luce da noi. Si tratta di una scoperta importante, perché pur essendo stati scoperti negli ultimi anni molti pianeti al di fuori del Sistema Solare, si era sem&lt;img height="165" src="http://www.rainews24.it/ran24/immagini/sistema_solare2.jpg" width="173" align="left" /&gt;pre trattato di corpi molto più grandi dei nostri pianeti giganti. Questa è la prima volta che viene scoperto un sistema che in scala più piccola assomiglia al nostro. I due nuovi pianeti, insieme alla loro stella, assomigliano, in scala ridotta al nostro sistema solare per quanto riguarda le loro grandezze relative e l’intervallo orbitale rispetto alla stella. Hanno più o meno le stesse temperature di Giove e Saturno e come loro sono gassosi. La loro stella invece sarebbe fredda e debole. Secondo quanto riferiscono su Science di questa settimana B. Scott Gaudi, coordinatore della ricerca internazionale, e colleghi Ohio State University, Columbus Oh, la scoperta è stata fatta grazie ad una tecnica chiamata «microlensing», un effetto di focalizzazione gravitazionale esercitato da oggetti di massa relativamente piccola (come quella di Giove), in cui la gravità esercitata dal pianeta o dalla stella agiscono come una lente che ingrandisce la luce proveniente da una stella di fondo.&lt;img height="167" src="http://www.erix.it/idra/Manuale/Giove.jpg" width="167" align="right" /&gt; Studiando le caratteristiche di questa luce e come varia quando dei corpi gli passano avanti, gli scienziati possono dedurre le p roprietà dei pianeti e della stella. Solo altri sei pianeti sono stati scoperti con questo metodo e in futuro, secondo gli scienziati, questa tecnica consentirà di scoprire nella nostra Galassia altri pianeti o sistemi planetari simili, in scala, al nostro Sistema Solare. Nel caso specifico, fu captata la presenza di questo sistema per la prima volta nel 2006 con l’Optical Gravitational Lensing Experiment (OGLE) e fu chiamato OGLE-2006-BLG-109. Successivamente con il Microlensing Follow Up Network guidato da Andrew Gould fu organizzato un consorzio internazionale di astronomi per osservare e studiare il sistema appena individuato. Il fatto che gli astronomi abbiano scoperto subito, usando la tecnica della microlensing, questi giganti gassosi fa supporre che versioni più piccole di sistemi solari simili al nostro siano molto comuni nella Via Lattea.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Pubblicato su Pergamon Journal, http://pergamonjournal.blogspot.com&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/101120682203898409-7509169776095937424?l=pergamonjournal.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/feeds/7509169776095937424/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/2008/02/scoperto-un-sistema-solare-simile-al.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/101120682203898409/posts/default/7509169776095937424'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/101120682203898409/posts/default/7509169776095937424'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/2008/02/scoperto-un-sistema-solare-simile-al.html' title='Scoperto un sistema solare simile al nostro'/><author><name>Wellington</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-101120682203898409.post-786475851243465140</id><published>2008-02-14T17:47:00.000+01:00</published><updated>2012-01-23T16:04:35.896+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Scienza'/><title type='text'>Pronto il laboratorio Columbus</title><content type='html'>&lt;p align="justify"&gt; L’equipaggio della stazione spaziale e dello shuttle Atlantis sono al lavoro per attivare il laboratorio Columbus dell’Esa europea saldamente agganciato da lunedì alla base orbitale. Finalmente dopo circa vent’anni di attesa e di lavoro il Vecchio Continente ha il suo laboratorio cosmico e nel futuro un astronauta europeo dovrebbe di diritto sostare sulla stazione assieme ad americani, russi e giapponesi. Il prossimo mese, infatti, lo shuttle porterà in orbita anche il laboratorio nipponico Kibo. A quel punto la maggior parte dei moduli abitati previsti sarà nello spazio. Per il completamente della base mancano il “nodo 3”, un modulo analogo al nodo 2 che ha portato in orbita Paolo Nespoli, ma arredato diversamente perché consentirà anche l’abitazione degli astronauti quando non lavorano. Su di esso, inoltre, sarà istallata la cupola che faciliterà le operazioni esterne con il braccio robotizzato della stazione, aumentando la visuale. Sia il nodo 3 che la cupola sono costruiti a Torino da Thales Alenia Space. Dal centro Mars della Telespazio di Napoli si gestiranno esperimenti riguardanti gli effetti provocati dalla gravità su alcune sostanze. Si tratta di esplorare i fenomeni fisici che sono alla base di alcuni processi e che è necessario conoscere per poter realizzare in assenza di gravità materiali impossibili da ottenere sulla Terra. &lt;img src="http://www.blogscienze.com/wp-content/uploads/2007/12/missione-spaziale-columbus-kennedy-space-center-shuttle-atlantis.jpg" /&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;La vita del laboratorio Columbus costato due miliardi di dollari è stimata in circa una decina d’anni ma al suo interno gli apparati per gli esperimenti possono essere cambiati a seconda dei test da effettuare. Il primo astronauta dell’ESA che governerà il laboratorio è il francese Léopold Eyharts che rimarrà per tre mesi sulla stazione. Disporre di un laboratorio è determinante per poter effettuare con continuità ricerche che oggi erano limitate al tempo di volo dello shuttle. Per questo la stazione quando sarà completata entro il 2010 avrà un equipaggio di sei astronauti per metà dedicati alla vita e al funzionamento della base e per l’altra metà alla ricerca. L’avventura, dunque, sta per incominciare.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Pubblicato su Pergamon Journal, http://pergamonjournal.blogspot.com&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/101120682203898409-786475851243465140?l=pergamonjournal.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/feeds/786475851243465140/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/2008/02/pronto-il-laboratorio-columbus.html#comment-form' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/101120682203898409/posts/default/786475851243465140'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/101120682203898409/posts/default/786475851243465140'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/2008/02/pronto-il-laboratorio-columbus.html' title='Pronto il laboratorio Columbus'/><author><name>Wellington</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-101120682203898409.post-3773656631428154578</id><published>2008-02-12T17:08:00.002+01:00</published><updated>2008-02-14T21:02:48.124+01:00</updated><title type='text'>Il mini dinosauro volante</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.corriere.it/Media/Foto/2008/02/12/pterosauroB1--180x140.jpg"&gt;&lt;img style="float: left; margin: 0pt 10px 10px 0pt; width: 195px; cursor: pointer; height: 138px" alt="" src="http://www.corriere.it/Media/Foto/2008/02/12/pterosauroB1--180x140.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt; &lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic"&gt;   &lt;p align="justify"&gt;Scoperti in Cina i resti fossilizzati di un piccolo esemplare di pterosauro, antenato dei giganti che conquisteranno i cieli del Cretaceo e che daranno origine a tutti gli uccelli.&lt;/p&gt; &lt;/span&gt;  &lt;div style="text-align: justify"&gt;   &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;  &lt;div style="text-align: justify"&gt;Per leggere l'articolo, &lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: bold"&gt;&lt;a href="http://storia-pergamonjournal.blogspot.com/2008/02/il-mini-dinosauro-volante.html"&gt;fai clic qui&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;  &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Pubblicato su Pergamon Journal, http://pergamonjournal.blogspot.com&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/101120682203898409-3773656631428154578?l=pergamonjournal.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/feeds/3773656631428154578/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/2008/02/il-mini-dinosauro-volante.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/101120682203898409/posts/default/3773656631428154578'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/101120682203898409/posts/default/3773656631428154578'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/2008/02/il-mini-dinosauro-volante.html' title='Il mini dinosauro volante'/><author><name>Pergamon Journal</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-101120682203898409.post-1374799392356209030</id><published>2008-02-10T18:11:00.000+01:00</published><updated>2008-02-16T22:34:13.739+01:00</updated><title type='text'>Presentati i 600 reperti ritrovati dai Carabinieri</title><content type='html'>&lt;p align="justify"&gt;Appartiene al complesso della Forma Urbis il principale reperto dei 618 pezzi rinvenuti grazie alle indagini del Reparto Operativo del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale. Il frammento ritrovato &amp;#232; una porzione di un elemento di dimensioni maggiori in cui sono rappresentate parte di una scalinata e la pianta circolare del tempio di Minerva Chalcidica. Si tratta di una riproduzione settecentesca della Forma Urbis di Settimio Severo, la grande pianta di Roma antica, incisa su lastre di marmo, realizzata in et&amp;#224; severiana su una parete del Tempio della Pace nell'ambito dei Fori Imperiali (203 - 211 d.C). Il frammento risulta irreperibile dal 1996, epoca in cui sia l'originale sia la riproduzione dovevano essere trasferiti dal Museo di Roma Palazzo Braschi al magazzino dell'Antiquarium Comunale del Museo della Civilt&amp;#224; Romana. E' possibile che la data della scomparsa sia riconducibile ad un periodo compreso tra il 1929-1930.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Per continuare a leggere, &lt;a href="http://storia-pergamonjournal.blogspot.com/2008/02/presentati-gli-oltre-600-reperti.html"&gt;&lt;strong&gt;fai clic qui&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;  &lt;div style="text-align: justify"&gt;&lt;a href="http://storia-pergamonjournal.blogspot.com/2008/02/presentati-gli-oltre-600-reperti.html"&gt;&lt;span style="font-weight: bold"&gt;&amp;#160;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;  &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Pubblicato su Pergamon Journal, http://pergamonjournal.blogspot.com&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/101120682203898409-1374799392356209030?l=pergamonjournal.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/feeds/1374799392356209030/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/2008/02/presentati-gli-oltre-600-reperti.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/101120682203898409/posts/default/1374799392356209030'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/101120682203898409/posts/default/1374799392356209030'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/2008/02/presentati-gli-oltre-600-reperti.html' title='Presentati i 600 reperti ritrovati dai Carabinieri'/><author><name>Pergamon Journal</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-101120682203898409.post-2185998864041988794</id><published>2008-02-10T17:48:00.000+01:00</published><updated>2012-01-23T16:04:17.963+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Scienza'/><title type='text'>Amazzonia: il trionfo della Biodiversità</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L'Amazzonia, nota anche come &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Foresta Amazzonica&lt;/span&gt;, è una foresta equatoriale nel Bacino dell'Amazzonia in Sud America. L'area conosciuta dell'Amazzonia o del Bacino dell'Amazzonia supera i 7 milioni di km² (1.2 miliardi di acri), anche se la foresta propriamente detta ne occupa circa 5,5 milioni. La foresta sta per il 60 % del territorio in Brasile, ma si estende anche in Colombia, Perù, Venezuela, Ecuador, Bolivia, Guyana, Suriname e Guyana Francese. Il nome Amazzonia deriva dall'esploratore spagnolo Francisco de Orellana. Dalla relazione che fu scritta al termine del suo viaggio in Amazzonia &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/c/c0/Amazon_57.53278W_2.71207S.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 240px; height: 179px;" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/c/c0/Amazon_57.53278W_2.71207S.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;nel 1542, dal cappellano della spedizione Gaspar de Carvajal, si nota che gli spagnoli incontrarono una tribu di donne guerriere, la cui regina veniva chiamata Conorì. Orellana chiamò il fiume &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Rio delle Amazzoni&lt;/span&gt;, perché le donne guerriere gli ricordarono le antiche Amazzoni dell'Asia e dell'Africa, descritte da Erodoto e Diodoro Siculo, nella mitologia greca. Le foreste pluviali sono le più ricche di specie, e le foreste tropicali nelle Americhe sono costantemente più ricche di specie che quelle in Africa e in Asia. Nel più grande tratto delle foreste tropicali delle Americhe, la Foresta amazzonica ha un'incomparabile &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;biodiversità&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;Nella regione vivono circa 2,5 milioni di specie di insetti, 10.000 specie di piante, e 2000 specie di uccelli e mammiferi. Secondo i dati, almeno 40.000 specie di piante, 3.000 specie di pesci, 1.294 specie di uccelli, 427 specie di mammiferi, 427 specie di anfibi e 378 specie di rettili sono stati classificati nella regione. Gli scienziati hanno descritto fra le 96.669 e 128.843 specie di invertebrati solo il Brasile.&lt;br /&gt;La diversità delle specie di piante è la più alta sulla terra e alcuni esperti valutano che 1 km² contenga sopra i 75.000 tipi di alberi. 1 km² di foresta amazzonica può contenere circa 90.790 tonnellate di piante. Questo costituisce la più grande accumulazione di specie di piante e animali nel mondo. Uno su cinque di tutti gli uccelli vive nella foresta amazzonica.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Pubblicato su Pergamon Journal, http://pergamonjournal.blogspot.com&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/101120682203898409-2185998864041988794?l=pergamonjournal.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/feeds/2185998864041988794/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/2008/02/amazzonia-il-trionfo-della-biodiversita.html#comment-form' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/101120682203898409/posts/default/2185998864041988794'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/101120682203898409/posts/default/2185998864041988794'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/2008/02/amazzonia-il-trionfo-della-biodiversita.html' title='Amazzonia: il trionfo della Biodiversità'/><author><name>Wellington</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-101120682203898409.post-6427438608032394102</id><published>2008-02-08T19:56:00.000+01:00</published><updated>2012-01-23T16:04:35.873+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Scienza'/><title type='text'>Open Source: Il sistema operativo Ubuntu</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ubuntu è un sistema operativo GNU/Linux nato nel 2004 e basato su Debian, un altro OS, che si concentra sulla facilità di installazione e d'uso e sul rilascio regolare (semestrale) delle nuove versioni. Rispetto a Debian, Ubuntu ha un orientamento più spiccato verso l'utilizzo desktop e una maggiore attenzione al supporto hardware dei portatili. Finanziata dalla società Canonical Ltd (registrata nell'Isola di Man), rimane comunque in tutto e per tutto un software libero. L'ideatore dell'iniziativa e titolare di Canonical è Mark Shuttleworth, un giovane imprenditore sudafricano diventato sostenitore dell'open source, al cui servizio ha posto le sue risorse. Il 1 luglio 2005, è nata la Fondazione Ubuntu con un fondo iniziale di 10 milioni di dollari.   &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://gionark.files.wordpress.com/2007/05/ubuntu-logo.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 197px; height: 181px;" src="http://gionark.files.wordpress.com/2007/05/ubuntu-logo.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Il nome deriva da una antica parola Zulu diffusa in varie parti dell'Africa e che corrisponde indicativamente al concetto di "un mondo di persone", a volte tradotto anche "io sono ciò che sono per merito di ciò che siamo tutti". La distribuzione Ubuntu GNU/Linux si prefigge l'obiettivo di portare nel mondo del software questo concetto, dando maggior peso alla comunità che partecipa allo sviluppo del software.   Caratteristiche  [modifica] Ubuntu è basata sull'ambiente desktop GNOME, che è specificatamente progettato per fornire un'interfaccia libera, semplice, intuitiva ed allo stesso tempo un'ampia gamma di moderne applicazioni desktop. Dispone di più di 20.000 applicazioni, tra le quali software per la produttività personale, incluso OpenOffice.org, il browser web Mozilla Firefox e l'editor grafico GIMP ma anche client di posta elettronica, editor per la programmazione, giochi e molto altro. Il punto di forza di Ubuntu è la sua estrema semplicità di utilizzo, fondamentale per i neofiti, il suo gran supporto hardware, il proprio parco software aggiornato contenente tecnologie software come Compiz Fusion, ed altri tool che rendono questa distribuzione spiccatamente improntata verso l'ambiente desktop. Ubuntu e Debian sono strettamente connessi. Ubuntu è costruito sulle fondamenta dell'architettura e dell'infrastruttura di Debian, su differenti comunità e processi di rilascio. Prende i pacchetti precompilati direttamente dal ramo unstable di Debian, in continua evoluzione, e vi aggiunge le proprie patch, per rendere più user-friendly la distribuzione. Spesso, gli sviluppatori di Debian lavorano anche in Ubuntu. La distribuzione è tradotta in tutte le lingue occidentali, orientali ed ovviamente anche africane.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Pubblicato su Pergamon Journal, http://pergamonjournal.blogspot.com&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/101120682203898409-6427438608032394102?l=pergamonjournal.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/feeds/6427438608032394102/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/2008/02/open-source-il-sistema-operativo-ubuntu.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/101120682203898409/posts/default/6427438608032394102'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/101120682203898409/posts/default/6427438608032394102'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/2008/02/open-source-il-sistema-operativo-ubuntu.html' title='Open Source: Il sistema operativo Ubuntu'/><author><name>Wellington</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-101120682203898409.post-4156630324806792201</id><published>2008-02-04T17:24:00.000+01:00</published><updated>2008-02-04T17:24:17.047+01:00</updated><title type='text'>I sei gradi che cambieranno il globo</title><content type='html'>&lt;p align="justify"&gt;Gli scienziati che studiano i cambiamenti climatici sono d'accordo almeno su due elementi : nel riconoscere la responsabilit&amp;#224; delle attivit&amp;#224; umane e sul fatto che la temperatura media del pianeta sia gi&amp;#224; aumentata di 0,8 gradi. Se questa tendenza continuer&amp;#224; gli scenari previsti sono drammatici: tra 40 anni potrebbero essere spariti i ghiacciai dell'Himalaya e con loro le risorse idriche che alimentato milioni di persone. E ancora, tra 50 anni lo scioglimento della calotta glaciale in Groenlandia potrebbe essere irreversibile cos&amp;#236; come la trasformazione in savana della foresta pluviale amazzonica. Sono alcuni degli esempi illustrati nel documentario firmato dal National Geographic, e intitolato &amp;quot;Sei gradi possono cambiare il mondo&amp;quot; trasmesso su National Geographic Channel (canale 402 di SKY), domenica 3 Febbraio alle ore 21.00. &lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Per continuare a leggere l'articolo e vedere il promo del documentario, &lt;strong&gt;&lt;a href="http://scienze-pergamonjournal.blogspot.com/2008/02/i-sei-gradi-che-cambieranno-il-globo.html" target="_blank"&gt;fai clic qui&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;  &lt;div class="wlWriterSmartContent" id="scid:5737277B-5D6D-4f48-ABFC-DD9C333F4C5D:1528ea27-ca1e-4fc9-aa3b-d5bc0c819150" style="padding-right: 0px; display: inline; padding-left: 0px; float: none; padding-bottom: 0px; margin: 0px; width: 391px; padding-top: 0px"&gt;&lt;div&gt;&lt;object width="391" height="326"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/jwKh8s8CWNQ&amp;amp;rel=1"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="wmode" value="transparent"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/jwKh8s8CWNQ&amp;amp;rel=1" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="391" height="326"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;  &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Pubblicato su Pergamon Journal, http://pergamonjournal.blogspot.com&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/101120682203898409-4156630324806792201?l=pergamonjournal.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/feeds/4156630324806792201/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/2008/02/i-sei-gradi-che-cambieranno-il-globo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/101120682203898409/posts/default/4156630324806792201'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/101120682203898409/posts/default/4156630324806792201'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/2008/02/i-sei-gradi-che-cambieranno-il-globo.html' title='I sei gradi che cambieranno il globo'/><author><name>Pergamon Journal</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-101120682203898409.post-6041673080771793401</id><published>2008-02-04T17:05:00.000+01:00</published><updated>2012-01-23T16:03:01.673+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Scienza'/><title type='text'>I sei gradi che cambieranno il mondo</title><content type='html'>&lt;p align="justify"&gt;Gli scienziati che studiano i cambiamenti climatici almeno su due elementi sono d'accordo: nel riconoscere la responsabilità delle attività umane e sul fatto che la temperatura media del pianeta sia già aumentata di 0,8 gradi (in pochi decenni e ad un ritmo esponenziale). Se questa tendenza continuerà gli scenari previsti sono drammatici: tra 30 anni potrebbero essere spariti i ghiacciai dell'Himalaya e con loro le risorse idriche che alimentato milioni di persone. E ancora, tra 40 anni lo scioglimento della calotta glaciale in Groenlandia potrebbe essere irreversibile così come la trasformazione in savana della foresta pluviale amazzonica. Sono alcuni degli esempi illustrati nel documentario firmato dal National Geographic, e intitolato "Sei gradi possono cambiare il mondo" trasmesso su National Geographic Channel. &lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Utilizzando complessi modelli climatici, il documentario descrive in maniera approfondita gli effetti dell’incremento della temperatura. Se si alzasse di un grado, migliaia di case costruite lungo la Baia del Bengala verrebbero sommerse e uragani inizierebbero a scatenarsi nel Sud Atlantico. A +2 gradi i ghiacciai della Groenlandia si scioglierebbero più velocemente, mentre gli orsi polari diventerebbero una specie a rischio di estinzione. In Canada la tundra inizierebbe a lasciare il posto alle foreste. A causa della crescita di tre gradi della temperatura la foresta pluviale amazzonica scomparirebbe, trasformandosi in una savana, Quasi tutte le vette alpine sarebbero prive di neve. A +4 gradi Venezia e New York verrebbero sommerse e le spiagge della Scandinavia diventerebbero le nuove Saint Tropez. Con un aumento di cinque gradi città come Los Angeles o Il Cairo non avrebbero più acqua, l'anarchia e il caos regnerebbero ovunque. A +6 gradi la desertificazione conquisterebbe gran parte del Pianeta e gli oceani sarebbero completamente blu, visto che ogni forma di vita sarebbe morta. A quel punto la vita sulla terra, come noi la intendiamo, potrebbe non esserci più. &lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;E' però ancora possibile bloccare il riscaldamento globale, puntando alla riduzione dei gas serra: almeno sette miliardi di tonnellate ogni anno. Basta iniziare dalle vita quotidiana, come usare lampadine a fluorescenza. Nei soli Stati Uniti, se ogni famiglia riducesse i cosiddetti consumi fantasma, spegnendo i prodotti elettronici come i computer piuttosto che lasciarli in standby, si risparmierebbe energia pari a 18 centrali elettriche a carbone. Migliorare del 20% l'efficienza di tutte le centrali a carbone e ridurre l’emissione di anidride carbonica dalle case e dai veicoli stradali permetterebbero di mantenere il riscaldamento globale al di sotto della fatidica quota dei tre gradi. &lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Per guardare i frammenti più interessanti del documenterio, &lt;strong&gt;&lt;a href="http://scienze-pergamonjournal.blogspot.com/2008/02/i-sei-gradi-che-cambieranno-il-globo.html" target="_blank"&gt;fai clic qui&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;. &lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Pubblicato su Pergamon Journal, http://pergamonjournal.blogspot.com&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/101120682203898409-6041673080771793401?l=pergamonjournal.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/feeds/6041673080771793401/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/2008/02/i-sei-gradi-che-cambieranno-il-mondo.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/101120682203898409/posts/default/6041673080771793401'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/101120682203898409/posts/default/6041673080771793401'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/2008/02/i-sei-gradi-che-cambieranno-il-mondo.html' title='I sei gradi che cambieranno il mondo'/><author><name>Wellington</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-101120682203898409.post-7842852676002377406</id><published>2008-02-04T16:54:00.000+01:00</published><updated>2012-01-23T16:03:01.702+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Scienza'/><title type='text'>Video: I sei gradi che cambieranno il mondo</title><content type='html'>&lt;p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;   &lt;/p&gt;&lt;div class="wlWriterSmartContent" id="scid:5737277B-5D6D-4f48-ABFC-DD9C333F4C5D:2cb98c96-3c6a-4fb3-aeaf-f860ea405bd7" style="margin: 0px; padding: 0px; display: inline; float: none; width: 403px;"&gt;&lt;div&gt;&lt;object height="331" width="403"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/jwKh8s8CWNQ&amp;amp;rel=1"&gt;&lt;param name="wmode" value="transparent"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/jwKh8s8CWNQ&amp;amp;rel=1" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" height="331" width="403"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt; &lt;p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;   &lt;/p&gt;&lt;div class="wlWriterSmartContent" id="scid:5737277B-5D6D-4f48-ABFC-DD9C333F4C5D:e1d4493c-0a24-48c6-9320-9d550b5fa405" style="margin: 0px; padding: 0px; display: inline; float: none; width: 404px;"&gt;&lt;div&gt;&lt;object height="332" width="404"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/F0001u0u51I&amp;amp;rel=1"&gt;&lt;param name="wmode" value="transparent"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/F0001u0u51I&amp;amp;rel=1" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" height="332" width="404"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt; &lt;p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;   &lt;/p&gt;&lt;div class="wlWriterSmartContent" id="scid:5737277B-5D6D-4f48-ABFC-DD9C333F4C5D:62e7b659-64ff-4376-9b82-f2c3f95badcd" style="margin: 0px; padding: 0px; display: inline; float: none; width: 408px;"&gt;&lt;div&gt;&lt;object height="336" width="408"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/GVtk6syNe0c&amp;amp;rel=1"&gt;&lt;param name="wmode" value="transparent"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/GVtk6syNe0c&amp;amp;rel=1" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" height="336" width="408"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt; &lt;p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;div class="wlWriterSmartContent" id="scid:5737277B-5D6D-4f48-ABFC-DD9C333F4C5D:5f5818fc-c9c1-4636-b272-f9573b332b02" style="margin: 0px; padding: 0px; display: inline; float: none; width: 408px;"&gt;&lt;div&gt;&lt;object height="336" width="408"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/-xsva0QuZ1Q&amp;amp;rel=1"&gt;&lt;param name="wmode" value="transparent"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/-xsva0QuZ1Q&amp;amp;rel=1" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" height="336" width="408"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Pubblicato su Pergamon Journal, http://pergamonjournal.blogspot.com&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/101120682203898409-7842852676002377406?l=pergamonjournal.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/feeds/7842852676002377406/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/2008/02/video-i-sei-gradi-che-cambieranno-il.html#comment-form' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/101120682203898409/posts/default/7842852676002377406'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/101120682203898409/posts/default/7842852676002377406'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/2008/02/video-i-sei-gradi-che-cambieranno-il.html' title='Video: I sei gradi che cambieranno il mondo'/><author><name>Wellington</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-101120682203898409.post-5968186607897613066</id><published>2008-02-02T17:20:00.001+01:00</published><updated>2008-02-04T17:23:42.545+01:00</updated><title type='text'>Charles Darwin e l'evoluzionismo</title><content type='html'>&lt;p align="justify"&gt;Quasi 199 anni fa nasceva Charles Darwin e con lui la scienza moderna. Molte cose sono cambiate dalla pubblicazione de &amp;quot;L'origine della specie&amp;quot;, e molte sono le prove alla teoria dell'evoluzionismo. Questo speciale &amp;#232; quindi dedicato alla teoria dell'evoluzionismo.&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Charles Robert Darw&lt;img height="234" src="http://taggart.glg.msu.edu/isb200/DARWIN.GIF" width="181" align="left" /&gt;in (Shrewsbury, 12 febbraio 1809 &amp;#8211; Londra, 19 aprile 1882) &amp;#232; stato un naturalista, geologo e agronomo inglese, celebre per aver formulato, assieme ad Alfred Russel Wallace, la teoria dell'evoluzione delle specie animali e vegetali per selezione naturale di mutazioni casuali congenite ereditarie (origine delle specie), e per aver teorizzato la discendenza di tutti i primati (uomo compreso) da un antenato comune (origine dell'uomo).     &lt;br /&gt;Pubblic&amp;#242; la sua teoria sull'evoluzione delle specie nel libro L'origine delle specie (1859), che &amp;#232; rimasto il suo lavoro pi&amp;#249; noto. Raccolse molti dei dati su cui bas&amp;#242; la sua teoria durante un viaggio intorno al mondo sulla nave HMS Beagle, e in particolare durante la sua sosta alle Isole Gal&amp;#225;pagos...&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Per continuare a leggere la vita di Dawin, &lt;a href="http://storia-pergamonjournal.blogspot.com/2008/02/charles-darwin-e-il-viaggio-del-beagle.html" target="_blank"&gt;&lt;strong&gt;fai clic qui&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Per leggere l'articolo sull'Evoluzione, &lt;strong&gt;&lt;a href="http://scienze-pergamonjournal.blogspot.com/2008/02/evoluzionismo-da-darwin-oggi.html" target="_blank"&gt;fai clic qui&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Per scoprire le prove di questa teoria, &lt;strong&gt;&lt;a href="http://scienze-pergamonjournal.blogspot.com/2008/02/le-prove-dell.html" target="_blank"&gt;fai clic qui&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;  &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Pubblicato su Pergamon Journal, http://pergamonjournal.blogspot.com&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/101120682203898409-5968186607897613066?l=pergamonjournal.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/feeds/5968186607897613066/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/2008/02/speciale-charles-darwin-e-l.html#comment-form' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/101120682203898409/posts/default/5968186607897613066'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/101120682203898409/posts/default/5968186607897613066'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/2008/02/speciale-charles-darwin-e-l.html' title='Charles Darwin e l&amp;#39;evoluzionismo'/><author><name>Pergamon Journal</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-101120682203898409.post-2942210348443252519</id><published>2008-02-02T17:10:00.001+01:00</published><updated>2012-01-23T16:03:01.594+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Scienza'/><title type='text'>Le prove dell'evoluzionismo</title><content type='html'>&lt;p align="justify"&gt;Oggi l'evoluzione è considerata, dalla stragrande maggioranza dei biologi, un "fatto" supportato da una mole impressionante di prove di varia natura.  Si tratta della migliore  e della più valida spiegazione scientifica della diversità dei viventi. &lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Prove paleontologiche&lt;/strong&gt;   &lt;br /&gt;I dati della paleontologia mostrano non solo che gli organismi fossili erano diversi da quelli attuali, ma anche che man mano che andiamo indietro nel tempo le differenze con gli organismi viventi sono maggiori.   &lt;br /&gt;Ad esempio, fossili abbastanza recenti possono essere attribuiti generalmente a generi attuali, mentre quelli man mano più antichi sono sempre più diversi e sono attribuibili ad altri generi; permangono talora caratteristiche di base, per cui possono essere spesso attribuiti agli stessi gruppi tassonomici di ordine elevato attuali.   &lt;br /&gt;Ciò si accorda bene con l'ipotesi generale, che, arretrando nel tempo, ci si avvicina alla radice dell'albero filogenetico.   &lt;br /&gt;La paleontologia fornisce prove concrete dell'evoluzione, quando i fossili sono trovati nelle successioni stratigrafiche sedimentarie in abbondanza, laddove è rispettato il principio fondamentale geologico della sovrapposizione; una testimonianza significativa è quella degli ammoniti Hildoceratidi del Lias superiore (Giurassico) nell'Appennino umbro - marchigiano, che mostra passaggi tra genere e genere.   &lt;br /&gt;Qui, all'interno dell'unità litostratigrafica di origine marina del Rosso Ammonitico, è stata studiata una serie fossile raccogliendo varie centinaia di campioni, strato per strato, dimostrando che si è avuto un adattamento funzionale verso una sempre maggiore idrodinamicità, e giustificando l'idea darwiniana della selezione naturale. Questa evoluzione è da considerare simpatrica perché i suoi documenti sono presenti esclusivamente nell'area tetidea mediterranea. Per altro esiste una grande variabilità all'interno dei vari generi qui figurati; dal basso Praemercaticeras, più antico, poi Pseudomercaticeras, Mercaticeras e Merlaites.   &lt;br /&gt;Naturalmente sono conosciute serie evolutive fossili di altri organismi animali, vertebrati e invertebrati. I fossili dentro le rocce sedimentarie marine sono diffusi in tutte le parte del mondo e permettono indagini stratigrafiche molto dettagliate. &lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Prove biogeografiche&lt;/strong&gt;   &lt;br /&gt;La distribuzione geografica delle specie viventi, anche alla luce delle conoscenze sulla deriva dei continenti, ben si accorda con l'evoluzione organica. L'enorme varietà di adattamenti dei marsupiali australiani, ad esempio, può essere spiegata col fatto che la separazione dell'Australia dagli altri continenti precede la comparsa degli euteri, per cui i marsupiali terrestri australiani hanno potuto adattarsi a nicchie ecologiche per cui non dovevano competere con altri ordini di mammiferi.   &lt;br /&gt;Anche la presenza di grossi uccelli non volatori in grandi isole porta alle medesime conclusioni. Infatti, visto che esse erano già separate dai continenti alla comparsa degli omeotermi, solo gli uccelli hanno potuto raggiungerle ed occupare nicchie terrestri solitamente occupate da mammiferi.   &lt;br /&gt;Alle prove biogeografiche si possono aggiungere quelle paleobiogeografiche. La paleobiogeografia si occupa della posizione paleogeografica dei fossili, a partire da quella geografica attuale. L'argomento ha enorme importanza quando i fossili sono molto antichi (per es. quelli del Paleozoico e del Mesozoico), e talora danno indizi di speciazione allopatrica per migrazione. Tali studi, ancora poco sviluppati, devono essere eseguiti con il concorso della biostratigrafia; in tal caso possono dare risultati eccezionali. Un caso diverso è quello della presenza degli stessi fossili in aree oggi separate; Sudamerica e Africa infatti presentano in successioni rocciose simili, di origine continentale, fossili di rettili sinapsidi simili del Permiano, 250 milioni di anni fa, a testimoniare che i due continenti erano uniti nel supercontinente Gondwana in quel lontano periodo. &lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Evoluzione osservabile&lt;/strong&gt;   &lt;br /&gt;Uno dei pochi fenomeni di evoluzione osservabili, per via della estrema brevità dei cicli vitali in gioco e quindi della rapidità con cui è possibile osservare la successione delle generazioni, è quello relativo alla progressiva resistenza agli antibiotici da parte dei batteri. È necessario utilizzare sempre nuovi antibiotici per assicurare trattamenti efficaci e ciò è dovuto al fatto che i batteri, come tutte le specie, mutano, e in un ambiente a loro ostile come un corpo umano in terapia antibiotica, sopravvivono semplicemente quegli individui le cui mutazioni determinano una maggiore resistenza a quello specifico antibiotico. L'uso diffuso degli antibiotici (sia sugli uomini che sugli animali) non fa che selezionare i ceppi batterici più resistenti, con drammatica diminuzione dell'efficacia. L'introduzione di un nuovo e più potente antibiotico non farà che riproporre lo schema già descritto: tra le infinite mutazioni ve ne saranno sempre alcune che daranno un vantaggio riproduttivo (che renderanno cioè più "adatti") agli individui che le hanno subite.   &lt;br /&gt;Anche i virus mutano rapidamente, producendo sempre nuovi ceppi, cosa che rende ancor più difficile cercare di contrastarli. Per questo motivo è difficile riuscire a produrre vaccini definitivamente efficaci contro l'influenza, visto che i tempi di mutazione del virus sono paragonabili ai tempi necessari per mettere in commercio un vaccino.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Pubblicato su Pergamon Journal, http://pergamonjournal.blogspot.com&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/101120682203898409-2942210348443252519?l=pergamonjournal.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/feeds/2942210348443252519/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/2008/02/le-prove-dell.html#comment-form' title='30 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/101120682203898409/posts/default/2942210348443252519'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/101120682203898409/posts/default/2942210348443252519'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/2008/02/le-prove-dell.html' title='Le prove dell&amp;#39;evoluzionismo'/><author><name>Wellington</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>30</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-101120682203898409.post-371375140340705965</id><published>2008-02-02T17:10:00.000+01:00</published><updated>2012-01-23T16:03:01.629+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Scienza'/><title type='text'>Evoluzionismo: da Darwin a oggi</title><content type='html'>&lt;p align="justify"&gt;l'evoluzione delle specie è il fenomeno del cambiamento, non necessariamente migliorativo, del fenotipo, espressione visibile e diretta del genotipo (cioè del patrimonio genetico) degli individui di una specie. La teoria dell'evoluzione delle specie è uno dei pilastri della biologia moderna. Nelle sue linee essenziali, essa è riconducibile all'opera di Charles Darwin (che vide nella selezione naturale il motore fondamentale dell'evoluzione della vita sulla Terra) e alla genetica.  &lt;br /&gt;Se i princìpi generali della teoria dell'evoluzione sono consolidati presso la comunità scientifica, aspetti secondari della teoria sono tuttoggi ampiamente dibattuti, e costituiscono un campo di ricerca estremamente vitale.   &lt;br /&gt;La definizione del concetto di evoluzione ha costituito una vera e propria rivoluzione nel pensiero scientifico in biologia, e ha ispirato numerosi teorie e modelli in altri settori della conoscenza. &lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Sin da prima che Charles Darwin, il "padre" del moderno concetto di evoluzione biologica, pubblicasse la prima edizione de L'origine delle specie, le posizioni degli studiosi erano divise in due grandi correnti di pensiero che vedevano, da un lato, una natura dinamica ed in continuo cambiamento, dall'altro una natura sostanzialmente immutabile (la Scala Naturae di Linneo).  &lt;br /&gt;Della prima corrente facevano parte scienziati e filosofi vicini all'Illuminismo francese, come Maupertuis, Buffon, La Mettrie, che rielaboravano il meccanismo di eliminazione dei viventi malformati proposto da Lucrezio nel De rerum natura ed ipotizzavano una derivazione delle specie le une dalle altre. Tuttavia, l'interpretazione di tali teorie come veri e proprî preannunci di evoluzionismo è discussa.[1]   &lt;br /&gt;In ogni modo, ancora alla fine del 1700 la teoria predominante era quella "fissista" dello scienziato Linneo, che definiva le varie specie come entità create una volta per tutte e incapaci di modificarsi o capaci entro ben determinati limiti.   &lt;br /&gt;Su questo tema oggi il mondo scientifico non è più diviso: le scoperte di Mendel e Morgan nel campo della Genetica, i progressi della paleontologia e della biogeografia hanno conferito validità scientifica alla teoria dell'evoluzione delle specie. Il dibattito si è così spostato su un altro tema: ci si interroga sulle modalità e le dinamiche dell'evoluzione e quindi sulle teorie che la possono spiegare.   &lt;br /&gt;Oggi sappiamo che l'evoluzione delle specie è avvenuta in seguito a trasformazioni, selezionate poi dall'ambiente; per arrivare a questa affermazione ci sono voluti molti anni. &lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;All'inizio del XIX secolo iniziarono a sorgere, negli studiosi di Scienze Naturali i primi dubbi concreti: negli strati rocciosi più antichi infatti mancano totalmente tracce (fossili) degli esseri attualmente viventi e se ne rinvengono altre appartenenti ad organismi attualmente non esistenti. Nel 1809, il naturalista Lamarck presentò per primo una teoria evoluzionista secondo cui gli organismi viventi si modificherebbero gradualmente nel tempo adattandosi all'ambiente: l'uso o il non uso di determinati organi porterebbe con il tempo ad un loro potenziamento o ad un'atrofia. Tale ipotesi implica quello che oggi viene considerato l'errore di fondo: l'ereditabilità dei caratteri acquisiti (esempio: un culturista non avrà necessariamente figli muscolosi; la muscolosità del culturista è infatti una manifestazione fenotipica, cioè morfologica, derivante dall'interazione dello sportivo con l'ambiente -il continuo sollevare pesi-, ma il particolare sviluppo muscolare non è dettato dal suo patrimonio genetico (genotipo)). &lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Lamarck trovò opposizione in Georges L. Chretien Cuvier, il quale aveva elaborato la 'teoria delle catastrofi naturali' secondo la quale la maggior parte degli organismi viventi nel passato sarebbero stati spazzati via da numerosi cataclismi e il mondo infatti sarebbe stato ripopolato dalle specie sopravvissute. &lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Dopo cinquant'anni Darwin formulò una nuova teoria evoluzionista; il noto naturalista, durante il suo viaggio giovanile sul brigantino Beagle, fu colpito dalla variabilità delle forme viventi che aveva avuto modo di osservare nei loro ambienti naturali intorno al mondo. Riflettendo sugli appunti di viaggio e traendo spunto dagli scritti dell'economista Thomas Malthus, Darwin si convinse che la “lotta per la vita” fosse uno dei motori principali dell'evoluzione intuendo il ruolo selettivo dell'ambiente sulle specie viventi. L'ambiente, infatti, non può essere la causa primaria nel processo di evoluzione (come invece sostenuto nella teoria di Lamarck) in quanto tale ruolo è giocato dalle mutazioni genetiche, in gran parte casuali. L'ambiente entra in azione in un secondo momento, nella determinazione del vantaggio o svantaggio riproduttivo che quelle mutazioni danno alla specie mutata, in poche parole, al loro migliore o peggiore adattamento (fitness in inglese). &lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;La selezione naturale è il fenomeno per cui organismi della stessa specie con caratteristiche differenti ottengono, in un dato ambiente, un diverso successo riproduttivo; la consqguenza di ciò è che le caratteristiche che tendono ad avvantaggiare la riproduzione diventano più frequenti di generazione in generazione. Si ha selezione perché gli individui hanno diversa capacità di utilizzare le risorse dell'ambiente e di sfuggire a pericoli presenti (come predatori e avversità climatiche); infatti le risorse a disposizione sono limitate, e ogni popolazione tende ad incrementare la sua consistenza in progressione geometrica, per cui i cospecifici competono per le risorse (non solo alimentari).  &lt;br /&gt;È importante notare che mutazione e selezione, prese singolarmente, non possono produrre un'evoluzione significativa.   &lt;br /&gt;La prima, infatti, non farebbe che rendere le popolazioni sempre più eterogenee. Inoltre, per il suo carattere casuale, nella maggior parte dei casi essa è neutrale, oppure nociva, per la capacità dell'individuo che la esibisce di sopravvivere e/o riprodursi.   &lt;br /&gt;La selezione, dal canto suo, non può introdurre nella popolazione nessuna nuova caratteristica: tende anzi ad uniformare le proprietà della specie.   &lt;br /&gt;Solo grazie a sempre nuove mutazioni la selezione ha la possibilità di eliminare quelle dannose e propagare quelle (poche) vantaggiose. L'evoluzione è quindi il risultato dell'azione della selezione naturale sulla variabilità genetica creata dalle mutazioni (casuali, ovvero indipendenti dalle caratteristiche ambientali). L'azione della selezione naturale e delle mutazioni viene analizzata quantitativamente dalla genetica delle popolazioni.   &lt;br /&gt;È anche importante sottolineare che la selezione è controllata dall'ambiente, che varia nello spazio e nel tempo e comprende anche gli altri organismi.   &lt;br /&gt;Le mutazioni forniscono perciò il meccanismo che permette alla vita di perpetuarsi. Infatti gli ambienti sono in continuo cambiamento e le specie scomparirebbero se non fossero in grado di sviluppare adattamenti che permettono di sopravvivere e riprodursi nell'ambiente mutato.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Pubblicato su Pergamon Journal, http://pergamonjournal.blogspot.com&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/101120682203898409-371375140340705965?l=pergamonjournal.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/feeds/371375140340705965/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/2008/02/evoluzionismo-da-darwin-oggi.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/101120682203898409/posts/default/371375140340705965'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/101120682203898409/posts/default/371375140340705965'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/2008/02/evoluzionismo-da-darwin-oggi.html' title='Evoluzionismo: da Darwin a oggi'/><author><name>Wellington</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-101120682203898409.post-876936967391204022</id><published>2008-02-02T13:23:00.000+01:00</published><updated>2012-01-23T15:58:26.621+01:00</updated><title type='text'>Risolto l'enigma della stella ultraveloce</title><content type='html'>&lt;p align="justify"&gt;Non è ancora del tutto chiarito l’enigma della stella iperveloce scoperta ancora nel 2005 e da allora indagata con cura. Ma adesso una conclusione attendibile sembra prevalere sulle altre. «Così abbiamo anche risolto il paradosso della giovinezza che l’astro ci aveva posto», dicono gli astronomi della Carnegie Institution americana. &lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;La storia è questa. Quando gli scienziati identificavano la stella battezzata “HE 0437-5439”, analizzando la sua luce stabilivano una massa nove volte superiore al nostro Sole e un’età di appena 35 milioni di anni (il nostro Sole ha circa 7 miliardi di anni). Inoltre si accorgevano che sfrecciava nel cosmo alla velocità di 2,6 milioni di chilometri orari. Dapprima gli astronomi hanno pensato si trattasse di una stella scagliata fuori della nostra galassia Via Lattea. &lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Ne avevano già scoperte altre nove che si comportavano nello stesso modo e in quei casi riuscivano a capire che a lanciarle tanto rapidamente erano stati probabilmente i meccanismi legati al grande buco nero presente nel cuore della nostra isola stellare. Ma per il nuovo astro i conti non tornavano perché per trovarsi dove l’avevano avvistato avrebbe dovuto impiegare cento milioni di anni mentre la sua età era addirittura meno della metà di questo tempo. Perciò parlavano subito del “paradosso della giovinezza”. Allora analizzavano più a fondo la sua natura confrontandola con quella delle stelle della vicina galassia nota come Grande Nube di Magellano le quali hanno un’abbondanza di elementi inferiore rispetto agli astri della nostra Via Lattea. E infatti corrispondeva. &lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Quindi la nuova stella iperveloce dovrebbe essere stata scagliata nel cosmo dalla Grande Nube di Magellano. Che cosa l’ha spinta tanto lontano rapidamente? Secondo gli astronomi l’astro faceva parte in origine di una coppia di stelle la quale si è trovata a passare nelle vicinanze di un buco nero gigantesco con una massa equivalente a mille masse solari. La sua potenza d’attrazione gravitazionale ha strappato a sè uno dei due astri inghiottendolo mentre l’altro di rimbalzo è volato via verso l’esterno proiettandosi nel cosmo ad ipervelocità. “E’ stato come trovarsi sulla scena di un crimine è trovare spiegazioni partendo da pochissimi indizi ¬- ha commentato Mercedes Lopez-Morales della Carnegie Institution – ma siamo convinti di aver trovato la soluzione giusta”. &lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Pubblicato su Pergamon Journal, http://pergamonjournal.blogspot.com&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/101120682203898409-876936967391204022?l=pergamonjournal.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/feeds/876936967391204022/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/2008/02/risolto-l-della-stella-ultraveloce.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/101120682203898409/posts/default/876936967391204022'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/101120682203898409/posts/default/876936967391204022'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/2008/02/risolto-l-della-stella-ultraveloce.html' title='Risolto l&amp;#39;enigma della stella ultraveloce'/><author><name>Wellington</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-101120682203898409.post-3674305225418156765</id><published>2008-01-30T17:06:00.001+01:00</published><updated>2008-01-30T17:08:40.683+01:00</updated><title type='text'>Perchè si stanno sciogliendo i poli?</title><content type='html'>&lt;p align="justify"&gt;Durante la scorsa estate lo scioglimento della calotta glaciale del Polo Nord ha raggiunto livelli storici. Le cause sono state individuate nell'aumento della tempera tura globale terrestre. Tuttavia il reale meccanismo che lega i due fenomeni non risulta ancora perfettamente chiaro. Ora per&amp;#242;, una ricerca, pubblicata sulla rivista internazionale &lt;i&gt;Paleoceanography&lt;/i&gt;, realizzata da scienziati italiani, avrebbe scoperto il meccanismo che sta alla base del rapido scioglimento della calotta polare.     &lt;br /&gt;&lt;img height="187" src="http://www.esa.int/images/Envisat_ASAR_GM_animation_L,0.gif" width="187" align="left" /&gt;Essa ha come base la teoria di Milankovitch, il quale all'inizio del secolo scorso, trov&amp;#242; una correlazione tra le variazioni dell'orbita della Terra attorno al Sole e l'alternarsi delle glaciazioni con periodi pi&amp;#249; caldi. Il matematico serbo scopr&amp;#236; cio&amp;#232; che le glaciazioni e la loro scomparsa si verificano in seguito al fatto che l'orbita della Terra non &amp;#232; sempre identica a se stessa e ci&amp;#242; determina nel corso del tempo delle piccole variazioni dell'energia che arriva dal Sole.     &lt;br /&gt;La teoria tuttavia, non dava modo di capire fino in fondo come avveniva lo scioglimento delle calotte polari alla fine del periodo glaciale, l'ultimo dei quali &amp;#232; terminato 14.000 anni fa. La teoria cio&amp;#232;, non spiega quando si innesca lo scioglimento totale dei ghiacci.     &lt;br /&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Per continuare a leggere l'articolo, &lt;a href="http://scienze-pergamonjournal.blogspot.com/2008/01/perch-si-stanno-sciogliendo-i-poli.html" target="_blank"&gt;&lt;strong&gt;fai clic qui&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;  &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Pubblicato su Pergamon Journal, http://pergamonjournal.blogspot.com&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/101120682203898409-3674305225418156765?l=pergamonjournal.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/feeds/3674305225418156765/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/2008/01/perch-si-stanno-sciogliendo-i-poli.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/101120682203898409/posts/default/3674305225418156765'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/101120682203898409/posts/default/3674305225418156765'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/2008/01/perch-si-stanno-sciogliendo-i-poli.html' title='Perchè si stanno sciogliendo i poli?'/><author><name>Pergamon Journal</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-101120682203898409.post-5691982347416226855</id><published>2008-01-30T17:04:00.000+01:00</published><updated>2012-01-23T16:03:01.668+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Scienza'/><title type='text'>Perchè si stanno sciogliendo i poli?</title><content type='html'>&lt;p align="justify"&gt;Durante la scorsa estate lo scioglimento della calotta glaciale del Polo Nord ha raggiunto livelli storici. Le cause sono state individuate nell'aumento della tempera tura globale terrestre. Tuttavia il reale meccanismo che lega i due fenomeni non risulta ancora perfettamente chiaro. Ora però, una ricerca, pubblicata sulla rivista internazionale &lt;i&gt;Paleoceanography&lt;/i&gt;, realizzata da scienziati italiani, avrebbe scoperto il meccanismo che sta alla base del rapido scioglimento della calotta polare.    &lt;br /&gt;Essa ha come base la teoria di Milankovitch, il quale all'inizio &lt;img src="http://newsimg.bbc.co.uk/media/images/41319000/jpg/_41319984_temperature203.jpg" align="left" /&gt;del secolo scorso, trovò una correlazione tra le variazioni dell'orbita della Terra attorno al Sole e l'alternarsi delle glaciazioni con periodi più caldi. Il matematico serbo scoprì cioè che le glaciazioni e la loro scomparsa si verificano in seguito al fatto che l'orbita della Terra non è sempre identica a se stessa e ciò determina nel corso del tempo delle piccole variazioni dell'energia che arriva dal Sole.    &lt;br /&gt;La teoria tuttavia, non dava modo di capire fino in fondo come avveniva lo scioglimento delle calotte polari alla fine del periodo glaciale, l'ultimo dei quali è terminato 14.000 anni fa. La teoria cioè, non spiega quando si innesca lo scioglimento totale dei ghiacci.    &lt;br /&gt;Fabrizio Marra, Fabio Florindo e Enzo Boschi dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia avrebbero trovato la soluzione al problema. Spiega Marra: "Il nostro studio sottolinea ancora una volta che quanto scoprì Milankovitch era corretto e cioè che la quantità di insolazione che colpisce l'emisfero nord nei mesi estivi regola il meccanismo delle glaciazioni, ma in più abbiamo scoperto l'esistenza di una 'soglia' di insolazione estremamente piccola che discrimina tra il permanere della glaciazione e uno scioglimento drammatico delle calotte polari, che regrediscono rapidamente fino allo stabilirsi di condizioni simili a quelle dell'attuale periodo temperato". In altre parole, la scoperta mette in luce il fatto che esisterebbe un limite della temperatura che una volta superato rende drammatico lo scioglimento dei ghiacci polari. &lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Il modello messo a punto dai ricercatori eviden &lt;img src="http://www.esa.int/images/Envisat_ASAR_GM_animation_L,0.gif" align="right" height="187" width="187" /&gt;zia che non è tanto il verificarsi di particolari massimi di insolazione, cioè periodi molto caldi dell'anno, bensì il verificarsi di minimi 'moderati', cioè inverni meno freddi della media, a innescare il veloce scioglimento delle calotte polari. In altre parole agisce di più sullo scioglimento dei ghiacci un inverno mite che un'estate molto calda. La ricerca d'Ingv ha elaborato un modello che ha permesso di ricostruire con estrema precisione la fine delle glaciazioni avvenute tra 800.000 e 350.000 anni fa.    &lt;br /&gt;La studio mette in luce quanto il sistema atmosfera-oceani sia sensibile anche alle più piccole variazioni di temperatura per cause naturali. E a tal proposito Boschi, presidente dell'INGV e coautore della ricerca sottolinea: "Questa scoperta evidenzia il ruolo determinante dell'insolazione sulla regolazione dei cambiamenti climatici a scala globale e questo fa riflettere sull'effettivo ruolo dell'anidride carbonica come fattore predominante sull'andamento della temperatura. Ma la scoperta che questo meccanismo naturale potrebbe avere un ruolo prevalente nell'attuale cambiamento climatico non attenua le preoccupazioni sulla possibilità che nei prossimi decenni ci si avvii verso un pianeta sempre più surriscaldato".&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Pubblicato su Pergamon Journal, http://pergamonjournal.blogspot.com&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/101120682203898409-5691982347416226855?l=pergamonjournal.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/feeds/5691982347416226855/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/2008/01/perche-si-stanno-sciogliendo-i-poli.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/101120682203898409/posts/default/5691982347416226855'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/101120682203898409/posts/default/5691982347416226855'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/2008/01/perche-si-stanno-sciogliendo-i-poli.html' title='Perchè si stanno sciogliendo i poli?'/><author><name>Wellington</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-101120682203898409.post-1122246871573303043</id><published>2008-01-30T16:48:00.000+01:00</published><updated>2012-01-23T16:04:35.825+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Scienza'/><title type='text'>Satellite spia cadrà in Nord America</title><content type='html'>&lt;p align="justify"&gt;Il satellite spia fuori controllo, che rientrerà nell'atmosfera tra la fine di febbraio e l'inizio di marzo, potrebbe cadere in Nord America. Un generale dell’aviazione degli Stati Uniti, Gene Renuart, ha detto che le forze armate Usa stanno studiando un piano di emergenza in quanto le grandi dimensioni del satellite fanno pensare che alcuni pezzi non si disintegreranno nell'impatto con l’atmosfera e quindi si schianteranno al suolo. Secondo il generale non è ancora chiaro se i rottami cadranno sulla terraferma o in mare, ma è molto probabile che il rientro avverrà sopra i cieli del Nord America. L’esercito degli Stati Uniti, insieme al dipartimento di Sicurezza e all’Agenzia federale per le emergenze, dovranno gestire l’impatto o assistere le autorità canadesi o messicane, ha aggiunto il generale. Al momento le agenzie militari stanno facendo analisi per determinare quali pezzi potranno resistere al rientro nell’atmosfera. Ma gli esperti non potranno stabilire esattamente quando e dove cadrà finché non avrà iniziato a muoversi verso la Terra. Il satellite spia, in codice chiamato Usa 193, venne lanciato il 14 dicembre 2006 dalla base californiana di Vandenberg, ma quasi immediatamente finì fuori controllo a causa di un'avaria nel computer centrale. Trasporta un sistema di sensori sofisticato e segreto per il rilevamento. Un'immagine del satellite è stata scattata da un astronomo amatoriale britannico: le dimensioni sarebbero di 4-5 metri e il peso approssimativo di 4,5 tonnellate. Attualmente si troverebbe a un'altitudine di circa 278 chilometri, ma la sua orbita si abbassa di almeno 500 metri al giorno. Ma finché non si avvicinerà fino a 100 km e inizierà a bruciare nell'atmosfera, sarà difficile stabilire dove cadrà 30 minuti dopo. &lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Pubblicato su Pergamon Journal, http://pergamonjournal.blogspot.com&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/101120682203898409-1122246871573303043?l=pergamonjournal.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/feeds/1122246871573303043/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/2008/01/satellite-spia-cadra-in-nord-america.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/101120682203898409/posts/default/1122246871573303043'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/101120682203898409/posts/default/1122246871573303043'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/2008/01/satellite-spia-cadra-in-nord-america.html' title='Satellite spia cadrà in Nord America'/><author><name>Wellington</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-101120682203898409.post-8577922567095242699</id><published>2008-01-28T19:44:00.000+01:00</published><updated>2012-01-23T15:58:26.615+01:00</updated><title type='text'>La religione di Einstein</title><content type='html'>&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;embed src="http://www.la7.it/swf/flvplayer.swf" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" flashvars="contentURL=/video/atlantide/int_odifreddi.flv&amp;amp;imgPath=/img/video/320X240/5848.jpg" height="330" width="400"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Pubblicato su Pergamon Journal, http://pergamonjournal.blogspot.com&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/101120682203898409-8577922567095242699?l=pergamonjournal.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/feeds/8577922567095242699/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/2008/01/la-religione-di-einstein.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/101120682203898409/posts/default/8577922567095242699'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/101120682203898409/posts/default/8577922567095242699'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/2008/01/la-religione-di-einstein.html' title='La religione di Einstein'/><author><name>Wellington</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-101120682203898409.post-7860120064513852833</id><published>2008-01-28T15:05:00.001+01:00</published><updated>2008-01-28T15:12:00.687+01:00</updated><title type='text'>Eschilo e la nascita della tragedia</title><content type='html'>&lt;p align="justify"&gt;Eschilo fu un drammaturgo greco vissuto tra il 525 a.C. e il 456 a.C.&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Drammaturgo"&gt;&lt;/a&gt;&amp;#160;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Grecia"&gt;&lt;/a&gt;Viene unanimemente considerato l'iniziatore della tragedia greca nella sua forma matura ed &amp;#232; il primo dei poeti tragici dell'antica Grecia di cui ci siano pervenute opere per intero. A lui seguirono Sofocle ed Euripide. Nato a Eleusi intorno al 525 a.C, di famiglia nobile, fu testimone della fine della tirannia dei Pisistratidi ad Atene, nel 510 a.C. Combatt&amp;#233; contro i persiani nelle battaglie di Maratona (490 a.C.), di Salamina (480 a.C.) e di Platea (479 a.C.). A proposito della battaglia navale di Sa&lt;img height="194" src="http://images.google.com/url?q=http://remacle.org/bloodwolf/tragediens/euripide/BouguereauRemorseOreste.JPG&amp;amp;usg=AFQjCNHE1sIS8RkVwIKLchfon2szguhraA" width="219" align="left" /&gt;lamina, di cui il poeta d&amp;#224; il resoconto ne I Persiani, &amp;#232; interessante no tare come la tradizione assegni lo stesso giorno, sulla stessa isola, alla nascita di Euripide. Nello stesso periodo, si dice, il giovane Sofocle intonava i primi peana. Alcune delle sue opere, come I Persiani o Sette contro Tebe ,devono molto alla sua esperienza nelle guerre persiane. Fu anche il solo testimone tra i grandi poeti greci classici dello sviluppo della democrazia ateniese. Le supplici contiene il primo riferimento che sia giunto fino ad oggi di una forma di governo definita come &amp;#171;potere del popolo&amp;#187;. Nelle Eumenidi, la rappresentazione della creazione dell'areopago, tribunale incaricato di giudicare gli omicidi, sembra un implicito sostegno alla riforma di Efialte che nel 462 a.C. trasfer&amp;#236; i poteri politici dall'areopago al consiglio dei cinquecento...&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Per continuare a leggere l'articolo, &lt;a href="http://storia-pergamonjournal.blogspot.com/2008/01/eschilo-e-la-nascita-della-tragedia.html" target="_blank"&gt;&lt;strong&gt;fai clic qui&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;  &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Pubblicato su Pergamon Journal, http://pergamonjournal.blogspot.com&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/101120682203898409-7860120064513852833?l=pergamonjournal.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/feeds/7860120064513852833/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/2008/01/eschilo-e-la-nascita-della-tragedia.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/101120682203898409/posts/default/7860120064513852833'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/101120682203898409/posts/default/7860120064513852833'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/2008/01/eschilo-e-la-nascita-della-tragedia.html' title='Eschilo e la nascita della tragedia'/><author><name>Pergamon Journal</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-101120682203898409.post-8251399328683728497</id><published>2008-01-25T16:51:00.001+01:00</published><updated>2008-01-25T16:51:00.802+01:00</updated><title type='text'>Efeso, la città della dea</title><content type='html'>&lt;p align="justify"&gt;Dagli scritti degli Ittiti del XIV secolo a.C. si trovano informazioni sul regno Akhhiyava, che si s&amp;#224; fu fondato nella zona di Mileto, da queste informazioni risulta che una importante citt&amp;#224; del regno fu Apasas. la poca distanza di Efeso da Mileto e la somiglianza fra il nome Apasas e il greco Efesos secondo alcuni dimostra che Efeso fu in origine Apasas. Il vasellame di terracotta trovato nelle tombe del periodo miceneo considerati i primi elementi della storia di Efeso sono del XV, XIV secolo a.C., ci&amp;#242; dimostrerebbe che gli abitanti di Micene avessero rapporti con Apasas. Accanto a queste affermazioni basate sull'archeologia, ci sono le leggende&lt;img height="186" src="http://centros4.pntic.mec.es/ies.castella.vetula/images/celcius-library-1.Efeso.jpg" width="247" align="left" /&gt; mitologiche e secondo Strabone il nome Efeso deriverebbe da quello di una regina delle Amazzoni che sarebbero le fondatrici della citt&amp;#224;. Nel VII secolo a.C. Efeso come tutte le citt&amp;#224; della zona ionica fu invasa dai Kimmer che non rimasero molto per&amp;#242; distrussero il tempio della dea Cibele venerata da quelle popolazioni che la chiamavano &amp;quot;Gran Madre&amp;quot; le cui caratteristiche erano uguali a quelle della dea greca Artemide (Diana per i Romani). Nel VI secolo a.C. Efeso fu assediata dagli abitanti della Lidia divenuta uno stato potente con capitale Sardi. Gli Efesini, sicuri della protezione di Cibele tesero una corda dal tempio fino a lla porta della citt&amp;#224; e si radunarono da una parte senza preoccuparsi dell'attacco di Creso, re di Lidia, che per&amp;#242; invase la citt&amp;#224;...&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Per continuare a leggere l'articolo, &lt;strong&gt;&lt;a href="http://storia-pergamonjournal.blogspot.com/2008/01/efeso-la-citt-della-dea.html" target="_blank"&gt;fai clic qui&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;  &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Pubblicato su Pergamon Journal, http://pergamonjournal.blogspot.com&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/101120682203898409-8251399328683728497?l=pergamonjournal.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/feeds/8251399328683728497/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/2008/01/efeso-la-citt-della-dea.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/101120682203898409/posts/default/8251399328683728497'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/101120682203898409/posts/default/8251399328683728497'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/2008/01/efeso-la-citt-della-dea.html' title='Efeso, la città della dea'/><author><name>Pergamon Journal</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-101120682203898409.post-2505376424871545705</id><published>2008-01-24T21:13:00.000+01:00</published><updated>2012-01-23T16:03:01.574+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Scienza'/><title type='text'>Ecco la ricetta per la vita</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;A pochi mesi dall'annuncio ufficiale di aver creato la prima forma di vita artificiale, ricreando il genoma del batterio Mycoplasma genitalium, Craig Venter pubblica la sua «ricetta» per la vita artificiale. In un report la sua equipe descrive un metodo che potrebbe permettere agli scienziati di generare pezzi di genoma sintetici molto più estesi di quanto è stato fatto finora. La sofisticata procedura potrebbe aprire la strada alla generazione di microrganismi per la battaglia all'inquinamento, in grado di digerire i composti tossici rilasciati nell'ambiennte e produrre carburanti puliti. «Abbiamo sintetizzato un genoma artificiale grande 582.970 basi (i «mattoni» che compongono il Dna) identico a quello del Mycoplasma genitalium - si legge sull'articolo di Science - questo genoma sintetico, battezzato M. genitalium JCVI-1.0, con&lt;img style="margin: 0px 0px 10px 10px; text-align: justify; float: right; cursor: pointer; width: 200px;" src="http://www.mondimedievali.net/medicina/images/053.jpg" alt="" border="0" /&gt;tiene tutti i geni del M.genitalium esistente in natura».&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La ricetta è questa: si parte dalla sintesi in provetta di grossi pezzi di Dna delle dimensioni pari a un ottavo (&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;72 mila basi circa) o un quarto (144 mila basi circa) di quelle dell'intero genoma batterico. Queste porzioni sono state clonate sotto forma di cromosomi batterici artificiali (BACs), e scelti i cloni che costituivano la sequenza corretta dei quartì di genoma. Si è passati poi, ha raccontato Daniel Gibson del team di Venter, all'assemblaggio di questi larghi pezzi di Dna dentro cellule di lievito Saccharomyces cerevisiae, creando così il genoma corretto e completo che è poi stato isolato. Come sistema di riconoscimento del materiale genetico sintetizzato gli scienziati statunitensi hanno utilizzato una sorta di filigranà genetica, ovvero piccoli pezzetti di Dna innocui inseriti in punti specifici dei cromosomi sintetici. «I metodi descritti qui - hanno concluso gli esperti - saranno utili per costruire grossi pezzi di DNA per sintesi chimica ed anche per combinare questi pezzi con altri di Dna presente in natura», e procedere alla creazione di nuove forme di vita artificiale.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Pubblicato su Pergamon Journal, http://pergamonjournal.blogspot.com&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/101120682203898409-2505376424871545705?l=pergamonjournal.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/feeds/2505376424871545705/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/2008/01/ecco-la-ricetta-per-la-vita.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/101120682203898409/posts/default/2505376424871545705'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/101120682203898409/posts/default/2505376424871545705'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/2008/01/ecco-la-ricetta-per-la-vita.html' title='Ecco la ricetta per la vita'/><author><name>Wellington</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-101120682203898409.post-5374126375243835130</id><published>2008-01-24T18:39:00.001+01:00</published><updated>2008-01-24T18:39:38.691+01:00</updated><title type='text'>Energia solare: un piano per le centrali</title><content type='html'>&lt;p align="justify"&gt;La speranza &amp;#232; che sia l'inizio di una svolta. Il Ministro per l'Ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio, ha istituito una task force, guidata dal premio Nobel Carlo Rubbia, che dovr&amp;#224; avviare il solare termodinamico in Italia. O meglio, indicare la strada da percorrere per cercare di imitare altri Paesi europei, come la Spagna, la Germania, o alcuni stati degli Usa, come la California. Non si tratta pi&amp;#249; soltanto di qualche pannello solare sui tetti (che pure dovrebbero essere molti di pi&amp;#249;). Il solare termodinamico a concentrazione utilizza collettori parabolici lineari e configura delle vere e proprie &amp;#171;centrali&amp;#187; elettriche, ma ovviamente pulite e senza emissioni. Da circa 20 anni sono in esercizio nove grandi impianti di questo tipo in California per una potenza elettrica complessiva di oltre 350 megawatt...&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Per continuare a leggere, &lt;strong&gt;&lt;a href="http://geo-pergamonjournal.blogspot.com/2008/01/energia-solare-un-piano-per-le-centrali.html" target="_blank"&gt;fai clic qui&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;  &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Pubblicato su Pergamon Journal, http://pergamonjournal.blogspot.com&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/101120682203898409-5374126375243835130?l=pergamonjournal.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/feeds/5374126375243835130/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/2008/01/energia-solare-un-piano-per-le-centrali.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/101120682203898409/posts/default/5374126375243835130'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/101120682203898409/posts/default/5374126375243835130'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/2008/01/energia-solare-un-piano-per-le-centrali.html' title='Energia solare: un piano per le centrali'/><author><name>Pergamon Journal</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-101120682203898409.post-7952695948165303462</id><published>2008-01-24T17:37:00.000+01:00</published><updated>2012-01-23T15:58:26.607+01:00</updated><title type='text'>Scoperta lava su Mercurio</title><content type='html'>&lt;p align="justify"&gt;L’analisi delle prime immagini trasmesse dalla sonda Messenger della Nasa che ha sorvolato Mercurio inizia ad offrire interessanti frutti. Proprio il primo fotogramma trasmesso il 14 gennaio e ripreso da un’altezza di 27 mila chilometri mostra delle zone scure vicino alla sommità del globo interpretate come lava solidificata. «Se la natura della zona fosse confermata – dice Jeffrey Gilles-Davis del team di planetologi impegnati nella ricognizione – bisognerebbe riscrivere la storia del pianeta più vicino al Sole». Questa lava, spiegano, dovrebbe essere fluita in superficie dopo la formazione dei crateri di cui è disseminata l’intero suolo e quindi dopo i primi 500 milioni di anni della sua esistenza. Ciò dimostrerebbe una doppia natura della superficie stessa e consentirebbe di spiegare meglio alcuni processi di formazione. Il medesimo metodo di valutazione era stato usato nello studio della superficie della Luna, corpo dalle caratteristiche superficiali molto simili: i “mari” lunari sono creati dalla lava fuoriuscita dalle profondità. &lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Bisogna ricordare che Messenger osserva Mercurio in dettaglio per la prima volta perché l’unica missione effettuata nel 1973 dalla sonda Mariner 10 della Nasa aveva fotografato solo una parte ridotta. E nelle immagini trasmesse allora non c’era traccia di lava superficiale. Da ricordare ancora che la missione di Mariner 10 aveva ottenuto grande successo grazie alle idee di un italiano, il professor Giuseppe Colombo dell’Università di Padova, geniale meccanico che faceva la spola con lo Smithsonian Astrophysical Observatory di Cambridge e il Jet Propulsion Laboratory (JPL) della Nasa a Pasadena. Proprio con il JPL collaborava al disegno delle orbite interplanetarie ed aveva suggerito agli scienziati americani una soluzione che permise di effettuare con la sonda tre ricognizioni di Mercurio invece di una come previsto, triplicando quindi il bottino scientifico. Da allora questo pianeta dai numerosi enigmi e dalle caratteristiche estreme veniva dimenticato anche per la difficoltà di costruire sonde che resistessero al surriscaldamento della zona, data la vicinanza all’astro. Tra le altre cose c’è il mistero del campo magnetico che Mercurio sprigiona e la presenza di ghiaccio nelle zone in ombra dei poli rilevato con i radar di Terra mentre all’Equatore c’è una temperatura di circa mille gradi centigradi. &lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Durante l’incontro del 14 gennaio Messenger ha trasmesso mille immagini con una risoluzione eccezionale che permette di vedere dettagli prima impossibili e un fiume di dati. Proseguendo nella sua corsa Messenger effettuerà un secondo incontro ravvicinato con Mercurio il prossimo 6 ottobre prima di entrare in orbita intorno ad esso definitivamente nel marzo 2011. Intanto l’ESA europea sta costruendo una sonda ancora più complicata battezzata appunto “BepiColombo” in onore del grande studioso padovano che di Mercurio aveva anche scoperto gli esatti movimenti intorno al Sole. Il suo lancio è previsto nel 2013. &lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Pubblicato su Pergamon Journal, http://pergamonjournal.blogspot.com&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/101120682203898409-7952695948165303462?l=pergamonjournal.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/feeds/7952695948165303462/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/2008/01/scoperta-lava-su-mercurio.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/101120682203898409/posts/default/7952695948165303462'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/101120682203898409/posts/default/7952695948165303462'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/2008/01/scoperta-lava-su-mercurio.html' title='Scoperta lava su Mercurio'/><author><name>Wellington</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-101120682203898409.post-5280355019250294809</id><published>2008-01-23T14:25:00.001+01:00</published><updated>2008-01-23T14:25:29.063+01:00</updated><title type='text'>Il piano energetico Ue</title><content type='html'>&lt;p align="justify"&gt;Il collegio dei commissari della Commissione europea ha approvato il pacchetto di proposte legislative per la lotta al cambiamento climatico. Le proposte, articolate in cinque differenti normative, mirano a rendere operativi gli impegni presi a marzo dell'anno scorso dall'Unione europea per una riduzione delle emissioni di Co2 del 20% entro il 2020, un aumento della quota di energia prodotta da fonti rinnovabili del 20% e un aumento della quota di utilizzo di biocarburanti nel settore trasporti del 10%.&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Il pacchetto legislativo presentato dalla Commissione europea per ridurre le emissioni di Co2 dell'Ue del 20 per cento entro il 2020 &amp;#232; la proposta &amp;#171;pi&amp;#249; ambiziosa&amp;#187; fatta dalla Commissione da molti anni ma attuarla coster&amp;#224; meno dello 0,5 per cento del Pil, cio&amp;#232; circa 3 euro a persona da qui al 2020, ha affermato il presidente della Commissione europea Jos&amp;#232; Manuel Barroso. &amp;#171;Gli sforzi aggiuntivi necessari per attuare le proposte sarebbero meno dello 0,5% del Pil entro il 2020 - ha detto Barroso - pari a circa 3 euro a settimana a persona: un vero impegno ma non un cattivo affare&amp;#187;. Infatti, ha ricordato il capo dell'esecutivo comunitario, &amp;#171;anche nella pi&amp;#249; ottimistica delle ipotesi del rapporto Stern il costo dell'inazione &amp;#232; maggiore di dieci volte e ogni giorno che il prezzo del petrolio e del gas aumenta il costo reale del pacchetto diminuisce&amp;#187;. Invece dei costi, ha aggiunto Barroso, &amp;#171;dovremmo parlare dei guadagni per l'Ue&amp;#187;, perch&amp;#233; le proposte sono calibrate in modo &amp;#171;da assicurare una campo di gioco paritario lasciando il pi&amp;#249; ampio margine possibile agli Stati membri&amp;#187; e assicurando che &amp;#171;la richiesta agli Stati membri pi&amp;#249; poveri sia realistica: tutti contribuiranno ma in linea con la loro capacit&amp;#224; di investire&amp;#187;...&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Per continuare a leggere l'articolo, &lt;strong&gt;&lt;a href="http://geo-pergamonjournal.blogspot.com/2008/01/il-piano-energetico-ue.html" target="_blank"&gt;fai clic qui&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;  &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Pubblicato su Pergamon Journal, http://pergamonjournal.blogspot.com&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/101120682203898409-5280355019250294809?l=pergamonjournal.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/feeds/5280355019250294809/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/2008/01/il-piano-energetico-ue.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/101120682203898409/posts/default/5280355019250294809'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/101120682203898409/posts/default/5280355019250294809'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/2008/01/il-piano-energetico-ue.html' title='Il piano energetico Ue'/><author><name>Pergamon Journal</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-101120682203898409.post-559590212025129909</id><published>2008-01-23T14:22:00.000+01:00</published><updated>2012-01-23T16:03:01.658+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Scienza'/><title type='text'>Il padre di Dolly: «Inutile la clonazione»</title><content type='html'>&lt;p align="justify"&gt;Cellule staminali senza bisogno di embrioni. Riportando indietro l'«orologio biologico» di quelle adulte. Vi sarebbero riusciti ricercatori giapponesi e martedì prossimo il loro lavoro verrà pubblicato su una rivista scientifica. Ma c'è chi sa già tutto e anticipa la rivoluzione. E' il britannico Ian Wilmut, il «papà» della pecora Dolly: il primo mammifero clonato nel 1997 dalla cellula di un altro mammifero adulto. Wilmut, del Roslin Institute di Edimburgo, ha deciso di abbandonare la via della clonazione a scopo terapeutico (aveva il via libera del governo inglese per applicare sull'uomo la tecnica- Dolly) a favore della produzione di cellule staminali con la tecnica giapponese. E lo ha dichiarato al quotidiano Daily Telegraph. E' la grande rinuncia.&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Lo scienziato che ha fatto radicalmente cambiare idea a Wilmut è il «rivale» giapponese Shinya Yamanaka, dell'università di Kyoto, il quale con la sua équipe avrebbe creato cellule staminali a partire da pelle di topo senza toccare gli embrioni. Yamanaka sarebbe già &lt;a href="http://lh5.google.com/pergamonjournal/R5c_kdj8QxI/AAAAAAAABLo/ROjJB3cIYcU/image%5B3%5D"&gt;&lt;img style="border-width: 0px;" alt="image" src="http://lh3.google.com/pergamonjournal/R5c_l9j8QyI/AAAAAAAABLw/t4E6bICTmn4/image_thumb%5B1%5D" align="left" border="0" height="244" width="176" /&gt;&lt;/a&gt;riuscito anche con cellule umane. Come ha fatto? Lui stesso lo ha illustrato mesi fa a Toronto (Wilmut era presente), durante un meeting della International Society for Stem Cell Research: avrebbe individuato quattro geni chiave («silenziati» nelle cellule adulte) che sono invece attivi a livello embrionale. Quando le staminali si moltiplicano «totipotenti», cioè in grado di diventare ogni tipo di cellula specializzata: sangue, neuroni, muscoli, ossa, cuore, fegato, occhi, pelle. Insomma tutto. Studiando proprio gli embrioni, Yamanaka ha individuato i geni: Oct4, Sox2, c-Myc, e un misterioso quarto (tenuto per ora segreto) che sarebbe un fattore di trascrizione. Spiega: «Un gene che non si pensava avesse un ruolo così importante per le staminali». Poi ha fatto geni- copia e ha visto che messi insieme a cellule adulte di pelle di topo (e sembra anche nell'uomo) riuscivano a spostare indietro l'orologio biologico: da cellule adulte a staminali embrionali direttamente in coltura. &lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Se così è, da poche cellule della pelle di un paziente si potrebbe avere una sorgente praticamente inesauribile di staminali per «pezzi di ricambio» di ogni tipo. Il primo passo: neuroni nuovi per curare Alzheimer e Parkinson, cellule del pancreas per guarire il diabete di tipo I, neuroni motori per bloccare la Sla. Il tutto senza toccare gli embrioni. Per Wilmut è la svolta: «Ho deciso di non continuare con la tecnica del trasferimento del nucleo, utilizzata per Dolly. La nuova via di ricerca è accettata socialmente ed è estremamente appassionante». Insomma: clonazione a fini terapeutici addio.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Pubblicato su Pergamon Journal, http://pergamonjournal.blogspot.com&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/101120682203898409-559590212025129909?l=pergamonjournal.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/feeds/559590212025129909/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/2008/01/il-padre-di-dolly-inutile-la-clonazione.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/101120682203898409/posts/default/559590212025129909'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/101120682203898409/posts/default/559590212025129909'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/2008/01/il-padre-di-dolly-inutile-la-clonazione.html' title='Il padre di Dolly: «Inutile la clonazione»'/><author><name>Wellington</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-101120682203898409.post-1703323035875999182</id><published>2008-01-21T22:44:00.001+01:00</published><updated>2008-01-21T22:44:16.719+01:00</updated><title type='text'>Lenti a contatto con zoom</title><content type='html'>&lt;p align="justify"&gt;Non &amp;#232; fantascienza e neppure una versione rivisitata di classici film quali &amp;quot;Superman&amp;quot; o &amp;quot;Terminator&amp;quot;: sono in arrivo i primi occhi bionici. Speciali lenti a contatto flessibili, dotate di circuiti elettronici e di un display Led, che consentiranno allo spettatore di zoomare su determinati scenari e - istantaneamente - ottenere tutte le informazioni necessarie sulla persona o l'oggetto presente nel campo visivo. Attraverso lo schermo virtuale, inoltre, si potr&amp;#224; persino navigare in Rete. Il traguardo verso il &amp;quot;super-occhio&amp;quot; sembra ora molto pi&amp;#249; vicino. Le possibilit&amp;#224; d'uso nella vita di tutti i giorni sono infinite. Il team di ricercatori dell'Universit&amp;#224; di Washington, capitanati da Babak Parviz, sono infatti riusciti per la prima volta &amp;#8211; utilizzando tecniche di lavoro in nanoscala - a dotare una lente a contatto biologicamente sicura di un microchip elettronico...&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Per continuare a leggere l'articolo, &lt;strong&gt;&lt;a href="http://scienze-pergamonjournal.blogspot.com/2008/01/lenti-contatto-con-zoom.html" target="_blank"&gt;fai clic qui&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;  &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Pubblicato su Pergamon Journal, http://pergamonjournal.blogspot.com&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/101120682203898409-1703323035875999182?l=pergamonjournal.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/feeds/1703323035875999182/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/2008/01/lenti-contatto-con-zoom.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/101120682203898409/posts/default/1703323035875999182'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/101120682203898409/posts/default/1703323035875999182'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/2008/01/lenti-contatto-con-zoom.html' title='Lenti a contatto con zoom'/><author><name>Pergamon Journal</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-101120682203898409.post-5035375792561876742</id><published>2008-01-21T22:42:00.000+01:00</published><updated>2012-01-23T16:04:35.861+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Scienza'/><title type='text'>Lenti a contatto con zoom</title><content type='html'>&lt;p align="justify"&gt;Non è fantascienza e neppure una versione rivisitata di classici film quali "Superman" o "Terminator": sono in arrivo i primi occhi bionici. Speciali lenti a contatto flessibili, dotate di circuiti elettronici e di un display Led, che consentiranno allo spettatore di zoomare su determinati scenari e - istantaneamente - ottenere tutte le informazioni necessarie sulla persona o l'oggetto presente nel campo visivo. Attraverso lo schermo virtuale, inoltre, si potrà persino navigare in Rete. Il traguardo verso il "super-occhio" sembra ora molto più vicino. Le possibilità d'uso nella vita di tutti i giorni sono infinite. Il team di ricercatori dell'Università di Washington, capitanati da Babak Parviz, sono infatti riusciti per la prima volta – utilizzando tecniche di lavoro in nanoscala - a dotare una lente a contatto biologicamente sicura di un microchip elettronico. &lt;b&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Il prototipo, già testato con successo sui conigli, è stato presentato in questi giorni al convegno dell' "Institute of Electrical and Electronics Engineers". Lo speciale supporto contiene un circuito e una serie di diodi che emettono luce rossa. «Guardando attraverso queste lenti è possibile vedere ciò che i circuiti elettronici stanno generando, sovrapposto alle immagini che arrivano dal mondo esterno», spiega in un comunicato Parviz, professore associato di ingegneria elettronica. «Per ora si tratta di un piccolo passo, ma già estremamente promettente. Saranno poi gli stessi utenti a scoprire tutti i possibili utilizzi di questo speciale supporto. Il nostro obiettivo, per ora, è stato solo quello di illustrare la tecnologia e dimostrare che funziona e che è sicura». &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Gli impieghi potrebbero essere innumerevoli: dagli automobilisti, che non dovranno più fissare la strada ma avranno – per esempio – tutti i dettagli memorizzati sul display della lente; ai piloti d'aerei, che non saranno più costretti a guardare gli strumenti; dagli appassionati di videogiochi, che potranno immergersi quasi completamente nel mondo virtuale fino agli internauti che potranno portarsi praticamente il web dovunque. Il circuito, ha assicurato il professore, influisce minimamente sulla normale visione: c'è spazio a sufficienza perché l'occhio continui a svolgere il suo lavoro. &lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Prima di entrare in produzione restano, tuttavia, da perfezionare diversi dettagli importanti: dall'alimentazione, che potrebbe arrivare alla lente tramite onde radio e pannelli fotovoltaici; ai materiali elettronici, che sono estremamente delicati e nello stesso tempo potenzialmente tossici. Le prime applicazioni con solo qualche pixel, dice però Parviz, potrebbero essere disponibili molto presto. &lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Pubblicato su Pergamon Journal, http://pergamonjournal.blogspot.com&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/101120682203898409-5035375792561876742?l=pergamonjournal.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/feeds/5035375792561876742/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/2008/01/lenti-contatto-con-zoom_21.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/101120682203898409/posts/default/5035375792561876742'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/101120682203898409/posts/default/5035375792561876742'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/2008/01/lenti-contatto-con-zoom_21.html' title='Lenti a contatto con zoom'/><author><name>Wellington</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-101120682203898409.post-3933295415285886684</id><published>2008-01-19T13:25:00.001+01:00</published><updated>2008-01-19T13:25:44.914+01:00</updated><title type='text'>Primo embrione-clone</title><content type='html'>&lt;p align="justify"&gt;Per la prima volta &amp;#232; stato creato un embrione-clone umano a partire da una cellula della pelle, esperimento che rende cos&amp;#236; possibile l'utilizzo di cellule staminali su misura. La ricerca &amp;#232; stata pubblicata dalla rivista Stem Cells. Alcuni studiosi per&amp;#242; dubitano dell'esperimento e sono molto cauti dopo lo scandalo per un falso annuncio di una ricerca simile in Corea alcuni anni fa. Finora l'unico embrione-clone era stato generato nel 2005 dai ricercatori inglesi dell'Universit&amp;#224; di Newcastle utilizzando cellule staminali adulte, che per&amp;#242; sono pi&amp;#249; difficili da prelevare nel paziente. Il nuovo embrione, invece, &amp;#232; nato utilizzando la cellula della pelle di un uomo, il cui Dna &amp;#232; stato introdotto in un ovulo femminile, dal quale era stato estratto il nucleo...&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Per continuare a leggere, &lt;strong&gt;&lt;a href="http://scienze-pergamonjournal.blogspot.com/2008/01/primo-embrione-clone.html" target="_blank"&gt;fai clic qui&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;  &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Pubblicato su Pergamon Journal, http://pergamonjournal.blogspot.com&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/101120682203898409-3933295415285886684?l=pergamonjournal.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/feeds/3933295415285886684/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/2008/01/primo-embrione-clone.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/101120682203898409/posts/default/3933295415285886684'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/101120682203898409/posts/default/3933295415285886684'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/2008/01/primo-embrione-clone.html' title='Primo embrione-clone'/><author><name>Pergamon Journal</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-101120682203898409.post-8531540438272064004</id><published>2008-01-19T13:24:00.000+01:00</published><updated>2012-01-23T16:03:01.723+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Scienza'/><title type='text'>Primo embrione-clone</title><content type='html'>&lt;p align="justify"&gt;Per la prima volta è stato creato un embrione-clone umano a partire da una cellula della pelle, esperimento che rende così possibile l'utilizzo di cellule staminali su misura. La ricerca è stata pubblicata dalla rivista Stem Cells. Alcuni studiosi però dubitano dell'esperimento e sono molto cauti dopo lo scandalo per un falso annuncio di una ricerca simile in Corea alcuni anni fa. Finora l'unico embrione-clone era stato generato nel 2005 dai ricercatori inglesi dell'Università di Newcastle utilizzando cellule staminali adulte, che però sono più difficili da prelevare nel paziente. Il nuovo embrione, invece, è nato utilizzando la cellula della pelle di un uomo, il cui Dna è stato introdotto in un ovulo femminile, dal quale era stato estratto il nucleo. &lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;La tecnica, chiamata trasferimento nucleare di cellule somatiche, è ben nota. È la stessa con la quale nell'agosto 2005 il coreano Woo Suk Hwang, dell'Università nazionale di Seul, aveva annunciato di essere riuscito a ottenere le cellule staminali embrionali «personalizzate», ma la sua ricerca poi si rivelò un falso. I ricercatori californiani della Stemagen hanno ottenuto l'embrione-clone utilizzando cellule somatiche di due uomini e gli ovuli di tre donne. Hanno così creato 21 embrioni, cinque dei quali sono sopravvissuti e cresciuti fino allo stato di blastocisti, in cui l'embrione è formato da circa 40-72 cellule. A questo stadio di sviluppo si sono già formate le cellule staminali embrionali, che hanno lo stesso patrimonio genetico del donatore (quello a cui è stata prelevata la cellula della pelle). Queste cellule totipotenti hanno la capacità di differenziarsi in qualunque cellula del corpo, e quindi potrebbero in futuro diventare un'officina di ricambio di organi o parti del corpo&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Pubblicato su Pergamon Journal, http://pergamonjournal.blogspot.com&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/101120682203898409-8531540438272064004?l=pergamonjournal.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/feeds/8531540438272064004/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/2008/01/primo-embrione-clone_19.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/101120682203898409/posts/default/8531540438272064004'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/101120682203898409/posts/default/8531540438272064004'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/2008/01/primo-embrione-clone_19.html' title='Primo embrione-clone'/><author><name>Wellington</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-101120682203898409.post-2786440161616403817</id><published>2008-01-17T17:32:00.000+01:00</published><updated>2012-01-23T16:04:35.842+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Scienza'/><title type='text'>Un Mac ultrapiatto</title><content type='html'>&lt;p align="justify"&gt;  Steve Jobs dopo aver cambiato il modo di fruire la musica con il suo iPod ha deciso che i tempi sono maturi per lanciare il suo personale implacabile assalto all’industria dell’home video. Per il “guru” della Apple è giunto il momento per poter &lt;img src="http://www.corriere.it/Fotogallery/Tagliate/2008/01_Gennaio/15/APPLE/15.JPG" align="right" height="303" width="206" /&gt;vedere film e programmi televisivi quando vogliamo e, soprattutto, dove vogliamo: Mac, iPod, iPhone, o il semplice televisore di casa. Nel suo annuale keynote al Moscone Center di San Francisco, rimandato in diretta europea nella sede della Bbc a Londra, Jobs ha illustrato il piano di battaglia per la conquista di Hollywood può già contare su accordi con le maggiori sei major cinematografiche: 20th Century Fox, Warner Bross, Disney, Universal, Sony Pictures e Paramount. Ma la sorpresa non è mancata anche per gli amanti dei gadget tecnologici della mela morsicata: “There’s something in the air”, ha sorriso Jobs prima di presentare «il computer più sottile al mondo». Il nuovo MacBook Air che è uscito da una busta gialla, di quelle che si usano per inviare un documento protocollo, tanto per intenderci. «Wow» è stata la risposta immediata quanto stupita della sala.&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;«Con iTunes abbiamo venduto 4 miliardi di canzoni e 7 milioni di film”, ha spiegato Jobs camminando su e giù per il palco con il suo tradizionale dolcevita nero e i jeans. «Ma adesso credo che ci sia una strada migliore per dare film alle persone: iTunes Movie Rentals». In sostanza si potranno noleggiare i film delle più importanti major di Hollywood direttamente da Internet al costo di 2,99 dollari per i titoli in libreria e di 3,99 dollari per quelli nuovi. Il film resterà a disposizione dell’utente per 24 ore e sarà visibile tanto su un iPhone o iPod quanto su un Mac o pc o sul televisore di casa utilizzando la nuova Apple Tv 2 (229 dollari il costo e non richiede l’utilizzo di un computer). La libreria Apple potrà contare su 1.000 film entro la fine di febbraio che saranno disponibili in ogni luogo e su ogni supporto in circa 30 secondi dal noleggio. Oltre ai film si potranno comprare show televisivi, videoclip musicali, podcast video e altri prodotti. Anche l’alta definizione entrerà a fare parte dell’offerta con un centinaio di titoli di film disponibili a un costo di 4,99 dollari.&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Ma il momento clou della presentazione per i fans della mela morsicata è arrivato con la presentazione del nuovo MacBook Air. Lo spessore è incredibile: da quasi 2 cm nel punto più alto ad appena 4,9 millimetri in quello più basso. Ma nonostante sia “il computer più sottile al mondo”, come ha tenuto a precisare Steve Jobs, mantiene standard invidiabili: un display di 13,3 pollici con videocamera per conferenze incorporata, una tastiera “full size” supportata da alcune funzioni multitouch nel "trackpad", un hard disk di 80 gb, 2 Gb di memoria e un processore Intel Core Duo, 2 porte Usb e una batteria che garantisce 5 ore di lavoro. Il tutto per un peso complessivo di 1,3 chili. «Questo MacBook Air è stato costruito per essere una wireless machine» ha detto Steve Jobs puntualizzando come il computer preveda tutte le più avanzate connessioni senza fili. Il prezzo per questa macchina dalle linee affusolate, realizzata in alluminio riciclabile: 1.699 euro.&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;&lt;img src="http://www.corriere.it/Fotogallery/Tagliate/2008/01_Gennaio/15/APPLE/10.JPG" align="left" height="152" width="214" /&gt;«Il 2007 è stato un anno straordinario nella nostra storia con il lancio di iPhone e degli altri prodotti Apple» ha detto Steve Jobs ricordando alcuni successi, come quello di Leopard, il sistema oprativo che ha venduto 5 milioni di copie nei primi 3 mesi. «È migliore e più veloce di Vista», ha tenuto a precisare Jobs lanciando l’ennesima stoccata al nemico di sempre: Bill Gates. &lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Anche l’iPhone è considerato un grande successo di casa Apple: «Ne abbiamo venduti 4 milioni in soli 200 giorni». Ma l’innovazione non si ferma. L'iPhone ora guadagna nuove funzionalità come le mappe con la geo-localizzazione, non basate su Gps ma sistemi di triangolazione tra Google Maps e la rete wi-fi. In questo modo si può usare il cellulare come un navigatore che segue il nostro percorso e traccia quello da fare. Sarà inoltre possibile personalizzare l’home-screen dell’iPhone con la creazione di più pagine di partenza dove l’utente può inserire servizi e preferiti che desidera tenere in primo piano. Certo, alla fine non è stato e non poteva essere la replica del keynote dell’anno scorso quando l’entusiasmo salì alle stelle per la presentazione dell’iPhone. Ma Steve Jobs, ancora una volta, ha dimostrato di guardare avanti. E di non perdere mai di vista il consumatore.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Pubblicato su Pergamon Journal, http://pergamonjournal.blogspot.com&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/101120682203898409-2786440161616403817?l=pergamonjournal.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/feeds/2786440161616403817/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/2008/01/un-mac-ultrapiatto.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/101120682203898409/posts/default/2786440161616403817'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/101120682203898409/posts/default/2786440161616403817'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/2008/01/un-mac-ultrapiatto.html' title='Un Mac ultrapiatto'/><author><name>Wellington</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-101120682203898409.post-8104641695929373909</id><published>2008-01-16T13:34:00.001+01:00</published><updated>2008-01-16T13:34:46.638+01:00</updated><title type='text'>Una sconfitta per il paese</title><content type='html'>&lt;p align="justify"&gt;A questo punto la decisione era molto probabilmente inevitabile: Benedetto XVI ha preferito non recitare la parte dell'ospite sgradito. Ha preferito evitare allo Stato italiano la vergogna di dover difendere la sua presenza all'Universit&amp;#224; di Roma schierando i reparti antisommossa, e ha deciso di rinunciare alla sua visita. E' una grande vittoria dei laici. Il &amp;#171;libero pensiero&amp;#187; ha trionfato e i suoi apostoli possono cantare vittoria: ha trionfato la scienza contro l'ignoranza, la ragione contro la superstizione, Voltaire contro Bellarmino. Hanno trionfato i grandi pedagoghi democratici che nei giorni scorsi, dall'alto della loro sapienza, avevano detto il fatto loro a Joseph Ratzinger definendolo una personalit&amp;#224; &amp;#171;intellettualmente inconsistente&amp;#187;. E&amp;#8217; una vittoria non da poco. Per la prima volta ci&amp;#242; che finora &amp;#232; stato sempre possibile a tutti i pontefici romani, e cio&amp;#232; di muoversi senza problemi sul territorio italiano, di essere accolti in qualunque sede istituzionale, di prendere la parola perfino nell'aula del Parlamento, per la prima volta tutto ci&amp;#242; non &amp;#232; stato invece possibile a Benedetto XVI. E questo nel cuore della sua diocesi, nel cuore di Roma.&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Per continuare, &lt;strong&gt;&lt;a href="http://magazine-pergamonjournal.blogspot.com/2008/01/una-sconfitta-per-il-paese.html" target="_blank"&gt;fai clic qui&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;&lt;em&gt;Di Ernesto Galli della Loggia, Corriere della Sera&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;  &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Pubblicato su Pergamon Journal, http://pergamonjournal.blogspot.com&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/101120682203898409-8104641695929373909?l=pergamonjournal.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/feeds/8104641695929373909/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/2008/01/una-sconfitta-per-il-paese.html#comment-form' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/101120682203898409/posts/default/8104641695929373909'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/101120682203898409/posts/default/8104641695929373909'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/2008/01/una-sconfitta-per-il-paese.html' title='Una sconfitta per il paese'/><author><name>Pergamon Journal</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-101120682203898409.post-7048597074808513048</id><published>2008-01-15T17:01:00.000+01:00</published><updated>2010-04-20T21:36:04.561+02:00</updated><title type='text'>Attesa per il Macwold 2008</title><content type='html'>&lt;p align="justify"&gt;Cresce l&amp;#8217;attesa per il Macworld, l&amp;#8217;annuale conferenza in cui Steve Jobs rivela i nuovi prodotti e i programmi della Apple. E come ogni anno gli analisti sono scatenati nel tentativo di anticipare quali saranno gli assi nella manica del carismatico &amp;#8220;guru&amp;#8221; dell&amp;#8217;azienda di Cupertino. L&amp;#8217;appuntamento &amp;#232; per marted&amp;#236; a San Francisco. Secondo gli analisti tre potrebbero i focus della presentazione. &lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Una teoria prevalente &amp;#232; che la Apple torni sul primo amore, il computer, con un prodotto destinato a coprire un segmento su cui in questi anni &amp;#232; rimasta parzialmente scoperta, lasciando il campo ai concorrenti. Steve Jobs potrebbe quindi lanciare un notebook ulta-sottile. Il peso dovrebbe essere contenuto tra 0,9 e 1,8 chilogrammi. Prezzo previsto per questo &amp;#8220;MacBook Mini&amp;#8221; tra 1.014 e 1.352 euro. Per contenere il peso dovrebbe essere dotato di una memoria &amp;#8220;flash&amp;#8221; invece del tradizionale hard disk. E anche tastiera e mouse potrebbe essere una sorpresa: spariti e sostituiti dal touch-screen gi&amp;#224; sperimentato brillantemente su iPhone e iPod.&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Altro settore su cui la Apple sembra intenzionata a dare battaglia &amp;#232; quello del noleggio di film online. Un ampliamento di iTunes che, oltre alla musica, offrir&amp;#224; film in noleggio al prezzo di 2,7 euro per 24 ore. Un mercato ancora non significativo, ma tra 5-10 anni il web potrebbe diventare il principale modo di guardare cinema e televisione. Apple, che gi&amp;#224; conta su accordi con la 20th Century Fox e Disney, potrebbe chiudere altre partnership con Warner Bros e Paramount. A questo settore sarebbero anche affidate le speranze di spingere le vendite, fino ad oggi abbastanza anemiche, di Apple Tv, il set-top box lanciato l&amp;#8217;anno scorso al Macworld e che consente di vedere i video di internet direttamente sul televisore di casa. Nel 2007 sarebbero state vendute circa 1,8 milioni di Apple Tv, mentre l&amp;#8217;obiettivo punta ad altri 2,9 milioni di pezzi venduti nel 2008. &lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Nel keynote di Steve Jobs non potranno infine mancare novit&amp;#224; sul fronte iPhone, il prodotto pi&amp;#249; innovativo lanciato da Apple nell&amp;#8217;ultimo anno. Le novit&amp;#224; potrebbero riguardare connessioni pi&amp;#249; veloci per il telefonino-computer-iPod. Il wi-fi di cui &amp;#232; dotato non garantisce infatti in Europa, e soprattutto in Italia, una copertura adeguata riducendo le potenzialit&amp;#224; di connessione con internet. &lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Quando nel gennaio 2007 Steve Jobs aveva lanciato l&amp;#8217;iPhone si era posto l&amp;#8217;obiettivo di copire entro la fine del 2008 l&amp;#8217;1% del mercato della telefonia mobile. In sostanza vendere 10 milioni di iPhone. Un obiettivo ambizioso che al momento non appare affatto scontato. Proprio ieri Apple e China Mobile hanno escluso il lancio in Cina dell'iPhone. La smentita infrange le speranze di quanti sostenevano che la Apple si apprestasse a siglare un accordo con China Mobile, la prima societ&amp;#224; mondiale di telefonia mobile con 350 milioni di utenti, pi&amp;#249; del totale degli abitanti Usa. Continuano a salire le vendite dell&amp;#8217;iPod. Da quando fu lanciato nel 2001, ne sono stati venduti oltre 119 milioni. Per quanto riguarda il mercato dei pc, l&amp;#8217;ultimo rapporto trimestrale, per il periodo che si conclude nel settembre 2007, riporta che la compagnia ha venduto 2,16 milioni di Mac, con un incremento del 34% rispetto all&amp;#8217;anno precedente, e pi&amp;#249; del doppio della crescita del mercato mondiale dei pc che ha fatto registrare un pi&amp;#249; 15,5%. Adesso non resta che attendere la scesa in campo di Steve Jobs, l&amp;#8217;unico che potr&amp;#224; confermare o smentire il gioco delle anticipazioni.&lt;/p&gt;  &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Pubblicato su Pergamon Journal, http://pergamonjournal.blogspot.com&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/101120682203898409-7048597074808513048?l=pergamonjournal.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/feeds/7048597074808513048/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/2008/01/attesa-per-il-macwold-2008.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/101120682203898409/posts/default/7048597074808513048'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/101120682203898409/posts/default/7048597074808513048'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/2008/01/attesa-per-il-macwold-2008.html' title='Attesa per il Macwold 2008'/><author><name>Wellington</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-101120682203898409.post-2142965444579563089</id><published>2008-01-12T13:44:00.000+01:00</published><updated>2012-01-23T15:58:26.545+01:00</updated><title type='text'>Il lato oscuro dell'universo</title><content type='html'>&lt;p align="justify"&gt;Forse i buchi neri nascosti nella nostra galassia Via Lattea perdono la famosa e misteriosa antimateria della quale finora esistono solo prove indirette oltre che una necessità teorica. La materia infatti nota, cioè quella visibile ai nostri strumenti, riempie soltanto il 5 per cento dell’universo mentre tutto il resto è formato da materia oscura e energia oscura. Gli astronomi dicono che nella nostra galassia esiste antimateria perché – spiegano - una parte delle radiazioni gamma che rileviamo sono prodotte quando gli elettroni collidono con le loro antiparticelle. Ma da dove provengano queste antiparticelle conosciute come positroni, non è ben chiarito.&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Secondo Gerry Skinner dell’Università americana del Maryland che con il suo gruppo di ricerca indaga i fenomeni più estremi dell’universo, ritiene che stelle a neutroni e buchi neri perdano nel cosmo flussi di positroni. Lo hanno dedotto indagando un’area centrale della galassia particolarmente intensa per quanto riguarda le radiazioni gamma. E nella stessa area, dice lo scienziato, ci sono numerose stelle binarie nelle quali una stella neutroni oppure un buco nero consuma materia e gas della stella compagna. Il risultato è frutto di quattro anni di osservazioni effettuate con il satellite Integral dell’Agenzia spaziale europea ESA che rileva appunto le radiazioni gamma. Con le sue osservazioni gli “occhi” del satellite avrebbero appunto focalizzato l’attenzione su una misteriosa nuvola ritenuta di antimateria presente appunto nella regione centrale della nostra isola stellare. &lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Per l’energia oscura scoperta nel 1998 che dovrebbe riempire il 70 per cento dell’Universo, una simulazione compiuta con i supercomputer della Durham University inglese sarebbe in grado di valutarne la presenza dove questa c’è. A mostrarla sarebbero alcune “increspature” cosmiche. Ma la conferma dovrebbe arrivare dal satellite Space che l’ESA ha in programma di costruire nel prossimo futuro.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Pubblicato su Pergamon Journal, http://pergamonjournal.blogspot.com&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/101120682203898409-2142965444579563089?l=pergamonjournal.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/feeds/2142965444579563089/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/2008/01/il-lato-oscuro-dell.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/101120682203898409/posts/default/2142965444579563089'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/101120682203898409/posts/default/2142965444579563089'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/2008/01/il-lato-oscuro-dell.html' title='Il lato oscuro dell&amp;#39;universo'/><author><name>Wellington</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-101120682203898409.post-4241740104566317290</id><published>2008-01-11T20:04:00.001+01:00</published><updated>2008-01-11T20:04:35.784+01:00</updated><title type='text'>Speciale Antico Egitto</title><content type='html'>&lt;p align="justify"&gt;In occasione dei primi 200 articoli del Pergamon Journal, &amp;#232; stato pensato uno speciale sull'Antico Egitto ed in particolare sul pi&amp;#249; famoso tra i faraoni egizi.&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Tra gli articoli pubblicati vi sono:&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;- &lt;strong&gt;&lt;a href="http://storia-pergamonjournal.blogspot.com/2007/12/la-piramide-di-cheope-un-di-4-millenni.html"&gt;La piramide di Cheope: un enigma di 4 mila anni&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;. La Piramide di&lt;strong&gt; &lt;/strong&gt;Cheope a Giza, anche detta Grande piramide, &amp;#232; l'unica delle sette meraviglie del mondo antico che sia giunta sino a noi, nonch&amp;#233; la pi&amp;#249; famosa piramide del mondo...&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;&lt;embed src="http://www.la7.it/swf/flvplayer.swf" width="400" height="330" type="application/x-shockwave-flash" flashvars="contentURL=/video/atlantide/SCHEDA_PIRAMIDI.flv&amp;amp;imgPath=/img/video/320X240/6389.jpg" allowfullscreen="true" /&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;- &lt;strong&gt;&lt;a href="http://storia-pergamonjournal.blogspot.com/2008/01/ramses-ii-i-primi-anni.html" target="_blank"&gt;Ramses II: I primi anni&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;. &lt;i&gt;Usermaatra setepenra Ramesisu meriamun&lt;/i&gt; (Avaris, 1297 a.C. &amp;#8211; Pi-Ramses, 1 settembre 1213 a.C.) &amp;#232; stato un sovrano egizio. Terzo sovrano della XIX dinastia egizia, regn&amp;#242; in Egitto dal 1272 a.C. al 1213 a.C. Figlio di Seti I e sua moglie Tuya sal&amp;#236; al trono dopo la scomparsa del fratello. Celebre l'incredibile prole (quasi 100 figli) e il numero di mogli, fra le quali figura la famosissima regina&lt;strong&gt; &lt;/strong&gt;Nefertari. Combatt&amp;#232; contro l'impero ittita, in quel tempo governato dal re Muwatalli II, nella celebre battaglia di Kadesh, uno degli scontri meglio documentati nel mondo antico. Infaticabile costruttore, diede forma a giganteschi monumenti, quali il tempio di Abu Simbel e il Ramesseum...&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;- &lt;strong&gt;&lt;a href="http://storia-pergamonjournal.blogspot.com/2008/01/ramses-ii-il-guerriero.html" target="_blank"&gt;Ramses II: Il guerriero&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;. La politica estera di Ramesse II fu principalmente rivolta all'area mediorientale e si svilupp&amp;#242; attraverso una serie di campagne militari che ebbero luogo negli anni 4&amp;#176;, 5&amp;#176;, 8&amp;#176;, 10&amp;#176;, e forse 18&amp;#176;, di regno. L'obiettivo primario delle prime di queste campagne fu quello di ripristinare la zona d'influenza egizia nell'area palestinese cos&amp;#236; come l'avevano delineata la politica estera e le conquiste militari di Thutmosi III. Questa intenzione si scontr&amp;#242; con la crescente influenza del regno ittita che controllava ormai tutta la Siria settentrionale...&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;- &lt;strong&gt;&lt;a href="http://storia-pergamonjournal.blogspot.com/2008/01/ramses-ii-il-costruttore.html" target="_blank"&gt;Ramses II: Il costruttore&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;. Ramesse fu, oltre che grande capo militare, anche grande costruttore. Port&amp;#242; a compimento i monumenti costruiti dal padre e riemp&amp;#236; l'Egitto di templi e statue in suo onore allo scopo di rafforzare l'aspetto divino della propria indiscutibile regalit&amp;#224;...&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;- &lt;strong&gt;&lt;a href="http://storia-pergamonjournal.blogspot.com/2008/01/ramses-ii-la-fine.html" target="_blank"&gt;Ramses II: La fine&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;. Dopo trent'anni di regno Ramesse dovette celebrare alle cosidette &amp;quot;Feste di Sed&amp;quot; (o giubileo), celebrazioni nate con lo scopo di rinvigorire le forze del faraone...&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;&lt;/p&gt;  &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Pubblicato su Pergamon Journal, http://pergamonjournal.blogspot.com&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/101120682203898409-4241740104566317290?l=pergamonjournal.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/feeds/4241740104566317290/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/2008/01/speciale-antico-egitto.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/101120682203898409/posts/default/4241740104566317290'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/101120682203898409/posts/default/4241740104566317290'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/2008/01/speciale-antico-egitto.html' title='Speciale Antico Egitto'/><author><name>Pergamon Journal</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-101120682203898409.post-7012730471073391663</id><published>2008-01-10T18:48:00.000+01:00</published><updated>2012-01-23T16:04:35.886+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Scienza'/><title type='text'>Nasce Wikia Search. Un nuovo Google?</title><content type='html'>&lt;p align="justify"&gt;Parte con 100 milioni di pagine l’atteso e annunciato progetto Wikia Search, il motore di ricerca che sfiderà Google. Niente per il momento confronto alla grande G, ma pregevole in termini di coraggio il tentativo di sfidare i mostri sacri della ricerca sul Web. «La ricerca è una parte fondamentale dell’infrastruttura di Internet. Al momento abbastanza difettosa. Perché? È difettosa allo stesso modo in cui lo sono i programmi proprietari: mancanza di libertà, mancanza di comunità, mancanza di responsabilità, mancanza di trasparenza. Noi cambieremo tutto questo»: è ciò che si legge nella versione italiana del Wikia Search wiki.&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Con questo intento nasce Wikia Search, che debutta lunedì 7 gennaio, ma che è ancora troppo giovane per essere giudicata. Al cuore di questo nuovo servizio si trovano soprattutto le tecnologie collaborative «Grub» e «Nutch», ideali per valorizzare l’intelligenza umana e fare quello che gli algoritmi non sanno fare, e il nuovo modo di cercare in Rete sarà all’insegna del contributo libero e volontario, grazie al quale i visitatori esprimeranno il proprio gradimento per i siti indicizzati. Non sarà una gestione puramente meccanica dei contenuti, ma la classificazione avverrà a seconda voti degli utenti. Quindi Wikia è anche un social netowork, dove ciascun utente può creare un proprio profilo, aggiungendo keywords di ricerca ai propri dati e inserendo anche dei mini-articoli associati alle keywords stesse. &lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Wikia si basa infatti, proprio come la sorella maggiore Wikipedia, sul contributo degli utenti e sul fattore umano, e in questo caso la sua giovinezza ne impedisce per ora ogni valutazione. Per le ricerche effettuate i risultati sono ancora molto pochi e soprattutto mancano i cosiddetti mini-articoli. Infine, cercando sulla striscia per le query (non così diversa da quella di Google in quanto a stile minimalista) «Second Life» o «regina Elisabetta», «Prodi» o «Berlusconi» non si approda quasi mai alle pagine principali di riferimento. Il link all’editing porta alla pagina in cui si può inserire un commento e quando i contributi saranno abbastanza numerosi sarà molto più interessante tornare a consultare il motore di ricerca. Per il momento si può prevedere che sarà molto più difficile escogitare trucchi per scalare le classifiche di questo motore di ricerca. &lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Tra tutti i delusi dalla nuova creatura, spicca il commento di Techcrunch, che parla di estrema povertà dei risultati e di come il criterio soggettivo inserito nell’indicizzazione, di per sé prezioso e positivo, possa avere anche un impatto negativo. Il tempo dirà la sua e premierà la ricerca migliore e più trasparente. Del resto all’inizio nessuno credeva nemmeno in Wikipedia. &lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Sito web: &lt;a href="http://alpha.search.wikia.com/"&gt;&lt;em&gt;http://alpha.search.wikia.com&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Pubblicato su Pergamon Journal, http://pergamonjournal.blogspot.com&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/101120682203898409-7012730471073391663?l=pergamonjournal.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/feeds/7012730471073391663/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/2008/01/nasce-wikia-search-un-nuovo-google.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/101120682203898409/posts/default/7012730471073391663'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/101120682203898409/posts/default/7012730471073391663'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/2008/01/nasce-wikia-search-un-nuovo-google.html' title='Nasce Wikia Search. Un nuovo Google?'/><author><name>Wellington</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-101120682203898409.post-6321103219578587982</id><published>2008-01-10T18:36:00.000+01:00</published><updated>2012-01-23T15:58:26.591+01:00</updated><title type='text'>Scoperti gli antenati delle nostre galassie</title><content type='html'>&lt;p align="justify"&gt;Com’erano gli antenati delle galassie a spirale analoghe a quella dove noi abitiamo, la Via Lattea? Ora lo sappiamo grazie alle osservazioni degli astronomi della Rutgers e Penn State University americane i quali hanno portato l’occhio nell’universo quando aveva appena due miliardi di anni. Adesso si sa che di anni ne ha 13,7 miliardi. &lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Nell’angolo di cielo scrutato hanno scoperto piccole isole stellari dieci volte più piccole della nostra galassia e con un massa corrispondente ad un dodicesimo. Di conseguenza questi primi agglomerati astrali avevano anche molte meno stelle (circa un quarantesimo). Eric Gawiser, del gruppo degli osservatori della Rutgers University si è detto stupito e ammirato per ciò che vedeva: «E’ stato come trovare dei fossili che hanno segnato l’evoluzione umana», ha commentato. Due caratteristiche in particolare hanno colpito gli scienziati. La prima è che queste isole-antenato si mostravano come aree fertili per la nascita di nuovi astri; la seconda è che una decina delle galassie avvistate nel giro di qualche miliardo di anni si sono fuse insieme formando una singola e più grande galassia a spirale. &lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;I dettagli della scoperta si sono raccolti, ancora una volta, grazie all’occhio straordinario del telescopio spaziale Hubble che, pur acciaccato, continua a meravigliare con le sue capacità. «Abbiamo fotografato forme delle più diverse: rotonde, oblunghe e qualche volta persino lineari – ha notato Caryl Gronwall della Penn State University – e i particolari raccolti con Hubble erano dieci volte migliori di qualsiasi altro ottenuto con i telescopi di terra». La storia del cielo si arricchisce di un altro tassello. Ma è un tassello importante perché i più difficili da raccogliere appartengono proprio alle prime tappe delle nostre remote origini cosmiche, come quello conquistato ora. &lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Pubblicato su Pergamon Journal, http://pergamonjournal.blogspot.com&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/101120682203898409-6321103219578587982?l=pergamonjournal.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/feeds/6321103219578587982/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/2008/01/scoperti-gli-antenati-delle-nostre.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/101120682203898409/posts/default/6321103219578587982'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/101120682203898409/posts/default/6321103219578587982'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/2008/01/scoperti-gli-antenati-delle-nostre.html' title='Scoperti gli antenati delle nostre galassie'/><author><name>Wellington</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-101120682203898409.post-824923694602545296</id><published>2008-01-09T15:46:00.000+01:00</published><updated>2012-01-23T16:04:35.904+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Scienza'/><title type='text'>L'eco-arcipelago</title><content type='html'>&lt;p align="justify"&gt; Il progetto si chiama Energy Island e gli architetti e ingegneri inglesi che lo hanno elaborato sono convinti di aver scoperto il segreto dell'isola del tesoro energetico. Il principio base è lo sfruttamento dell'Otec, l'&lt;i&gt;Ocean thermal energy conversion&lt;/i&gt;: si ricava energia dalla differenza di temperatura tra la superficie del mare e l'acqua a una profondità di mille metri. Uno sbalzo che ai Tropici va dai 29 ai 5 gradi. &lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;«Pensate a un frigorifero al contrario, in cui la differenza di temperatura crea elettricità», spiegano Dominic e Alex Michaels. L'architetto Alex Michaels a Londra è noto per aver attrezzato con una turbina a vento, pannelli solari e sistema di riciclaggio dell'acqua la casa di Notting Hill del leader conservatore David Cameron. Ma questo piano è molto più ambizioso. Si tratta di costruire arcipelaghi di piattaforme marine lungo la fascia tropicale per produrre energia sfruttando la corrente di acqua calda che corre dai Caraibi fino alle coste dell'Africa occidentale e poi dall'Oceano Indiano fino al Mare del Sud della Cina. La zona tropicale è quella ideale per differenza di temperatura tra profondità e superficie.&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Ogni isolotto, equipaggiato con centrali eoliche, fornaci solari, tubature di profondità, turbine e tecnologia Otec potrebbe fornire 250 megawatt. Con 50 mila Energy Islands si produrrebbe energia sufficiente a coprire il fabbisogno del mondo. E l'acqua dolce, sottoprodotto del procedimento, sarebbe tanta da garantire a ogni abitante della Terra due tonnellate al giorno. Ognuna delle colonie energetiche sarebbe completata con case e terreni agricoli per 25 tecnici. Secondo l'architetto Michaels l'organizzazione degli arcipelaghi dovrebbe ricalcare quella delle piattaforme petrolifere, dotando ogni isola di una base d'attracco per supertanker che caricherebbero l'acqua potabilizzata per distribuirla dove ce n'è bisogno. E in futuro, in questi paradisi ecologici, potrebbero essere portati i turisti.&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt; &lt;a href="http://lh5.google.com/pergamonjournal/R4TeQfCvaWI/AAAAAAAAA_E/ckqstyAqPd0/centrale%5B3%5D"&gt;&lt;img style="border: 0px none ;" alt="centrale" src="http://lh4.google.com/pergamonjournal/R4TeRPCvaXI/AAAAAAAAA_M/j3ggmj3NFJo/centrale_thumb%5B1%5D" border="0" height="256" width="395" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Un progetto di colonizzazione oceanica troppo grande per l'uomo?&lt;strong&gt; &lt;/strong&gt;Recentemente il principe di Galles ha chiesto a scienziati e politici di riscoprire per la battaglia energetica e contro il cambiamento climatico lo spirito che permise di vincere la Battaglia d'Inghilterra contro i nazisti. L'ingegner Dominic Michaels senior ha preso l'appello alla lettera: «Se consideriamo che siamo in guerra per trovare nuove fonti di energia pulita, che il barile di petrolio ha sfondato il tetto dei 100 dollari e le risorse fossili si stanno esaurendo, uno sforzo da economia bellica non è fuori luogo». &lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;I primi finanziamenti potrebbero arrivare da Richard Branson, il miliardario della Virgin che ha lanciato un concorso per un progetto innovativo che permetta di invertire la tendenza del riscaldamento terrestre. «Per secoli abbiamo cercato di dominare la natura, ora la nostra ultima speranza è lavorare con le forze della natura», dicono i Michaels. In attesa di «sbarcare» sull'Isola dell'Energia, il governo di Gordon Brown ha approvato il rilancio del nucleare: 8 centrali di nuova generazione saranno costruite entro vent'anni.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Pubblicato su Pergamon Journal, http://pergamonjournal.blogspot.com&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/101120682203898409-824923694602545296?l=pergamonjournal.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/feeds/824923694602545296/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/2008/01/l.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/101120682203898409/posts/default/824923694602545296'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/101120682203898409/posts/default/824923694602545296'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/2008/01/l.html' title='L&amp;#39;eco-arcipelago'/><author><name>Wellington</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-101120682203898409.post-3604317184089427064</id><published>2008-01-06T11:36:00.000+01:00</published><updated>2012-01-23T16:03:01.625+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Scienza'/><title type='text'>lI placebo: la medicina finta</title><content type='html'>&lt;p align="justify"&gt;Non vale per tutti, ma per tanti sì: ad alcune persone, la sola idea di ingerire una pillola, a prescindere da cosa contenga, fa passare tutti i mali. E quando i mali non sono immaginari, c'è proprio da chiedersi... com'è possibile? La risposta la propone una ricerca recente: l'effetto placebo sarebbe collegato alla produzione di dopamina, un neurotrasmettitore che agisce, tra l'altro, in un'area del cervello nota come "nucleo accumbens", che riveste un ruolo basilare rispetto alla percezione del piacere e del dolore.   &lt;br /&gt;Psichiatri dell'Università del Michigan hanno somministrato a un gruppo di volontari un'iniezione dolorosa, rassicurandoli sul fatto che in seguito sarebbe stato dato loro un analgesico. A tutti è stato invece dato un placebo. Poi, gli stessi volontari sono stati sottoposti a una tomografia a emissione di positroni (PET) per osservare l'effetto del finto antidolorifico, che era una comune soluzione salina. Effetto che si è presentato, ma solo in coloro in cui lo scanner ha evidenziato un'elevata attività cerebrale legata alla dopamina. Mentre alcuni dei volontari, per i quali il placebo non ha funzionato, hanno accusato addirittura più dolore (in questo caso si parla di "effetto nocebo").    &lt;br /&gt;Non soddisfatti, gli scienziati qualche giorno dopo hanno sottoposto i volontari a una risonanza magnetica funzionale (fMRI), per vedere quali aree del cervello si attivavano durante un gioco che avrebbe potuto fare loro vincere del denaro (meccanismo di gratificazione). Ebbene, anche in quel caso è stato il nucleo accumbens a mostrare un'elevata attività, e negli stessi soggetti che già erano risultati "positivi" al test del placebo. «L'attività dopaminica in risposta a un placebo è direttamente proporzionale ai benefici che un paziente si aspetta di ricevere», sono state le conclusioni di Jon Kar Zubieta, professore di Psichiatria all'University of Michigan e leader del team di ricercatori. «Più crediamo che una pillola abbia effetto, più ne avrà. Avere acquisito oggi questa evidenza scientifica potrebbe essere di grande aiuto per individuare nuove terapie per soggetti particolarmente sensibili ai principi attivi dei farmaci che devono prendere». &lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Pubblicato su Pergamon Journal, http://pergamonjournal.blogspot.com&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/101120682203898409-3604317184089427064?l=pergamonjournal.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/feeds/3604317184089427064/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/2008/01/li-placebo-la-medicina-finta.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/101120682203898409/posts/default/3604317184089427064'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/101120682203898409/posts/default/3604317184089427064'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/2008/01/li-placebo-la-medicina-finta.html' title='lI placebo: la medicina finta'/><author><name>Wellington</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-101120682203898409.post-481417583827647181</id><published>2008-01-05T14:30:00.001+01:00</published><updated>2008-01-05T14:30:34.029+01:00</updated><title type='text'>Fisica, l'ora della rivoluzione</title><content type='html'>&lt;p align="justify"&gt;La ricerca fondamentale sembra oggi un po&amp;#8217; dimenticata di fronte agli straordinari entusiasmi per gli sviluppi tecnologici e ambientali. Ciononostante la ricerca fondamentale, quella esclusivamente guidata dal desiderio umano di conoscere e di sapere, &amp;#232; ora in una fase di straordinario progresso. E in questo gli enti europei Cern, Eso, Esa e italiani Infn e Asi continuano ad avere un ruolo determinante. Il 2008 si annuncia come un anno molto interessante per la fisica delle particelle e per l&amp;#8217;astrofisica. La densit&amp;#224; e la composizione della materia ed energia nell&amp;#8217;Universo sono di importanza fondamentale. Stiamo adesso arrivando ad una svolta, come &amp;#232; stato dimostrato dal premio Nobel per la fisica 2006 a John Mather e George Smoot per i loro studi sul Big Bang con il satellite Cobe, lanciato dalla Nasa nel 1989. Queste misure, che hanno aperto alla cosmologia il ruolo di una scienza esatta, proseguite con il satellite Wmap e il futuro satellite europeo Planck, stabiliranno con ancora pi&amp;#249; dettaglio il comportamento dell&amp;#8217;Universo &amp;#171;bambino&amp;#187;, nel primo istante in cui la luce si separ&amp;#242; dalla materia, offrendoci oggi, 12 miliardi di anni dopo, questa meravigliosa immagine sferica dell&amp;#8217;Universo incandescente. Con simili misure si &amp;#232; riusciti per la prima volta a &amp;#171;pesare&amp;#187; l&amp;#8217;Universo e a confermare con una precisione del 2% il valore predetto dalla cosiddetta teoria inflazionaria, basata sulla meccanica quantistica dei primissimi istanti della creazione dell&amp;#8217;Universo...&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Di Carlo Rubbia, premio Nobel per la fisica&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Per continuare a leggere l'articolo, &lt;strong&gt;&lt;a href="http://scienze-pergamonjournal.blogspot.com/2008/01/fisica-l-della-rivoluzione.html"&gt;fai clic qui&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;  &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Pubblicato su Pergamon Journal, http://pergamonjournal.blogspot.com&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/101120682203898409-481417583827647181?l=pergamonjournal.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/feeds/481417583827647181/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/2008/01/fisica-l-della-rivoluzione.html#comment-form' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/101120682203898409/posts/default/481417583827647181'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/101120682203898409/posts/default/481417583827647181'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/2008/01/fisica-l-della-rivoluzione.html' title='Fisica, l&amp;#39;ora della rivoluzione'/><author><name>Pergamon Journal</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-101120682203898409.post-7130983272776652495</id><published>2008-01-05T11:56:00.000+01:00</published><updated>2012-01-23T16:04:35.890+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Scienza'/><title type='text'>Fisica, l'ora della rivoluzione</title><content type='html'>&lt;p align="justify"&gt;La ricerca fondamentale sembra oggi un po’ dimenticata di fronte agli straordinari entusiasmi per gli sviluppi tecnologici e ambientali. Ciononostante la ricerca fondamentale, quella esclusivamente guidata dal desiderio umano di conoscere e di sapere, è ora in una fase di straordinario progresso. E in questo gli enti europei Cern, Eso, Esa e italiani Infn e Asi continuano ad avere un ruolo determinante. Il 2008 si annuncia come un anno molto interessante per la fisica delle particelle e per l’astrofisica. La densità e la composizione della materia ed energia nell’Universo sono di importanza fondamentale. Stiamo adesso arrivando ad una svolta, come è stato dimostrato dal premio Nobel per la fisica 2006 a John Mather e George Smoot per i loro studi sul Big Bang con il satellite Cobe, lanciato dalla Nasa nel 1989. Queste misure, che hanno aperto alla cosmologia il ruolo di una scienza esatta, proseguite con il satellite Wmap e il futuro satellite europeo Planck, stabiliranno con ancora più dettaglio il comportamento dell’Universo «bambino», nel primo istante in cui la luce si separò dalla materia, offrendoci oggi, 12 miliardi di anni dopo, questa meravigliosa immagine sferica dell’Universo incandescente. Con simili misure si è riusciti per la prima volta a «pesare» l’Universo e a confermare con una precisione del 2% il valore predetto dalla cosiddetta teoria inflazionaria, basata sulla meccanica quantistica dei primissimi istanti della creazione dell’Universo. Oggi sappiamo, dunque, che la materia luminosa contribuisce solamente con una piccolissima frazione, lo 0.5% della massa dell’Universo, mentre la materia ordinaria, quella di cui è costituito il mondo a noi visibile, rappresenta solo il 6%. Quantunque le stelle siano straordinariamente interessanti e attraenti alla vista, esse rappresentano in realtà solamente una frazione piccolissima della materia e dell’energia complessive presenti nell’Universo. Come risaputo da parecchi decenni, la maggioranza della materia e dell’energia dell’Universo sono «oscure », invisibili all’astronomo e quindi solo indirettamente osservabili attraverso gli effetti indotti. La fisica delle particelle elementari ha tra i suoi compiti principali anche quello di aiutarci a comprendere quale ne sia l’origine, accomunando la fisica dell’infinitamente piccolo delle particelle elementari e quella dell’infinitamente grande della cosmologia. E’ questo uno dei compiti principali del nuovo Lhc (Large Hadron Collider), che entrerà presto in funzione al Cern. La fisica nucleare associata alla cosmologia ci ha permesso di ricostruire recentemente e con precisione il processo di nucleosintesi degli elementi della materia ordinaria (per intenderci i noti elementi della chimica) che, come descritto nel famoso libro di Steve Weinberg, avvenne nei famosi «tre minuti» dopo il Big Bang. Sappiamo oggi che questa materia ordinaria, quella di cui noi ed ogni oggetto esistente sulla Terra sono costituiti, rappresenta solo una piccola frazione della materia ed energia dell’Universo. Tutta la materia con cui siamo a visibile contatto fa parte di questo 6%. E i rimanenti 94 %? Intuitivamente ci si aspetterebbe che l’Universo sia sinonimo di materia ordinaria. Oggi sappiamo che questa intuizione è grossolanamente falsa, come è dimostrato dal valore globale della materia osservata dell’universo e dalla forte insufficienza della nucleosintesi. &lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Sappiamo dunque che vi è molta più materia di quanto sia dato dalla materia ordinaria: quest’ultima non è la forma dominante della materia nell’Universo. Quantunque la quantità di questa materia oscura sia oggi compiutamente confermata da un gran numero di osservazioni, la sua vera natura rimane ancora un completo mistero. La fisica delle particelle elementari propone una soluzione attraente a questo problema ipotizzando che siano particelle elementari residuate dal Big Bang. Particolarmente interessante sono le cosiddette particelle «supersimmetriche», battezzate «Susy», di massa sufficientemente elevata per non essere state finora prodotte artificialmente ad esempio con l’acceleratore Lep del Cern, ma che lo potrebbero essere con la nuova grande macchina Lhc e i relativi esperimenti. Esse sono fortemente sostenute da teorie che hanno come scopo quello di unificare le forze della natura.   &lt;br /&gt;La possibilità che le particelle Susy possano anche costituire la materia «oscura» è una straordinaria coincidenza e un’alternativa da studiare con vigore, anche se evidentemente la soluzione del puzzle offre molte altre possibilità. Quantunque Susy sia un candidato convincente, i fisici delle particelle elementari lo devono ancora scoprire. Non va dimenticato che la Natura ha in riserva molte altre alternative tra cui altre particelle stabili, sufficiente pesanti e senza interazioni apprezzabili, genericamente chiamate Wimp, o Weakly Interacting Massive Particles, le quali potrebbero giocare il ruolo della materia «oscura». L’enorme numero di particelle «oscure» generate dal Big Bang nel cosmo, sia Susy o altre, dovrebbe produrre come conseguenza qui sulla Terra un impressionante flusso di milioni di particelle per ogni centimetro quadrato. E’ quindi anche possibile ricercare questi Wimp grazie alle rarissime collisioni in laboratori sotterranei, dove la presenza di altri eventi ordinari è fortemente attenuata. Il ben più piccolo esperimento Warp nel Laboratorio Nazionale del Gran Sasso dell’Infn, oggi in fase di avanzata realizzazione e a cui io partecipo personalmente, costituisce l’esperimento più avanzato mondialmente in questo campo. &lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Evidentemente le due ricerche, quelle della produzione artificiale di tali particelle al Cern con l’Lhc e quelle dell’osservazione del flusso naturale proveniente dal Big Bang con Warp sono esperimenti complementari, ma ciononostante in diretta concorrenza per una possibile scoperta. Più in generale, al fine di dare risposta alle molte questioni fondamentali, nuovi dati sperimentali cosmologici e di laboratorio sono urgentemente necessari, sia in astronomia che nelle particelle elementari, come ad esempio nella ricerca di nuove particelle esotiche e non interagenti, e in fisica nucleare, ad esempio per comprendere a fondo la nucleosintesi. Abbiamo davanti a noi un affascinante e multidisciplinare periodo di scoperte, nelle quali gli esperimenti più precisi e sensibili saranno i migliori. E a tale fine, nuovi strumenti e, permettetemi di dirlo, anche nuovi finanziamenti sono necessari. Ma, ancora più importante, è che oggi ci troviamo di fronte una vera concordanza nei primi istanti dell’Universo e una guida su dove dirigere la ricerca sperimentale. Questa situazione ricorda quella delle particelle elementari negli anni Ottanta quando fu completato il Modello Standard. La scoperta sperimentale nel laboratorio della natura della materia «oscura» e la sua dominanza nella dinamica del cosmo sarebbe una straordinaria rivoluzione di portata confrontabile alla rivoluzione copernicana quando fu compreso che la Terra non era il centro dell’Universo o alla rivoluzione darwiniana quando si capì che l’uomo era solo l’ultimo elemento di una lunga catena di evoluzioni della specie. In questo nuovo ed eccitante periodo di sviluppi rivoluzionari, la scienza europea e in particolare quella italiana non possono restare indietro. &lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Di Carlo Rubbia, premio Nobel per la fisica&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Pubblicato su Pergamon Journal, http://pergamonjournal.blogspot.com&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/101120682203898409-7130983272776652495?l=pergamonjournal.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/feeds/7130983272776652495/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/2008/01/fisica-l-della-rivoluzione_05.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/101120682203898409/posts/default/7130983272776652495'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/101120682203898409/posts/default/7130983272776652495'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/2008/01/fisica-l-della-rivoluzione_05.html' title='Fisica, l&amp;#39;ora della rivoluzione'/><author><name>Wellington</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-101120682203898409.post-2043329703621812581</id><published>2008-01-04T12:24:00.000+01:00</published><updated>2012-01-23T15:58:26.542+01:00</updated><title type='text'>Il primo pianeta di una stella giovane</title><content type='html'>&lt;p align="justify"&gt;Per la prima volta è stato scoperto un pianeta extrasolare intorno a una stella giovane. I 270 pianeti di questa specie finora rilevati ruotano tutti intorno ad astri più attempati. La stella in questione è la TW Hydrae ed ha compiuto dieci milioni di anni. Studiandola con un telescopio da 2,2 metri dell’osservatorio La Silla in Cile Johnny Setian del Max Planck Institute for Astronomy di Heidelberg ha misurato un disturbo nello spettro cadenzato ogni 3,56 giorni. Dapprima ha pensato ad una variazione di attività dell’astro ma poi si è reso conto che tutto era originato dalla presenza di un pianeta che era nascosto nel disco proto-planetario di materia e gas presente nel circondario. I calcoli hanno dimostrato che si tratta di un corpo piuttosto massiccio (circa dieci volte il nostro Giove) collocato vicinissimo alla stella-madre, ben dieci volte più vicino del nostro Mercurio al Sole. &lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;&lt;a href="http://lh6.google.com/pergamonjournal/R34XcPCvaNI/AAAAAAAAA9k/v4vzX4UuAyc/image%5B4%5D"&gt;&lt;img style="border-width: 0px;" alt="image" src="http://lh5.google.com/pergamonjournal/R34Xc_CvaOI/AAAAAAAAA9s/qfg-COSesiI/image_thumb%5B2%5D" align="left" border="0" height="204" width="204" /&gt;&lt;/a&gt;Lo scenario ha sconvolto e nello stesso tempo rassicurato i planetologi per due motivi. Il primo perché si pensava che occorresse più tempo per la formazione dei pianeti, anche oltre i dieci milioni di anni. Il secondo perché comunque convalida certe idee in materia nate per trovare spiegazioni e che finora non avevano però mai trovato conferma. Dunque ciò che si è trovato aggiunge informazioni preziose ai meccanismi di formazione planetaria finora spiegati soprattutto guardando soltanto il nostro sistema solare, ma ormai continuamente rivisti man mano che si scoprono nuovi pianeti extrasolari i quali dimostrano realtà e situazioni di cui tener conto e in passato difficili da immaginare.  &lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Rimane ancora da spiegare come in un tempo così breve si sia potuta coagulare la materia dando origine al nuovo corpo celeste. Ci sono due teorie: la prima dice che il processo avviene per accrezione progressiva di gas e materia, cioè un accumulo continuo su un nucleo iniziale; la seconda è che intervenga una «instabilità gravitazionale» come la chiamano, cioè un contributo delle forze gravitazionali capaci, in questo caso, di accelerare il processo riducendolo addirittura a poche migliaia di anni. Ma si tratta di teorie tutte da verificare. Intanto il puzzle planetario ha però conquistato un nuovo tassello importante.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Pubblicato su Pergamon Journal, http://pergamonjournal.blogspot.com&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/101120682203898409-2043329703621812581?l=pergamonjournal.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/feeds/2043329703621812581/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/2008/01/il-primo-pianeta-di-una-stella-giovane.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/101120682203898409/posts/default/2043329703621812581'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/101120682203898409/posts/default/2043329703621812581'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/2008/01/il-primo-pianeta-di-una-stella-giovane.html' title='Il primo pianeta di una stella giovane'/><author><name>Wellington</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-101120682203898409.post-6321416830418406395</id><published>2008-01-04T12:12:00.001+01:00</published><updated>2008-01-04T12:12:54.921+01:00</updated><title type='text'>Cleopatra, l'ultima regina</title><content type='html'>&lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Cleopatra VII&lt;/strong&gt; Tea Filopatore (&amp;#922;&amp;#955;&amp;#949;&amp;#959;&amp;#960;ά&amp;#964;&amp;#961;&amp;#945; &amp;#952;&amp;#949;ά &amp;#966;&amp;#953;&amp;#955;&amp;#959;&amp;#960;ά&amp;#964;&amp;#969;&amp;#961;) (69 a.C. &amp;#8211; 30 a.C.) fu l'ultima regina dell'antico Egitto e l'ultimo membro della Dinastia tolemaica. Il nome &amp;quot;Cleopatra&amp;quot; significa in lingua greca &amp;quot;gloria del padre&amp;quot;.     &lt;br /&gt;Oggi &amp;#232; probabilmente la pi&amp;#249; famosa di tutti i sovrani dell'&lt;strong&gt;Antico Egitto&lt;/strong&gt; ed &amp;#232; conosciuta con il nome di Cleopatra, anche se fu la settima ed ultima regina a possedere quel nome. Cleopatra comunque non fu mai di fatto l'unica sovrana dell'Egitto, avendo regnato insieme al padre, al fratello, al fratello-marito ed al figlio.     &lt;br /&gt;Cleopatra VII nacque ad &lt;strong&gt;Alessandria&lt;/strong&gt; d'Egitto dal faraone &lt;strong&gt;Tolomeo XII&lt;/strong&gt; Aulete e probabilmente da una concubina. Secondo la testimonianza di Strabone Tolomeo XII ebbe solamente una figlia legittima, Berenice IV, dalla sorella-moglie Cleopatra V Trifena. &lt;a href="http://lh3.google.com/pergamonjournal/R34UsfCvaLI/AAAAAAAAA9U/X0NhfMRa4o0/image5"&gt;&lt;img style="border-top-width: 0px; border-left-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-right-width: 0px" height="244" alt="image" src="http://lh4.google.com/pergamonjournal/R34UtvCvaMI/AAAAAAAAA9c/WRrdIoo_UC4/image_thumb3" width="170" align="left" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Basandosi su questa notizia e sul fatto che Cleopatra fosse l'unica della sua famiglia a parlare egiziano alcuni studiosi hanno avanzato l'ipotesi di una ascendenza egizia della regina. Tra il 68 a.C. e il 59 a.C. nascono la sorellastra Arsinoe IV ed i fratelli Tolomeo XIII e Tolomeo XIV. L'organizzazione dinastica prevede che anche le donne possano salire al trono, come spose dei fratelli regnanti. Nominata correggente, perch&amp;#233; le sorelle pi&amp;#249; grandi cio&amp;#232; Berenice IV e Cleopatra VI erano morte, la prima giustiziata dal padre (aveva tentato di spodestarlo) e la seconda avvelenata, il padre nomin&amp;#242; correggente Cleopatra VII poco prima di morire. Cleopatra VII gli successe nella primavera del 51 a.C. insieme al fratello di dieci anni Tolomeo XIII, sposato secondo le leggi egizie. Nella primavera del 48 a.C. Tolomeo, insieme con il consigliere Potino, che era stato nominato reggente del giovane faraone, tent&amp;#242; di deporre Cleopatra e di costringerla a lasciare Alessandria. La regina radun&amp;#242; un esercito ed ebbe inizio una guerra civile. La situazione si complic&amp;#242; quando un'altra loro sorella, Arsinoe IV, cominci&amp;#242; ad avanzare pretese sul trono. &lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Per continuare a leggere l'articolo, &lt;strong&gt;&lt;a href="http://storia-pergamonjournal.blogspot.com/2008/01/cleopatra-l-regina.html"&gt;fai clic qui&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;  &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Pubblicato su Pergamon Journal, http://pergamonjournal.blogspot.com&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/101120682203898409-6321416830418406395?l=pergamonjournal.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/feeds/6321416830418406395/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/2008/01/cleopatra-l-regina.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/101120682203898409/posts/default/6321416830418406395'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/101120682203898409/posts/default/6321416830418406395'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/2008/01/cleopatra-l-regina.html' title='Cleopatra, l&amp;#39;ultima regina'/><author><name>Pergamon Journal</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-101120682203898409.post-7316340682644730842</id><published>2008-01-03T11:44:00.001+01:00</published><updated>2008-01-03T11:44:50.128+01:00</updated><title type='text'>Guicciardini e la fine del sogno umanista</title><content type='html'>&lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Francesco Guicciardini&lt;/strong&gt; nasce nel 1483 a &lt;strong&gt;Firenze&lt;/strong&gt; da nobile famiglia, impegnata nella vita politica. Giovane ambizioso, intraprende lo studio del diritto canonico e civile presso l&amp;#8217;universit&amp;#224; &lt;a href="http://lh6.google.com/pergamonjournal/R3y8nvCvaFI/AAAAAAAAA8k/-KEMmL-4If8/clip_image002%5B1%5D%5B3%5D"&gt;&lt;img style="border-top-width: 0px; border-left-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-right-width: 0px" height="238" alt="clip_image002[1]" src="http://lh5.google.com/pergamonjournal/R3y8ofCvaGI/AAAAAAAAA8s/oay20Vknu0o/clip_image002%5B1%5D_thumb%5B1%5D" width="190" align="left" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;di Firenze prima e di Ferrara e Padova poi. Nel 1506 diviene avvocato e due anni dopo sposa Maria Salviati discendente da una famiglia di antica nobilt&amp;#224;, in quel momento in disgrazia presso la Repubblica Fiorentina. Inizia una rapida e fortunata carriera politica e nel 1509 comincia a scrivere le &lt;i&gt;Storie fiorentine, &lt;/i&gt;un&amp;#8217;opera storica ma anche di critica politica che non pubblica come tutte le altre sue opere. Nel 1511 Pier &lt;strong&gt;Soderini&lt;/strong&gt; lo nomina ambasciatore della repubblica presso Ferdinando il Cattolico, in Spagna, vi rimane tre anni confermato anche dai Medici dopo la loro presa del potere. Ritornato a Firenze passa poco dopo al servizio di Leone X che lo nomina governatore di Modena e successivamente di Reggio e di Parma; un successore di Leone X, Clemente VII, anch&amp;#8217;egli della famiglia dei Medici, lo nomina presidente della Romagna. &lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Per continuare a leggere l'articolo, &lt;a href="http://lettere-pergamonjournal.blogspot.com/2008/01/guicciardini-e-la-fine-del-sogno.html"&gt;&lt;strong&gt;fai clic qui&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;  &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Pubblicato su Pergamon Journal, http://pergamonjournal.blogspot.com&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/101120682203898409-7316340682644730842?l=pergamonjournal.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/feeds/7316340682644730842/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/2008/01/guicciardini-e-la-fine-del-sogno.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/101120682203898409/posts/default/7316340682644730842'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/101120682203898409/posts/default/7316340682644730842'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/2008/01/guicciardini-e-la-fine-del-sogno.html' title='Guicciardini e la fine del sogno umanista'/><author><name>Pergamon Journal</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-101120682203898409.post-7728958940096516750</id><published>2008-01-03T11:32:00.001+01:00</published><updated>2008-01-03T11:32:07.001+01:00</updated><title type='text'>Alaska: il caldo minaccia una necropoli</title><content type='html'>&lt;p align="justify"&gt;Sepolti nel ghiaccio, poi restituiti all&amp;#8217;aria e ora in balia delle onde. Questo il destino delle tombe degli Inupiat, popolazione indigena dell&amp;#8217;Alaska, che dopo essere state conservate tra i ghiacci per secoli stanno progressivamente ricomparendo in superficie. E, se qualcosa non cambier&amp;#224;, presto verranno sommerse dalle acque sempre pi&amp;#249; calde del mare Artico. Accade in Alaska, a Nuvuk, o come si chiama ufficialmente adesso Point Barrow, il punto pi&amp;#249; settentrionale degli Stati Uniti. Una vera citt&amp;#224;-fantasma che si &amp;#232; trasformata in centro archeologico quando dieci anni fa il ghiaccio in liquefazione ha riportato alla luce i primi cadaveri. Per la gioia degli archeologi che ora stanno studiando il materiale riemergente. I cadaveri appartengono infatti ai residenti di Nuvuk, ed &amp;#232; probabile che si tratti del popolo di Thule, antenati degli odierni Inupiat. L&amp;#8217;erosione dei ghiacci, con il mare che riconquista il suolo calpestabile, rischia adesso di far naufragare le aspettative per l&amp;#8217;importante ritrovamento...&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Per continuare a leggere l'articolo, &lt;a href="http://geo-pergamonjournal.blogspot.com/2008/01/alaska-il-caldo-minaccia-una-necropoli.html"&gt;&lt;strong&gt;fai clic qui&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;  &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Pubblicato su Pergamon Journal, http://pergamonjournal.blogspot.com&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/101120682203898409-7728958940096516750?l=pergamonjournal.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/feeds/7728958940096516750/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/2008/01/alaska-il-caldo-minaccia-una-necropoli.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/101120682203898409/posts/default/7728958940096516750'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/101120682203898409/posts/default/7728958940096516750'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pergamonjournal.blogspot.com/2008/01/alaska-il-caldo-minaccia-una-necropoli.html' title='Alaska: il caldo minaccia una necropoli'/><author><name>Pergamon Journal</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry></feed>
